L’autorità di controllo dell’UE raccomanda la prima autorizzazione per il CBD come alimento

15 Ottobre 2026

Agrifood

Maria Simon Arboleas

https://www.rapporteur.com/news/eu-watchdog-recommends-first-food-approval-for-cbd/


L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso il suo primo parere favorevole sull’uso del cannabidiolo (CBD) negli alimenti; si tratta di un passo fondamentale, dato che alcuni paesi stanno adottando misure restrittive contro tali prodotti.

La valutazione fa seguito a una richiesta dell’azienda irlandese Chanelle McCoy per la commercializzazione di un integratore alimentare a base di olio di CBD, come anticipato da Euractiv.

Il derivato della canapa ha incontrato resistenze in alcuni paesi dell’UE

Il CBD si ricava solitamente dalla canapa (*Cannabis sativa*) e, contenendo solo tracce del principio psicoattivo tetraidrocannabinolo (THC), è ampiamente considerato privo di effetti inebrianti.
Invece di estrarre il composto dalla pianta, l’azienda ha prodotto l’olio di CBD attraverso un processo chimico, ottenendo livelli di THC prossimi allo zero.

L’EFSA ha ritenuto l’integratore sicuro per un’assunzione fino a 2 mg al giorno – in linea con precedenti indicazioni – per gli adulti di età superiore ai 25 anni, escluse le donne in gravidanza e in allattamento.

Il parere favorevole apre la strada all’approvazione del prodotto da parte della Commissione europea ai sensi del regolamento sui nuovi alimenti (*Novel Foods*), che disciplina i prodotti non ampiamente consumati prima del 1997 e prevede un lungo iter autorizzativo.

Poiché finora nessun alimento a base di CBD ha superato tale procedura, il parere dell’EFSA rappresenta una pietra miliare per il settore.

La Commissione può ora elaborare una proposta da sottoporre al voto dei paesi dell’UE.

Il parere positivo dell’EFSA giunge dopo che diversi paesi dell’UE hanno imposto restrizioni sui prodotti a base di CBD, la cui popolarità è cresciuta grazie alle loro presunte proprietà rilassanti e terapeutiche.

Sebbene gli alimenti a base di CBD non avrebbero dovuto essere commercializzati senza l’approvazione dell’UE, essi hanno prosperato in una sorta di “zona grigia” del mercato.

In particolare, la Francia ha cambiato rotta all’inizio di quest’anno, introducendo un divieto rigoroso che ha colto di sorpresa il settore.

Allineamento con il Regno Unito

Per quanto riguarda gli alimenti a base di CBD, l’UE e il Regno Unito sembrano muoversi nella stessa direzione, sebbene a ritmi diversi.

La *Food Standards Agency* (FSA) del Regno Unito ha espresso valutazioni positive per le prime tre domande di autorizzazione come “nuovo alimento” (novel food) per prodotti a base di CBD nel Paese – una delle quali presentata proprio da Chanelle McCoy – lasciando al governo la decisione finale. Tuttavia, la FSA ha accettato un apporto giornaliero molto più elevato: 10 mg al giorno, contro i 2 mg stabiliti dall’EFSA.

Il destino delle domande relative al CBD nel Regno Unito potrebbe presto diventare incerto, dato che si prevede che Londra adotti la normativa UE in materia di sicurezza alimentare nell’ambito del suo allineamento con Bruxelles.

L’accordo in materia di misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) dovrebbe entrare in vigore a metà del 2027 ed essere presentato durante il prossimo vertice UE-Regno Unito.