Perché Bedrocan sta andando in bancarotta e il settore della marijuana a fini medici nei Paesi Bassi sta crollando?

21 Ottobre 2026

Hugo Madera

https://softsecrets.com/es-ES/articulo/por-que-quiebra-bedrocan-y-se-hunde-la-marihuana-medicinal-en-paises-bajos

Il fallimento ufficiale di Bedrocan, a seguito della perdita del contratto statale, mette a rischio le forniture nelle farmacie e lascia in una condizione di incertezza migliaia di pazienti nei Paesi Bassi che dipendono dalla cannabis a fini terapeutici. *Soft Secrets*, testata olandese specializzata nel settore della cannabis, segue da giorni la vicenda di Bedrocan attraverso la sua edizione in lingua olandese; di seguito, riassumiamo i punti salienti di tali articoli.

Bedrocan dichiarata fallita dopo aver perso il suo contratto pubblico

Bedrocan, l’unico coltivatore olandese di cannabis a uso medico, è stato dichiarato fallito da un tribunale commerciale nei Paesi Bassi il 7 ottobre. L’azienda forniva cannabis a uso medico alle farmacie olandesi dal 2003, ma in seguito alla risoluzione del contratto da parte del governo – tramite l’Ufficio per la Cannabis a uso medico (BMC) –, con effetto dal 1° gennaio 2026, ha perso praticamente tutti i propri ricavi. Sebbene alcune settimane prima l’azienda avesse ottenuto una sospensione dei pagamenti, non è stato possibile trovare alcuna soluzione. Oltre al licenziamento di 70 dipendenti, circa 7.000 pazienti che dipendono dalla cannabis a uso medico corrono ora il rischio di non poter più accedere alle proprie forniture.

Perché Bedrocan sta andando in bancarotta e perché il settore della marijuana a fini medici sta crollando?

L’azienda ha incontrato gravi difficoltà a causa della mancata tempestivaですね aggiornamento, da parte del governo, delle normative relative alla coltivazione e alla fornitura di cannabis a fini terapeutici. Alla radice del problema vi è un intoppo legislativo: la modifica alla legge sugli oppiacei (Opium Act) – pianificata dal Ministero della Salute, del Benessere e dello Sport (VWS) e volta a consentire a Bedrocan e ad altri produttori di rifornire direttamente le farmacie nei Paesi Bassi e in altri Stati dell’Unione Europea, senza ricorrere a intermediari – non entrerà in vigore prima del luglio 2028.

Questo vuoto normativo, che si protrarrà per oltre due anni, pone Bedrocan in una situazione finanziaria insostenibile, mette a rischio i posti di lavoro del suo personale e minaccia di interrompere la fornitura destinata alle persone che, quotidianamente, fanno affidamento sulle sue varietà di cannabis terapeutica.

Perché i pazienti che fanno uso di cannabis a fini terapeutici chiedono un aiuto urgente al Parlamento olandese?

Alla luce di questa situazione, la fondazione VOC (Verbond voor Opheffing van het Cannabisverbod – Associazione per l’abolizione del divieto sulla cannabis) ha inviato una lettera a tutti i portavoce in materia sanitaria della Tweede Kamer (la Camera dei Rappresentanti dei Paesi Bassi), sollecitando una soluzione urgente alla precaria condizione venutasi a creare a seguito del collasso di Bedrocan.

“Il fallimento avrebbe conseguenze gravissime per le migliaia di pazienti che utilizzano i prodotti Bedrocan dietro prescrizione medica. Siamo profondamente preoccupati per la condizione di vulnerabilità in cui potrebbero ritrovarsi”, avverte la fondazione nella sua missiva.

Nella lettera, la VOC sottolinea la responsabilità dello Stato in questo epilogo: “Il Ministro della Salute, del Benessere e dello Sport (VWS) intende attendere fino al luglio 2028 affinché entri in vigore una modifica alla Legge sull’oppio (Opiumwet); tale modifica consentirebbe a Bedrocan e ad altri produttori di rifornire direttamente i farmacisti, sia nei Paesi Bassi che all’estero, senza l’intermediazione dell’Ufficio per la Cannabis Medicinale (BMC).

Bedrocan rischia di finire in una sorta di ‘terra di nessuno’, trascinando con sé i pazienti che – spesso da molti anni – si affidano alla cannabis terapeutica prodotta da questa azienda. Il piano del Ministro, che prevede di attendere fino al 2028, è insostenibile per le persone che soffrono quotidianamente di dolori cronici e altre patologie. La situazione è ancora più critica per i pazienti nelle fasi terminali della vita, che hanno trovato sollievo proprio grazie alla cannabis. La mancanza di soluzioni adeguate sta causando ai pazienti danni che potrebbero essere evitati”.

La fondazione rileva inoltre che la procedura di gara statale per la selezione dei coltivatori si protrae da oltre sei anni; un arco di tempo durante il quale il Ministero non è stato in grado di offrire alcuna valida alternativa terapeutica in sostituzione di queste varietà di cannabis standardizzate.

Cosa succederà ai pazienti che fanno uso di marijuana a fini medici?

In una lettera indirizzata ai membri del parlamento, la VOC solleva questioni cruciali che il governo non ha ancora chiarito: i centri sanitari e le farmacie sono preparati a un’eventuale interruzione delle forniture? Come verranno soddisfatte le esigenze delle persone che soffrono di dolore cronico o di coloro che ricevono cure palliative? A quali conseguenze legali e assicurative potrebbero andare incontro i pazienti – in particolare chi ha necessità di guidare – qualora la loro terapia abituale venisse interrotta?

Sebbene la cannabis prodotta da Bedrocan sia stata oggetto di critiche fin dall’inizio – principalmente a causa del ricorso all’irradiazione gamma – sono 7.000 i pazienti che dipendono da questa fornitura. Ora, il loro accesso al farmaco è a rischio. Secondo alcune farmacie, i pazienti hanno già iniziato a fare scorte. Gli stessi utilizzatori di prodotti Bedrocan hanno dichiarato di voler evitare, se possibile, di acquistare cannabis presso i “coffeeshop”.

Nanny, 63 anni, lo ha spiegato nella serie *H!GH AGE* della rivista *Highlife*: “Mi è d’aiuto. Uso il Bedrocan®, la varietà solitamente prescritta a chi soffre di sclerosi multipla perché contiene la concentrazione più elevata di THC. Non elimina completamente il dolore, ma lo rende sopportabile. Non ho mai riscontrato nulla di simile con gli altri farmaci che assumo”. Nello stesso articolo, riguardo alla possibilità di rivolgersi a un coffeeshop, ha aggiunto: “Non si può mai sapere cosa sia stato fatto a quella cannabis da altri. In farmacia, invece, so esattamente cosa sto ricevendo e ho la certezza che il prodotto sia efficace”.

I pazienti rivendicano il diritto di coltivare la propria marijuana a fini terapeutici

Noi di Soft Secrets abbiamo più volte sottolineato come la mancata regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis a fini terapeutici provochi un aumento dei prezzi e limiti l’accesso ai pazienti che ne hanno bisogno. La coltivazione domestica rappresenta un elemento normativo cruciale per il mercato e deve essere affrontata prima che insorgano dei problemi. In Spagna, il decreto-legge del governo sulla cannabis terapeutica non ha preso in considerazione la coltivazione domestica, una misura che era stata invece richiesta dall’Osservatorio europeo per il consumo e la coltivazione della cannabis (OECCC).

L’OECCC è una voce autorevole nella battaglia per il diritto alla coltivazione domestica di cannabis a scopo terapeutico. Già nel 2019, l’organizzazione ha pubblicato una proposta di legge sulla cannabis terapeutica, ponendo la coltivazione domestica come uno dei suoi pilastri fondamentali. Sebbene il decreto-legge del governo spagnolo non tratti esplicitamente la coltivazione domestica, riteniamo che esso costituisca, di fatto, un riconoscimento implicito della pratica in Spagna.

Nel frattempo, nei Paesi Bassi, il VOC (Unione per l’abolizione del proibizionismo sulla cannabis) ha espresso il timore che gli utilizzatori possano essere spinti verso il mercato nero. L’organizzazione sta sollecitando la Camera dei Rappresentanti affinché richieda al ministro soluzioni immediate, sostenendo la tutela e il riconoscimento formale della coltivazione domestica a fini terapeutici, in modo che i pazienti non debbano subire le conseguenze di uno stallo amministrativo.