23 Settembre 2026
https://hightimes.com/news/trump-commutes-two-cannabis-sentences-but-what-about-rescheduling/
Il Presidente Donald Trump ha commutato le pene federali per reati legati alla marijuana di Jerry Haymon IV e Kevin Harden, mentre la sua amministrazione prosegue in un iter più ampio che potrebbe portare al riclassificamento della sostanza da “Schedule I” a “Schedule III”. I loro casi mettono in luce un interrogativo di lunga data nell’ambito della riforma sulla cannabis: quale sorte spetta alle persone condannate in base alle leggi federali sulla marijuana proprio mentre il governo sta attivamente riesaminando tali politiche?
Secondo quanto riferito, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la clemenza a due uomini che scontavano pene federali per reati legati alla marijuana, proprio mentre la sua amministrazione porta avanti un processo che potrebbe modificare in modo significativo lo status legale della pianta a livello federale.
Stando a quanto riportato da *Marijuana Moment*, giovedì 3 settembre Trump ha commutato le pene di Jerry Haymon IV e Kevin Harden, ponendo di fatto fine alla parte restante delle loro condanne. La testata ha inoltre reso noto che Haymon si trovava in regime di detenzione domiciliare da circa un anno, mentre Harden stava affrontando gravi problemi di salute.
Chi sono i due detenuti le cui pene sono state commutate?
Jerry Haymon IV è stato condannato a 120 mesi di carcere – la pena minima obbligatoria di 10 anni – dopo che una giuria lo ha riconosciuto colpevole di aver partecipato a un’associazione a delinquere finalizzata alla distribuzione e al possesso, a fini di spaccio, di almeno 1.000 chilogrammi di marijuana.
La condanna e la pena sono state successivamente confermate dalla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Quarto Circuito. Secondo gli atti giudiziari, tra il 2013 e il 2017 Haymon, residente in California, ha spedito ingenti quantitativi di marijuana (nell’ordine di diversi chilogrammi) affinché venissero distribuiti in Virginia, nel Maryland e a Washington D.C.
Il suo caso aveva inoltre ottenuto il sostegno di legislatori e organizzazioni impegnati nella riforma delle politiche sulle droghe e del sistema di giustizia penale. Nel 2024, un gruppo di 36 membri del Congresso aveva esortato l’allora presidente Joe Biden a esercitare i propri poteri di clemenza per offrire un provvedimento di clemenza alle persone incarcerate per reati federali non violenti legati alla marijuana; Haymon figurava tra coloro i cui casi erano stati sostenuti da tali attivisti.
La situazione di Kevin Harden era ancora più grave.
Nel 2013, Harden è stato condannato a 360 mesi (ovvero 30 anni) di carcere, oltre a cinque anni di libertà vigilata, dopo essere stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al possesso di marijuana a fini di spaccio.
La giuria ha stabilito che l’attività illecita coinvolgeva almeno 1.000 chilogrammi di cannabis; i successivi atti giudiziari mostrano che Harden ha tentato più volte di ottenere una riduzione della pena. Nel febbraio 2025, un tribunale federale ha respinto nuovamente una richiesta di riduzione della pena.
A che punto è la riclassificazione della marijuana?
Queste commutazioni di pena giungono in un momento particolarmente singolare per la politica federale sulla cannabis: mentre alcune persone stanno ancora scontando lunghe pene per attività legate alla marijuana, il governo federale stesso sta riesaminando la classificazione della pianta.
Vale la pena ricordare che, il 23 aprile 2026, l’amministrazione Trump ha ufficialmente trasferito due specifiche categorie di prodotti a base di cannabis nella Tabella III (*Schedule III*): i prodotti a base di marijuana approvati dalla FDA e i prodotti a uso medico regolamentati da licenze statali.
Ciò che non è ancora avvenuto è la riclassificazione dell’intera categoria della marijuana ai sensi del *Controlled Substances Act* (Legge sulle sostanze controllate).
Nel giugno 2026, la *Drug Enforcement Administration* (DEA) ha avviato nuove udienze formali su una proposta volta a trasferire la cannabis dalla Tabella I alla Tabella III del *Controlled Substances Act*.
La Tabella I è riservata alle sostanze che, secondo la legge federale, sono considerate prive di un uso medico attualmente riconosciuto e dotate di un elevato potenziale di abuso. La Tabella III comporta comunque controlli federali significativi, ma riflette una valutazione diversa in merito all’uso medico e al potenziale di abuso.
Le udienze, tenutesi tra il 29 giugno e il 15 luglio, rientravano in un processo avviato originariamente nel 2024, quando il Dipartimento di Giustizia propose formalmente la riclassificazione della cannabis.
Nulla di tutto ciò, tuttavia, equivale a una legalizzazione a livello federale. La marijuana rimarrebbe una sostanza controllata e molte proibizioni federali resterebbero in vigore.
Il contrasto, però, è difficile da ignorare: mentre il governo discute ufficialmente se riconoscere in modo diverso gli usi medici e i rischi della marijuana, persone come Haymon e Harden hanno ricevuto lunghe condanne detentive proprio in base a quel quadro normativo.
Le commutazioni non cancellano i reati né annullano le condanne; si limitano a ridurre o porre fine alla pena residua. E, in questo caso, ripropongono un interrogativo che accompagna da anni il dibattito sulla riforma della cannabis negli Stati Uniti: che ne sarà delle persone punite in base a leggi che il governo stesso sta ora riesaminando?

