Il mercato della canapa in Ecuador è in rapida crescita, e non riguarda solo la coltivazione

5 Ottobre 2026

Camila Berriex

https://hightimes.com/business/ecuadors-hemp-market-is-growing-fast-and-its-not-just-about-cultivation/

Si prevede che il settore della canapa in Ecuador raggiungerà o supererà i 20 milioni di dollari nel 2026, man mano che le aziende passeranno dalla semplice biomassa grezza alla produzione di cioccolatini, cosmetici, integratori, prodotti veterinari e altri beni finiti. Con oltre 700 aziende attive lungo l’intera filiera, il settore punta ora a generare maggior valore a livello nazionale, espandendo al contempo l’esportazione di prodotti finiti sui mercati internazionali.

Quando si parla dell’industria della canapa, può risultare difficile immaginare cosa ciò comporti concretamente al di là della coltivazione nei campi. In Ecuador, la risposta sta emergendo attraverso prodotti molto tangibili: cioccolatini, caramelle gommose, tisane, birra artigianale, kombucha, creme, sieri, oli e prodotti per animali domestici fanno tutti parte di un mercato sempre più diversificato di cannabis non psicoattiva, ovvero cannabis che non provoca effetti inebrianti e contiene livelli di THC estremamente bassi.

Questa transizione dalla materia prima vegetale ai prodotti finiti è al centro di un settore che, secondo i dati forniti dai rappresentanti del comparto, è passato da un fatturato di circa 10 milioni di dollari nel 2024 a 15 milioni nel 2025 e che, stando a quanto riportato da *El Universo*, dovrebbe avvicinarsi o superare i 20 milioni di dollari nel 2026.

L’ecosistema comprende oggi oltre 700 aziende impegnate in ogni fase della filiera: dalla produzione di semi e dalla coltivazione fino alla trasformazione, alle attività di laboratorio, alla vendita al dettaglio e alla produzione di beni finiti.

Tuttavia, questa cifra racconta solo una parte della storia. Una delle scommesse più importanti del settore consiste nell’andare oltre l’utilizzo della canapa come biomassa o materia prima, puntando a creare maggior valore attraverso la trasformazione della pianta in prodotti finiti direttamente in Ecuador.

Dalla canapa al cioccolato: il guadagno è nei prodotti finiti

Il cluster ecuadoriano dedicato ai settori della cannabis e della canapa (sia industriale che medicinale) riunisce circa 30 piccole e medie imprese, con obiettivi che includono il rafforzamento della filiera produttiva e lo sviluppo di prodotti finiti, anziché la semplice commercializzazione di biomassa.

Tale strategia è già evidente sugli scaffali dei negozi e nei cataloghi dei prodotti. Forbes Ecuador ha individuato sul mercato articoli quali cioccolatini, caramelle gommose, tè, tisane, birra artigianale, kombucha, unguenti, creme, oli, infiorescenze, prodotti anti-età, balsami, lubrificanti, probiotici, prebiotici e oli per animali domestici.

Un’azienda che esemplifica questa varietà di offerta è CBD Solutions, un’impresa a conduzione familiare nata nel 2020; successivamente, l’azienda ha realizzato un proprio laboratorio, passando da una produzione artigianale a una manifattura basata su standard più formali. Il suo portafoglio prodotti comprende oli sublinguali, creme, unguenti, balsami labbra, cioccolatini, birra artigianale, kombucha, tisane, caramelle gommose, caffè arricchito con kief di CBD, cartucce di estratto e infiorescenze.

Hemp Ecuador Labs rappresenta un altro segmento della filiera: quello della ricerca e della formulazione. L’azienda opera dal 2021 e, secondo Forbes, ha sviluppato quasi 200 prodotti tra progetti propri e conto terzi, commercializzandone circa 45 con i propri marchi. Il suo responsabile, Eduardo Monge, ha dichiarato che l’immissione sul mercato di un cosmetico o di un integratore può richiedere circa sei mesi di lavoro tra ricerca, formulazione, test e analisi.

Mayu Ecuador, dal canto suo, commercializza integratori, oli, tisane, cioccolatini, caramelle gommose, creme e un siero cosmetico, oltre a prodotti destinati al mercato veterinario. L’azienda distribuisce le proprie linee in oltre 100 punti vendita a livello nazionale e collabora inoltre con due farmacie specializzate in preparazioni galeniche a Quito e Cuenca.

Già nel 2021, i dati dell’Agenzia nazionale per la regolamentazione, il controllo e la sorveglianza sanitaria dell’Ecuador (ARCSA) indicavano che 144 prodotti a base di CBD avevano ottenuto l’autorizzazione alla vendita nel Paese; di questi, 95 rientravano nella categoria dei cosmetici.

Tra gli esempi dell’epoca figurava Laboratorios Beautik, che aveva sviluppato una linea di prodotti per la cura dei capelli a base di CBD, comprendente shampoo, balsamo, crema senza risciacquo e maschera per capelli. Ciò che è cambiato è la portata del fenomeno. Fonti del settore indicano ora oltre 2.000 prodotti dotati di notifica o registrazione sanitaria, mentre altre stime recenti riportano più di 2.500 prodotti registrati presso l’ARCSA e oltre 50 tipologie di prodotti veterinari registrati presso l’Agrocalidad.

L’Ecuador ha tracciato una linea netta tra cannabis psicoattiva e non psicoattiva

La crescita del settore in Ecuador avviene all’interno di un quadro normativo definito che distingue questa industria dai dibattiti sulla cannabis psicoattiva e sul suo uso ricreativo. Nel Paese, la cannabis non psicoattiva – con un contenuto di THC inferiore all’1% sul peso a secco – è stata esclusa dal regime delle sostanze controllate e assoggettata alla normativa agricola.

Per quanto riguarda gli alimenti trasformati e gli integratori, le regole sono ancora più specifiche. La risoluzione ARCSA-DE-2022-014-AKRG consente l’impiego di parti di cannabis non psicoattiva, canapa o loro derivati ​​come ingredienti, ma impone che il prodotto finito contenga meno dello 0,3% di THC.

Le aziende che richiedono la notifica sanitaria devono presentare i risultati dei test che attestano tale concentrazione, oltre alle analisi relative a metalli pesanti e pesticidi. La medesima normativa vieta l’uso di cannabis psicoattiva o dei suoi derivati ​​in tali alimenti e integratori, così come la presenza di concentrazioni di THC pari o superiori allo 0,3%.

Questo quadro normativo aiuta a spiegare perché il recente accantonamento di una proposta di legge più ampia sulla cannabis non abbia arrestato lo sviluppo del settore. Il disegno di legge sospeso ad agosto riguardava aspetti quali l’uso ricreativo, la coltivazione domestica e i prodotti contenenti THC, mentre il segmento della cannabis non psicoattiva opera secondo una propria regolamentazione sin dal 2020.

Ciò permette inoltre di contestualizzare un altro dato evidenziato dal Cluster di settore: secondo la presidente Lizbeth Fajardo, non sono stati segnalati allarmi sanitari legati alla vendita di prodotti registrati in questo mercato.

Il prossimo passo va ben oltre la semplice esportazione di biomassa

Secondo i rappresentanti del settore, l’industria ecuadoriana esporta già materie prime e biomassa verso altri mercati, tra cui Stati Uniti, Svizzera e Germania. La prossima sfida consiste nell’incrementare l’esportazione di prodotti finiti, consentendo a una quota maggiore di attività di formulazione, know-how tecnico, proprietà intellettuale e valore commerciale di rimanere in Ecuador.

Hemp Ecuador Labs, ad esempio, ha già testato i propri prodotti in Colombia, Paraguay e Stati Uniti e sta lavorando per soddisfare i volumi richiesti da tali mercati. Mayu, nel frattempo, sta lavorando per accedere ai mercati di Stati Uniti, Spagna, Islanda, Francia e Costa Rica. Uno dei suoi cioccolatini al CBD è stato selezionato come semifinalista alla seconda edizione dell’Ecuadorian Cacao Innovation Award, offrendo all’azienda l’opportunità di presentarlo al Salon du Chocolat di Parigi.

Questo esempio racchiude la direzione che il settore intende intraprendere. L’Ecuador è in grado di produrre infiorescenze e biomassa, ma la strategia commerciale alla base di questo mercato – il cui valore è stimato in 20 milioni di dollari – punta molto più in alto: trasformare la materia prima in un prodotto riconoscibile, regolamentato e commercializzabile, che si tratti di una caramella gommosa, di un cosmetico o di un prodotto veterinario.

In quest’ottica, il modo più efficace per comprendere l’attuale volto dell’industria ecuadoriana della canapa potrebbe essere quello di smettere di guardare esclusivamente alla pianta e iniziare a osservare tutto ciò che le aziende realizzano a partire da essa.