3 Novembre 2026
https://elplanteo.com/marruecos-exportaciones-cannabis-2026/
Il settore della cannabis legale in Marocco sta ampliando la propria presenza internazionale: le esportazioni di cannabis legale e dei suoi derivati raggiungono oggi 15 Paesi, tra cui Francia, Svizzera, Portogallo, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Australia e Sudafrica. Secondo il quotidiano marocchino *Le Matin*, entro la metà di ottobre 2026, l’ANRAC aveva autorizzato 146 operazioni di esportazione verso questi 15 Paesi, effettuate da 29 operatori autorizzati.
Mentre il Regno punta a consolidare una solida posizione nel mercato globale dei prodotti derivati dalla cannabis, il raccolto del 2026 è accompagnato da controlli normativi più rigorosi e da iniziative volte a tutelare l’identità della propria cannabis all’estero.
La cannabis marocchina punta a 15 mercati internazionali
La presenza internazionale della cannabis legale marocchina sta diventando un pilastro centrale della strategia del Paese. Oltre all’esportazione di materie prime agricole, la strategia del Marocco mira costantemente a sostituire il settore illecito con una filiera legale che comprende la coltivazione, la trasformazione, la produzione e la distribuzione internazionale di prodotti derivati dalla cannabis.
Per sostenere questo sviluppo, l’Agenzia nazionale per la regolamentazione delle attività legate alla cannabis (ANRAC) si sta adoperando per ottenere un riconoscimento internazionale per i prodotti marocchini a base di cannabis.
L’agenzia ha avviato le procedure per tutelare la denominazione “prodotto a base di cannabis”, intesa a certificare l’origine e l’autenticità degli articoli realizzati all’interno del quadro normativo legale del Marocco.
La tutela di tale denominazione è già stata confermata in Lussemburgo e in Portogallo, mentre sono in corso procedure analoghe in altri mercati europei, tra cui Germania, Spagna e Belgio.
Il raccolto di Beldia raggiunge i 1.100 ettari
Questa espansione avviene mentre prosegue il raccolto di cannabis legale del 2026 nelle tre province marocchine autorizzate alla coltivazione della pianta. Secondo i dati diffusi dai media marocchini, sono già stati raccolti quasi 1.100 ettari di cannabis “Beldia”, pari al 60% della superficie totale coltivata con questa varietà tradizionale marocchina.
Alle operazioni partecipano circa 1.800 agricoltori, organizzati in 154 cooperative agricole.
Il raccolto delle varietà di cannabis importate segue un calendario differente: inizia a ottobre e prosegue fino a dicembre 2026, a causa delle diverse tempistiche nei cicli di maturazione.
Nel frattempo, l’ANRAC ha rafforzato la propria attività di vigilanza. Durante la stagione agricola 2026, l’autorità di regolamentazione ha revocato 1.490 licenze a causa del mancato rispetto dei requisiti amministrativi e normativi.
Circa 1.300 di tali licenze facevano capo a coltivatori di cannabis, mentre le restanti 190 appartenevano a operatori attivi nell’importazione di semi, nella produzione, nella commercializzazione, nell’esportazione e nel trasporto.
Tra le violazioni riscontrate figurano dichiarazioni di raccolto inesatte e il mancato rispetto delle scadenze stabilite per le attività di raccolta e trasformazione.
Il Marocco mira a rafforzare la propria posizione nell’industria globale della cannabis
La combinazione tra l’espansione dei mercati di esportazione, l’incremento della produzione agricola e l’attuazione di una supervisione più rigorosa delinea l’approccio del Marocco alla regolamentazione legale della cannabis.
Favorendo la tracciabilità, tutelando l’origine dei prodotti e promuovendo la lavorazione in loco, le autorità mirano a generare un maggiore valore economico dalla cannabis coltivata nel Paese. Una delle sfide attuali rimane il rispetto degli standard EU-GMP, requisito necessario per accedere al mercato europeo della cannabis a uso medico. Senza tale conformità, per le cooperative locali risulterà difficile partecipare in modo sostenibile a quel mercato.

