27 Ottobre 2026
La DEA ha avviato una nuova procedura di registrazione per i produttori, i distributori e i laboratori di analisi che operano nel settore della cannabis a uso medico – in possesso di licenza statale – e che intendono svolgere le proprie attività nell’ambito della Tabella III (Schedule III). Tale iniziativa inserisce le imprese del settore che ne possiedono i requisiti all’interno del quadro normativo federale sulle sostanze controllate, offrendo al contempo potenziali e significativi vantaggi fiscali, grazie alla rimozione del divieto di deduzione previsto dalla Sezione 280E per tali attività.
Il 5 ottobre, la Drug Enforcement Administration (DEA) ha avviato una nuova procedura di registrazione per i produttori, i distributori e i laboratori di analisi di cannabis terapeutica autorizzati a livello statale, che desiderano operare ai sensi della Tabella III del Controlled Substances Act, secondo quanto riportato da Cannabis Business Times.
Le aziende possono ora presentare domanda tramite il modulo DEA 225, il modulo standard dell’agenzia per produttori, distributori e altri operatori di sostanze controllate.
Il portale arriva a distanza di mesi dalla decisione del Dipartimento di Giustizia di inserire i prodotti a base di marijuana approvati dalla FDA e quelli soggetti a licenze mediche statali specifiche nella Tabella III, una modifica entrata in vigore ad aprile. La cannabis al di fuori di queste categorie, compresi i prodotti per uso ricreativo, rimane nella Tabella I secondo la legge federale.
Per i produttori, la registrazione può riguardare la coltivazione, la produzione, la lavorazione, il confezionamento, l’etichettatura e i trasferimenti.
I distributori possono registrarsi per ricevere e trasferire cannabis terapeutica, mentre i laboratori di analisi possono richiedere l’autorizzazione per testarla.
La DEA aveva preannunciato da mesi l’arrivo di moduli di domanda aggiornati e specificamente pensati per produttori, coltivatori, distributori e laboratori di cannabis terapeutica. Le aziende che avevano già presentato il modulo 225 per la gestione della cannabis terapeutica di Tabella III non devono ricominciare da capo; l’agenzia aveva precedentemente affermato che avrebbe contattato tali richiedenti per proseguire con l’elaborazione delle loro registrazioni.
Il documento Schedule III arriverà insieme alla documentazione federale
La nuova procedura fa seguito a una finestra di registrazione iniziale di 60 giorni, apertasi dopo l’entrata in vigore della normativa di aprile. I richiedenti che hanno presentato domanda entro il 26 giugno hanno avuto diritto a un iter accelerato; la DEA è stata incaricata di compiere ogni sforzo per evadere tali istanze entro sei mesi. Le norme hanno inoltre consentito a chi ha presentato domanda tempestivamente di proseguire le attività nel settore medico, già autorizzate a livello statale, durante l’esame della pratica.
Sebbene tale termine sia scaduto, la possibilità di presentare domanda rimane aperta. La DEA ha dichiarato che continuerà ad accettare richieste di registrazione per la cannabis a uso medico anche dopo il 26 giugno; tuttavia, le domande inoltrate successivamente non beneficeranno dell’iter accelerato.
Il modulo di richiesta richiede alle aziende di fornire i propri dati aziendali, l’indicazione della classificazione della sostanza controllata di riferimento, i dettagli della licenza statale, informazioni sui precedenti e il relativo pagamento. I soggetti che trattano cannabis a uso medico devono specificare le sostanze coinvolte e fornire dettagli sulle attività che intendono svolgere.
La sezione relativa ai precedenti potrebbe rivelarsi particolarmente rilevante per un settore che, per decenni, ha operato in una zona grigia tra l’autorizzazione statale e il divieto a livello federale. Ai richiedenti viene chiesto di dichiarare eventuali condanne pregresse legate a sostanze controllate, problemi riscontrati in passato con registrazioni federali o statali, nonché provvedimenti disciplinari riguardanti licenze professionali.
Ai sensi della normativa federale, i produttori e i distributori di sostanze classificate nella “Tabella III” (Schedule III) sono generalmente idonei alla registrazione, a meno che la DEA non ritenga che tale concessione sia contraria all’interesse pubblico, sulla base di fattori quali la conformità alle leggi statali, i controlli contro la deviazione dei prodotti verso canali illeciti e l’esistenza di precedenti condanne per reati legati a sostanze controllate.
C’è anche la questione della 280E
Per le aziende del settore della cannabis, tuttavia, la posta in gioco va ben oltre un semplice numero di registrazione federale.
Una delle conseguenze più significative del passaggio della cannabis terapeutica qualificata alla Tabella III riguarda il trattamento della Sezione 280E del Codice Tributario statunitense (Internal Revenue Code). Tale disposizione impedisce alle aziende che commerciano sostanze delle Tabelle I o II di dedurre le spese ordinarie aziendali.
La normativa federale di aprile stabilisce espressamente che i titolari di licenze statali per la cannabis terapeutica interessati dalla modifica non saranno più soggetti a tale limitazione della deduzione. Il Dipartimento del Tesoro e l’IRS hanno annunciato separatamente l’intenzione di fornire chiarimenti sulle conseguenze fiscali della riclassificazione.
Anche i ricercatori del Congresso hanno concluso che le aziende che trattano cannabis terapeutica soggetta a tale normativa dovranno registrarsi presso la DEA (Drug Enforcement Administration) per operare in conformità con il Controlled Substances Act. In altre parole, la Tabella III può offrire notevoli vantaggi, ma comporta anche la supervisione federale.
Tale supervisione non è certo economica. Le attuali tariffe annuali per il Modulo 225 ammontano a 3.699 dollari per i produttori, 1.850 dollari per i distributori e 296 dollari per i laboratori di analisi.
Dopo anni in cui le aziende del settore della cannabis hanno operato quasi esclusivamente all’interno dei sistemi normativi statali, il portale rappresenta una vera novità: un percorso che consente a parte del mercato medico esistente di entrare a far parte del quadro federale delle sostanze controllate, anziché limitarsi a coesistere con esso.
Ora che questo percorso è aperto, la domanda successiva è quante aziende sceglieranno effettivamente di percorrerlo.

