Curaleaf replica dopo che Aurora respinge l’offerta di acquisizione migliorata

2 Novembre 2026

MJBizDaily Staff

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Aurora ha respinto l’ultima proposta di Curaleaf senza avviare alcuna trattativa. Secondo Curaleaf, l’offerta prevedeva un premio del 217%, escludendo la liquidità disponibile.

Curaleaf Holdings, operatore attivo nel settore della cannabis in diversi stati, ha reagito al rifiuto di Aurora Cannabis nei confronti della sua proposta di acquisizione migliorata, accusando il consiglio di amministrazione dell’azienda canadese di aver respinto l’offerta senza intraprendere alcun negoziato; è quanto emerge da un comunicato stampa diffuso lunedì da Curaleaf.

Si tratta della seconda volta che Aurora respinge una proposta di Curaleaf.

In cosa consiste l’offerta di Curaleaf per l’acquisizione di Aurora?

Ad agosto, Aurora – società con sede in Canada – aveva già rifiutato una precedente offerta che valutava l’azienda 4 dollari per azione, adducendo preoccupazioni in merito alla valutazione e alla struttura dell’operazione. Il 5 ottobre, Curaleaf ha presentato una proposta rivista, alzando l’offerta a 5 dollari per azione.

Il consiglio di amministrazione di Aurora ha nuovamente raccomandato agli azionisti di respingere l’offerta, sostenendo che essa sottovalutasse significativamente la società ed esponesse gli azionisti ai rischi legati all’andamento del titolo azionario di Curaleaf.
Il consiglio ha inoltre sollevato dubbi sui benefici finanziari dell’operazione proposta, dichiarando di estar valutando alternative in grado di offrire un valore maggiore agli azionisti.

Curaleaf, tuttavia, ha affermato che il consiglio di amministrazione di Aurora si è rifiutato di negoziare, sostenendo che l’offerta migliorata avrebbe meritato una risposta concreta.
“Il consiglio di amministrazione di Aurora ha un dovere fiduciario nei confronti degli azionisti, il che impone di non adottare misure illogiche per impedire al miglior offerente di sedersi al tavolo delle trattative”, ha dichiarato in un comunicato Boris Jordan, presidente e CEO di Curaleaf.

“Il consiglio ha escluso Curaleaf, concedendo al contempo l’accesso ai dati aziendali (due diligence) a soggetti non specificati, e cita fonti selettive per sostenere i propri obiettivi. Nulla di tutto ciò rispecchia l’operato di un consiglio di amministrazione che agisce nell’interesse esclusivo della società o dei suoi azionisti”.

Curaleaf ha precisato che la sua offerta migliorata risultava superiore dell’86% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi delle azioni di Aurora nei 30 giorni precedenti il ​​10 agosto. Secondo l’azienda, tale premio sale al 217% se dalla valutazione si escludono le disponibilità liquide e gli equivalenti di cassa di Aurora.

Curaleaf ha inoltre prorogato la data di scadenza della propria offerta al 4 dicembre.

Ci sono altre società interessate all’acquisizione di Aurora?

Un altro produttore canadese autorizzato, Organigram Holdings, ha manifestato interesse per l’acquisizione di Aurora; ciò potrebbe costringere Curaleaf a rilanciare la propria offerta o a ritirarsi.

Aurora ha reso noto che il suo comitato speciale sta valutando potenziali operazioni con altre società, oltre alla possibilità di mantenere la propria indipendenza.

Curaleaf figura tra i maggiori operatori del settore della cannabis negli Stati Uniti, sia in termini di ricavi che di presenza sul territorio. L’azienda gestisce strutture di coltivazione, produzione e vendita al dettaglio in oltre una dozzina di stati e ha consolidato una presenza crescente in Europa.

Aurora è uno dei principali produttori canadesi autorizzati. Negli ultimi anni, la società ha orientato il proprio focus verso il mercato globale della cannabis a fini terapeutici, con attività in diversi paesi, tra cui Germania, Polonia e Australia.