L’Argentina apre il mercato ai fiori di canapa con l’1% di THC

19 Ottobre 2026

Aurélien BERNARD

https://www.newsweed.fr/argentine-ouvre-marche-fleurs-chanvre-1-thc/

L’Argentina ha appena aperto una via commerciale più chiara per i fiori e la biomassa di canapa, mantenendo al contempo la soglia nazionale dell’1% di THC.

Il nuovo quadro normativo, stabilito dall’Agenzia di regolamentazione dell’industria della canapa e della cannabis medicinale (ARICCAME) tramite la risoluzione 69/2026, amplia le norme che in precedenza riguardavano principalmente semi, cereali e fibre. Ora include i fiori di *Cannabis sativa*, la biomassa e qualsiasi altro materiale vegetale raccolto destinato ad applicazioni mediche, nutrizionali, cosmetiche, veterinarie, industriali e di ricerca. Questo provvedimento segna l’ultima tappa di un percorso normativo avviato dall’Argentina con la legalizzazione della canapa industriale e della cannabis medicinale nel 2022.

Quattro tipologie di licenza per il settore della canapa in Argentina

Nell’ambito del nuovo sistema, l’ARICCAME ha definito quattro categorie di licenze che coprono la coltivazione, la produzione, i servizi associati e il commercio estero.

Le licenze avranno una validità di cinque anni, ma saranno soggette a convalida annuale. I produttori dovranno inoltre rispettare requisiti relativi a pratiche agricole, infrastrutture, analisi di laboratorio, identificazione dei lotti e tracciabilità.

La normativa prevede una certa flessibilità qualora le colture superino il limite nazionale dell’1% di THC. I campioni con un contenuto di THC compreso tra l’1% e il 2,5% potranno essere sottoposti ad analisi supplementari e a una valutazione amministrativa, anziché essere automaticamente considerati una violazione delle norme.

Le licenze per il commercio estero, invece, riguardano l’importazione e l’esportazione di canapa orticola essiccata e di materiali di riferimento. Altri enti governativi continueranno a vigilare sui requisiti relativi a dogane, alimenti, prodotti farmaceutici, controlli sanitari e salute delle piante.

Per le aziende interessate ai fiori e alla biomassa, l’importanza di questa misura è innanzitutto di natura normativa: attività che in precedenza non disponevano di un quadro commerciale sufficientemente chiaro beneficiano ora di un sistema di licenze dedicato.

Un quadro normativo introdotto gradualmente a partire dal 2022

L’attuale politica argentina deriva da una legge adottata nel 2022, anno in cui il Paese ha definito un quadro giuridico per la canapa e la cannabis a uso medico.

L’anno successivo, i regolamenti attuativi hanno fissato ufficialmente all’1% di THC la soglia di distinzione per la canapa industriale. Tale soglia è superiore allo standard dello 0,3% storicamente adottato su diversi mercati internazionali.

Sempre nel 2023, l’Argentina ha ufficialmente istituito l’ARICCAME, affidando a questa agenzia la responsabilità di regolamentare le attività lungo l’intera filiera produttiva, tra cui coltivazione, produzione, commercializzazione, importazione ed esportazione.

All’epoca, il governo aveva presentato la canapa e la cannabis a uso medico come potenziali motori di sviluppo industriale, ricerca, occupazione ed esportazione. Le ambizioni riguardavano impieghi che spaziavano dalle fibre alimentari e tessili ai materiali da costruzione, passando per cellulosa, bioplastiche, cosmetici e prodotti veterinari.

Anche la ricerca rappresentava un pilastro di questa strategia. Il Ministero della Scienza argentino ha annunciato uno stanziamento di oltre 106 milioni di dollari per 13 progetti di ricerca e sviluppo legati alla cannabis, mentre il governo ha creato “Cannabis Conicet” per sostenere l’innovazione tecnologica nel settore.

Il quadro normativo, tuttavia, distingue la canapa industriale dalle altre attività connesse alla cannabis. In particolare, la trasformazione del CBD rimane soggetta a restrizioni specifiche derivanti da un decreto del 2020 che disciplina l’accesso ai prodotti medicinali a base di CBD e THC.

Un percorso più chiaro per fiori e biomassa

La risoluzione 69/2026 si inserisce quindi nel solco di un’architettura normativa sviluppatasi nel corso di diversi anni.

Includendo esplicitamente i fiori di canapa e la biomassa, l’Argentina amplia la gamma di materie vegetali ammesse nei circuiti commerciali regolamentati e punta ai mercati internazionali.