USA: Giudice della DEA blocca la riclassificazione della cannabis. Perché?

12 Ottobre 2026

Javier Hasse

https://elplanteo.com/eeuu-juez-dea-congela-reclasificacion-cannabis/

Il giudice amministrativo capo della DEA ha sospeso il più ampio procedimento di riclassificazione della cannabis negli Stati Uniti in attesa di una decisione in merito, dopo che tre parti contrarie alla modifica avevano chiesto di includere un nuovo rapporto governativo agli atti dell’udienza.

Il giudice Derek Julius ha disposto la sospensione martedì, accogliendo la richiesta dell’associazione di categoria NDASA (attiva nel settore dei test antidroga), dell’organizzazione “DUID Victim Voices” e del dottor Kenneth Finn. Si tratta di tre delle sette parti esterne ammesse dalla DEA a partecipare all’udienza; tutte e sette si oppongono alla riclassificazione. Il rapporto che intendono allegare, pubblicato dal Government Accountability Office (GAO) il 23 settembre, ha evidenziato lacune significative nelle politiche e nelle procedure scritte di DEA e FDA per la classificazione delle sostanze; il documento non giunge ad alcuna conclusione sostanziale riguardo alla cannabis.

“Pertanto, vista la natura della presente istanza, si DISPONE la SOSPENSIONE del procedimento in attesa della risoluzione dell’istanza stessa”, ha scritto Julius. Il giudice ha concesso alla DEA tempo fino al 13 ottobre per argomentare – in non più di 20 pagine – se gli atti debbano essere riaperti, precisando che le altre parti coinvolte hanno facoltà di replicare, ma non sono tenute a farlo.

Fino a martedì, il passaggio successivo previsto era l’emissione di una decisione raccomandata da parte di Julius, che ha presieduto undici giorni di udienze conclusisi a luglio. Molti operatori del settore si aspettavano che ciò avvenisse prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Cosa ha effettivamente rilevato il rapporto

Il rapporto del GAO, composto da 31 pagine, è intitolato *Drug Scheduling: While DEA Decisions Have Aligned with Recent HHS Recommendations, Both Need Comprehensive Policies* (Classificazione delle sostanze: sebbene le decisioni della DEA si siano allineate alle recenti raccomandazioni dell’HHS, entrambe le agenzie necessitano di politiche complete). Gran parte della copertura mediatica di questa settimana si è concentrata sulla seconda parte del titolo. La prima parte rappresenta invece l’ostacolo che i promotori dell’istanza devono superare.

Il GAO ha esaminato 208 sostanze per le quali la DEA ha adottato provvedimenti di classificazione tra il 2020 e il 2025. Per 95 di esse erano richieste valutazioni da parte del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), valutazioni che la DEA ha preso in considerazione in tutti i casi. Di queste, 84 avevano raggiunto una decisione definitiva sulla classificazione entro la fine del 2025 e, in tutti gli 84 casi, la DEA si è allineata alle indicazioni dell’HHS. Le restanti 11 erano ancora soggette a provvedimenti di classificazione temporanea prorogati.

Ciò che gli auditor hanno riscontrato è la presenza, in entrambe le agenzie, di lacune nelle procedure scritte relative alle modalità operative del personale. Alla DEA mancano politiche che definiscano ruoli, responsabilità e procedure per: la raccolta dati preliminare all’adozione di norme; la classificazione di nuove sostanze; l’analisi basata su tre fattori per la classificazione temporanea; l’analisi basata su otto fattori per la classificazione definitiva; e le modalità di valutazione delle raccomandazioni dell’HHS. Alla FDA mancano procedure che specifichino come i propri scienziati conducano le valutazioni ed elaborino le raccomandazioni. La preoccupazione del GAO riguarda la continuità: in assenza di procedure scritte complete, il processo dipende dai singoli individui che ricoprono i vari ruoli.

Il rapporto non entra nel merito della classificazione della cannabis. Sebbene citi la marijuana e l’attuale iniziativa di riclassificazione, non conduce un’analisi specifica a otto fattori per la cannabis, non giunge a conclusioni in merito al suo uso medico riconosciuto e non formula raccomandazioni sulla classificazione da attribuire alla pianta. Le tre raccomandazioni formulate sono: che la DEA elabori delle politiche, che la FDA elabori delle politiche e che la FDA e il NIH aggiornino il loro protocollo d’intesa. I promotori dell’istanza sostengono che tutto ciò sia irrilevante. Secondo quanto riportato da Marijuana Moment, che ha esaminato la mozione, la validità della posizione del governo a favore della classificazione in “Schedule III” dipende esclusivamente dalla qualità del processo che l’ha generata; inoltre, i rilievi dell’organo di controllo evidenziano come il governo sia “privo di criteri scritti per giungere alla conclusione necessaria” ai fini della riclassificazione della cannabis.

A chi era consentito esporre argomentazioni?

La DEA ha ammesso all’udienza solo partecipanti esterni contrari alla riclassificazione, come riportato da *High Times* a luglio. Ad alcuni sostenitori che avevano presentato richiesta è stato comunicato che non possedevano i requisiti di “parti interessate”, in quanto non “direttamente penalizzati o lesi da alcuna norma o proposta di norma soggetta a promulgazione”.

Di conseguenza, tutti e sette i partecipanti non governativi designati condividevano la stessa posizione. Tre di loro hanno sfruttato tale accesso per bloccare il procedimento; pertanto, quando Julius ha invitato le parti designate rimanenti a esprimersi sulla mozione, si è rivolto agli altri quattro, anch’essi contrari. Nessuna parte esterna favorevole alla riclassificazione è stata ammessa come partecipante designato: ciò significa che nessuno di loro figura tra i soggetti invitati dal giudice a pronunciarsi in merito.

Il governo è l’unica parte presente all’udienza a sostenere la posizione opposta, difendendo la proposta di norma per il trasferimento della cannabis nella Tabella III (*Schedule III*). Nella sua memoria conclusiva, ha dichiarato al giudice che la cannabis “non soddisfa più i requisiti legali per la Tabella I” e ha sottolineato come oltre 30.000 professionisti assistano più di sei milioni di pazienti in 43 giurisdizioni, chiedendo di “raccomandare tempestivamente” l’adozione della misura.

Perché un argomento di natura procedurale ha peso in questo caso

L’obiezione di natura procedurale non nasce dal nulla, e gli oppositori ne sono consapevoli. Durante l’udienza di luglio, la farmacologa della DEA Luli Akinfiresoye ha testimoniato, in seguito a una citazione in giudizio, che l’agenzia non aveva mai condotto la propria analisi basata sugli otto fattori prima che il Dipartimento di Giustizia pubblicasse la proposta di normativa nel 2024.

Come riportato da *Cannabis Business Times*, la farmacologa ha dichiarato che lei e i suoi colleghi della Sezione Valutazione Farmaci e Sostanze Chimiche avevano successivamente redatto un’analisi non ufficiale — contenuta in un documento del dicembre 2024 intitolato *Marijuana: Scientific Knowledge* — proprio perché la proposta di normativa presentava “lacune nei dati”.

“Idealmente, quando pubblichiamo una proposta di normativa (NPRM), pubblichiamo anche un’analisi basata sugli otto fattori”, ha affermato. “In questo caso ciò non è avvenuto, perché l’analisi non è stata eseguita”.

Un audit che conclude come la DEA sia priva di una procedura scritta per condurre le analisi basate sugli otto fattori assume un peso ancora maggiore se considerato alla luce della testimonianza giurata che conferma come tale passaggio sia stato omesso.

Il calendario

L’audizione dei testimoni si è conclusa il 15 luglio e il 25 agosto sono state rese pubbliche oltre 2.500 pagine di trascrizioni. Non esiste una scadenza legale tassativa entro cui Julius debba emettere la sua raccomandazione; vi è soltanto una norma della DEA che gli impone di prepararla “il prima possibile”.

Tale margine temporale si è ora notevolmente ridotto. La DEA non è tenuta ad attendere il 13 ottobre per depositare la propria memoria. Come ha osservato Shawn Collins, ex direttore esecutivo della Massachusetts Cannabis Control Commission, nella sua newsletter *Policy, Decoded*, un deposito anticipato costituirebbe il segnale più chiaro della volontà dell’amministrazione di far entrare in vigore la norma prima del giorno delle elezioni; al contrario, sfruttare l’intero lasso di tempo a disposizione renderebbe tale esito altamente improbabile. Anche qualora Julius dovesse respingere categoricamente l’istanza, sarebbe comunque tenuto a emettere una decisione raccomandata.

Le parti avranno quindi 20 giorni di tempo per presentare obiezioni prima che gli atti vengano trasmessi formalmente all’Amministratore della DEA, cui spetta l’emissione della decisione definitiva dell’agenzia. Se tuttavia il giudice dovesse disporre un’ulteriore fase di discussione scritta sul rapporto, Collins prevede che la raccomandazione stessa possa subire un ritardo fino al 2027.

Un aspetto su cui la sospensione non incide è il provvedimento di aprile che riclassifica nella Tabella III (Schedule III) i prodotti a base di cannabis approvati dalla FDA e la cannabis terapeutica autorizzata a livello statale. Tale provvedimento rimane in vigore mentre proseguono i distinti ricorsi legali presso la Corte d’Appello del Distretto di Columbia (D.C. Circuit). Ciò che Julius ha sospeso è il procedimento riguardante la marijuana che non rientra in tali categorie ai sensi del *Controlled Substances Act*.