2 Giugno 2026
https://elplanteo.com/industria-cannabis-2026-precios-280e/
I prezzi della cannabis calano in ogni mercato in fase di maturazione. E a questi margini già ristretti si aggiunge una seconda trappola: una legge fiscale pensata per i trafficanti di droga che per decenni ha tassato le attività legali sui loro profitti lordi. Due recenti rapporti descrivono lo stesso dilemma da prospettive diverse.
La cannabis legale genera miliardi di dollari di fatturato. Ma di questi, solo una piccola parte si trasforma in profitto.
Due rapporti pubblicati questo mese spiegano il perché. Il problema non è che il settore sia in difficoltà, ma che stia usando il parametro sbagliato per misurare il proprio stato di salute.
La trappola dei prezzi
Secondo un rapporto di Whitney Economics e del Global Cannabis Network Collective, la compressione dei prezzi non è un segno di fallimento, ma una fase prevedibile in qualsiasi mercato in fase di maturazione. I mercati iniziano con un’offerta limitata, prezzi elevati e ottimismo degli investitori. Entro tre-sette anni, la capacità produttiva supera la domanda e i prezzi calano tra il 10% e il 20% all’anno, fino ad avvicinarsi al costo di produzione.
Negli Stati Uniti, l’effetto è devastante per una ragione strutturale: poiché la cannabis rimane illegale a livello federale, il prodotto non può attraversare i confini statali. Ogni stato deve coltivare tutto ciò che consuma all’interno dei propri confini. Vengono distribuite migliaia di licenze di coltivazione, si pianta più del necessario e il prezzo crolla.
Questo schema si ripete paese dopo paese. E gli enti regolatori e gli operatori lo sottovalutano quasi sempre, proprio all’inizio, quando la pianificazione è ancora possibile.
IL MERCATO DELLA CANNABIS NEGLI STATI UNITI — 2024/2025
La Germania offre l’esempio più recente: le sue importazioni di cannabis sono cresciute da 4.476 chili nel 2018 a circa 201.094 nel 2025, con un calo dei prezzi di circa il 25% in due anni e mezzo. Il calo dei prezzi non segnala il crollo del settore. Segnala piuttosto la sua maturazione. La differenza, per chi non la prevede, finisce per comparire nel bilancio.

La trappola fiscale
Una seconda trappola, puramente fiscale, ha gravato per decenni su questi margini già ristretti. La Sezione 280E del codice tributario statunitense è stata redatta nel 1982 per impedire alle organizzazioni di narcotrafficanti di dedurre le spese. La norma è stata applicata alla cannabis legale perché la legge federale continuava a classificare la pianta come sostanza di Tabella I, la categoria più restrittiva, riservata alle droghe considerate più pericolose e prive di un uso medico riconosciuto, tra cui rientra anche l’eroina.
L’effetto pratico: le aziende pagavano le tasse sull’utile lordo, senza poter dedurre le spese ordinarie come affitto, stipendi o utenze. Un aspetto che qualsiasi altro settore legale dà per scontato.
Gli otto maggiori operatori multi-stato avrebbero potuto registrare fino al 57% in più di fatturato ante imposte nel 2025 senza la Sezione 280E.
GreenWave Advisors
Il 23 aprile 2026, il Procuratore Generale ad interim Todd Blanche ha firmato un’ordinanza che riclassificava alcune attività regolamentate relative alla cannabis terapeutica dalla Tabella I alla Tabella III, un passo che riconosce l’uso medicinale accettato della pianta. Il provvedimento ha aperto la strada all’esenzione prevista dalla Sezione 280E che, secondo un’analisi di GreenWave Advisors, potrebbe riscrivere il panorama finanziario del settore.
IL COSTO DELLA SEZIONE 280E — DAL 2023 AL 2025
Il sollievo è tutt’altro che garantito. Il governo stesso si sta muovendo in due direzioni contemporaneamente. Il 18 maggio, il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio TerrAscend per recuperare un rimborso di 8,36 milioni di dollari relativo a questo tipo di richiesta retroattiva. La cannabis a scopo ricreativo, inoltre, rimane nella Tabella I, al di fuori dell’immediato ambito di applicazione del provvedimento. Un’udienza amministrativa prevista per il 29 giugno stabilirà se la riclassificazione si estenderà a tutta la marijuana.

Una storia, due trappole
Mettiti a confronto, i due rapporti raccontano un’unica storia. I prezzi calano perché è così che si comportano i mercati maturi. I margini, già esigui, si riducono ulteriormente a causa di una normativa che tratta le aziende legali come se fossero cartelli.
La riclassificazione, se pienamente attuata, corregge una di queste distorsioni. Non corregge l’altra. E non affronta ciò che nessuna delle altre misure tocca: l’ordinanza non cancella i precedenti penali, non ordina il rilascio di coloro che sono ancora incarcerati per reati legati alla cannabis, né modifica lo status giuridico di migliaia di casi precedenti alla legalizzazione.
Per le comunità più colpite da decenni di proibizionismo, il sollievo che arriva agli operatori autorizzati è una riforma del settore, non un confronto con il costo più ampio di aver trattato la pianta come un crimine.

