Messico: autoconsumo sì, commercializzazione no; la Cofepris si adegua alla sentenza della SCJN sull’uso della cannabis

1 Ottobre 2026

Blanca Valadez

https://www.milenio.com/politica/scjn-avala-permisos-cofepris-autoconsumo-ludico-cannabis

L’istituzione ha sottolineato che le proprie azioni mirano a tutelare la popolazione dai rischi sanitari e a garantire il libero sviluppo della personalità, in conformità con i precedenti giurisprudenziali.

La Commissione Federale per la Protezione dai Rischi Sanitari (Cofepris) ha annunciato che si conformerà alla dichiarazione di incostituzionalità emessa dalla Suprema Corte di Giustizia della Nazione (SCJN) in merito all’uso personale ricreativo di cannabis e tetraidrocannabinolo (THC). Ha evidenziato come l’Alta Corte abbia riconosciuto la legittimità delle autorizzazioni sanitarie congiunte da essa rilasciate per garantire tale diritto. Allo stesso tempo, ha chiarito che la sentenza non legalizza la commercializzazione della cannabis né depenalizza la marijuana in Messico.

L’autorità sanitaria ha spiegato che continuerà a rilasciare autorizzazioni per l’uso personale ricreativo “in modo efficace, tempestivo e con piena validità legale”, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Suprema Corte e in conformità con la normativa vigente e in un’ottica di tutela dei diritti umani.
La Cofepris ha sottolineato che la dichiarazione di incostituzionalità 1/2018 è limitata esclusivamente all’uso personale ricreativo di cannabis e THC, secondo le linee guida stabilite dalla commissione stessa. A tal proposito, ha rimarcato che la Suprema Corte non ha riconosciuto alcun diritto alla commercializzazione, fornitura, vendita o distribuzione di cannabis, né al consumo di altri stupefacenti o sostanze psicotrope.

Analogamente, ha chiarito che l’Alta Corte non si è pronunciata sulla depenalizzazione della marijuana; pertanto, tali attività rimangono disciplinate dall’attuale quadro giuridico.

Questa dichiarazione fa seguito al Comunicato 097/2026 emesso dalla SCJN in merito al ricorso per inottemperanza derivante dal caso di *amparo* (tutela costituzionale) n. 6/2025. La Cofepris ha spiegato che, in tale ambito, la Corte non ha analizzato la costituzionalità del quadro normativo che disciplina la cannabis, bensì ha semplicemente stabilito la legittimità della modalità adottata per ottemperare alle sentenze giudiziarie, ovvero il rilascio di permessi per l’uso personale ricreativo.

La commissione ha rilevato che il Plenum della Suprema Corte ha riconosciuto la corretta attuazione e la legittimità delle autorizzazioni sanitarie congiunte rilasciate dall’ente. Ha inoltre aggiunto che l’adempimento delle ordinanze giudiziarie deve dare priorità al ripristino effettivo e concreto dei diritti degli individui, evitando formalismi privi di un impatto reale sul beneficio concesso.

Analogamente, ha sottolineato che l’autorità giudiziaria ha garantito certezza giuridica ai ricorrenti confermando che un’autorizzazione congiunta — nella quale ciascun individuo è espressamente riconosciuto come titolare del permesso e riceve copie certificate — tutela i loro diritti relativi alla semina, alla coltivazione, alla raccolta, alla preparazione, al possesso e al trasporto di cannabis per uso personale e ricreativo.

La Cofepris ha affermato che il proprio operato mira a proteggere la popolazione dai rischi per la salute, evolvendosi al contempo in linea con i precedenti giurisprudenziali che ampliano la portata del libero sviluppo della personalità. Ha inoltre dichiarato che continuerà ad agire con trasparenza, efficienza e nel rispetto del principio di legalità, al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti riconosciuti dalle pronunce giudiziarie.