La Thailandia si muove per regolamentare il mercato della cannabis che essa stessa ha creato

2 Ottobre 2026

Ryan Turner

https://thethaiger.com/hot-news/thailand-moves-to-rein-in-the-cannabis-market-it-created

Il governo thailandese ha approvato , il 22 settembre, un disegno di legge sul controllo della cannabis volto a rafforzare la supervisione lungo tutta la filiera – dalla coltivazione alla vendita al dettaglio –, a consolidare il quadro normativo per l’uso terapeutico e a introdurre sanzioni più chiare per le violazioni. Il testo passerà ora all’esame della Camera dei Rappresentanti.

Il Ministro della Salute Pubblica, Pattana Promphat, ha dichiarato che le coltivazioni di cannabis in Thailandia dovranno essere registrate indicando dimensioni e ubicazione; ciò consentirà alle autorità di tracciare i luoghi di produzione e di monitorarne la qualità prima che le infiorescenze o gli estratti arrivino sul mercato.

Il Ministero ha affermato che la normativa mira a sostituire l’attuale quadro normativo frammentato con un sistema nazionale dedicato. Secondo la bozza pubblicata dal Ministero, saranno necessarie licenze per la coltivazione, la produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita, con una validità generalmente triennale.

Il disegno di legge vieterà inoltre la vendita ai minori di 20 anni, alle donne in gravidanza e a quelle in allattamento, limitando al contempo la vendita in luoghi quali scuole, templi, dormitori e parchi. Saranno proibite anche la pubblicità e la promozione di infiorescenze e resina di cannabis, nonché di accessori per il consumo tramite fumo.

Il provvedimento è incentrato sull’uso terapeutico e sanitario, consentendo anche la ricerca scientifica nel rispetto delle condizioni stabilite dalla legge.

La produzione, l’importazione, l’esportazione o la vendita senza licenza, così come la vendita vietata a categorie protette, potranno comportare pene detentive e sanzioni pecuniarie; l’uso della cannabis al di fuori degli scopi consentiti potrà invece essere punito con multe.

Per i punti vendita già esistenti, tuttavia, è già in corso una transizione verso nuove regole introdotte all’inizio di quest’anno.

Pattana ha dichiarato che le attuali licenze commerciali, valide tre anni, scadranno progressivamente tra il 2026 e il 2028. Le attività che vorranno proseguire oltre tale data dovranno soddisfare i nuovi requisiti previsti per le strutture sanitarie, tra cui la presenza di un operatore sanitario autorizzato e l’erogazione della cannabis esclusivamente dietro prescrizione medica.

Attivisti pro-cannabis marciano verso la sede del governo a Bangkok per protestare contro la proposta di vietare l’uso generico della sostanza, 8 luglio 2024 | Foto AP/Sakchai Lalit

In precedenza, il Ministero aveva reso noto che nel Paese risultavano attivi circa 12.000 punti vendita di cannabis. Con la scadenza dei permessi attuali, i tradizionali negozi su strada che non soddisfano i requisiti sanitari dovranno modificare il proprio modello operativo o cessare la vendita di cannabis.

Pattana ha dichiarato che oltre 10.000 negozi e siti di coltivazione di cannabis sono stati inseriti nel sistema di tracciamento governativo, che secondo le sue stime copre più del 95% delle attività registrate.
La piattaforma MC-GIS del Dipartimento di Medicina Tradizionale e Alternativa thailandese consente al pubblico e alle forze dell’ordine di verificare le attività e i siti di coltivazione di cannabis autorizzati.

È previsto un incremento delle ispezioni su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle grandi città e nelle località turistiche. A Phuket si è già registrata un’attività di controllo più rigorosa: dati provinciali diffusi all’inizio del mese indicano la revoca di 35 licenze e la sospensione di altre 112.

La decisione del Consiglio dei Ministri non implica che la bozza sia già diventata legge; il provvedimento deve ancora passare al vaglio della Camera e completare il restante iter legislativo prima di poter entrare in vigore.

La Thailandia lancia una mappa online per localizzare i negozi di cannabis in tutto il Paese

Ryan Turner

https://thethaiger.com/news/national/thailand-launches-cannabis-shop-tracker

Il Dipartimento di Medicina Tradizionale e Alternativa della Thailandia ha lanciato una mappa interattiva online per monitorare i negozi di cannabis autorizzati su tutto il territorio nazionale, mentre il governo si muove per rafforzare i controlli e limitare l’uso della sostanza ai soli fini medici.

Il sistema è stato attivato mentre sono ancora in corso le relative procedure legislative.

Il vicedirettore generale, Dr. Thewan Thaneerat, ha dichiarato il 21 aprile che la piattaforma, denominata ufficialmente *Medical Cannabis Geographic Information System* (MC-GIS), funziona segnalando ogni negozio di cannabis e sito di coltivazione legalmente autorizzato su una mappa digitale in tempo reale, accessibile al pubblico.

Tutti i punti vendita indicati sulla mappa MC-GIS devono possedere licenze valide sia per la vendita che per la lavorazione e operare nel rispetto della legge. La piattaforma consente ai cittadini di verificare se un negozio di cannabis sia autorizzato prima di recarvisi e offre alle autorità uno strumento per monitorare la conformità in modo più proattivo.

“Il sistema di geolocalizzazione GIS rientra in una misura proattiva volta a creare un processo di verifica trasparente ed equo, rafforzando al contempo la fiducia nel fatto che la cannabis verrà utilizzata in modo appropriato per la salute pubblica”, ha affermato Thewan.

Secondo il Dipartimento, sono state registrate complessivamente 18.517 attività legate alla cannabis. Di queste, 7.131 hanno chiuso dopo non aver rinnovato la licenza nel 2025, lasciando 11.386 punti vendita attualmente operativi in ​​modo legale.

Nell’ottica di limitare l’uso ai soli casi medici, un nuovo regolamento ministeriale, approvato dal Consiglio dei Ministri, è destinato a sostituire il sistema di concessione delle licenze thailandese del 2016, ormai obsoleto.

In base alle nuove norme, la vendita di cannabis sarà limitata a strutture sanitarie, farmacie, rivenditori di prodotti erboristici e studi di guaritori tradizionali. I medici saranno responsabili della prescrizione, mentre il personale autorizzato si occuperà della dispensazione.

Verranno inoltre inaspriti gli standard relativi allo stoccaggio e al personale, imponendo la presenza costante di almeno un addetto qualificato in servizio. Altre 4.587 licenze scadranno nel 2026, seguite da ulteriori 5.210 nel 2027.

Chiudono oltre 7.000 negozi di cannabis mentre la Thailandia riforma le normative

Chattarin Siradakul

https://thethaiger.com/news/national/thailand-cannabis-shop-closures-2025

• Oltre 7.000 negozi di cannabis in Thailandia hanno chiuso nel 2025 a causa di un significativo calo dei rinnovi delle licenze, dovuto a un nuovo quadro normativo approvato dal Consiglio dei Ministri.
• Le nuove norme mirano a rafforzare la supervisione sulla vendita e sulla lavorazione della cannabis, imponendo ai venditori di operare in strutture appositamente designate e garantendo che solo professionisti sanitari qualificati possano prescrivere cannabis.
• Al 28 dicembre 2025, solo il 15,5% dei negozi con licenza scaduta aveva richiesto il rinnovo; di conseguenza, sono rimasti operativi 11.136 esercizi, dato che molti hanno scelto di non rinnovare la licenza.
• Il regolamento aggiornato imporrà requisiti più rigorosi in materia di stoccaggio, personale e tipologia di strutture, mantenendo valide le licenze esistenti fino alla loro scadenza durante il periodo di transizione.

Il Ministero della Salute Pubblica della Thailandia ha confermato ieri, 5 gennaio, che oltre 7.000 negozi di cannabis hanno chiuso in tutto il Paese nel 2025, in seguito a un netto calo dei rinnovi delle licenze dovuto a un nuovo quadro normativo approvato dal Consiglio dei Ministri.

Il Ministro della Salute Pubblica, Pattana Promphat, ha dichiarato che il Ministero è stato informato sui progressi relativi a una bozza di regolamento ministeriale che disciplina i permessi per lo studio, la ricerca, l’esportazione, la vendita o la lavorazione di erbe controllate a fini commerciali. Il regolamento fa seguito all’approvazione del Consiglio dei Ministri e mira a sostituire un quadro normativo ormai superato, introdotto nel 2016.

Pattana ha affermato che le norme vigenti non rispecchiano più l’attuale scenario del settore della cannabis e mancano di meccanismi di controllo adeguati. Ha spiegato che il nuovo regolamento è stato concepito per rafforzare la supervisione su vendita, esportazione e lavorazione della cannabis, tutelando al contempo i consumatori e riducendo al minimo gli impatti negativi sulle comunità.

In base alle nuove norme, i venditori di cannabis dovranno operare esclusivamente in strutture legalmente designate. Pattana ha precisato che la prescrizione della cannabis sarà di competenza dei medici, mentre la dispensazione sarà affidata a personale autorizzato. Ha inoltre aggiunto che la Thailandia dispone di un numero sufficiente di professionisti sanitari qualificati per sostenere il nuovo sistema di licenze.

I negozi attualmente in possesso di licenze valide potranno continuare a operare fino alla scadenza dei permessi. Tuttavia, le nuove richieste o i rinnovi presentati dopo l’entrata in vigore del regolamento dovranno soddisfare pienamente i nuovi criteri, ha concluso Pattana. Ha riconosciuto che le attività legate alla cannabis

dovranno adeguarsi a requisiti più rigorosi, ma ha insistito sul fatto che i pazienti che utilizzano la cannabis a scopo terapeutico non ne subiranno le conseguenze. Pattana ha affermato che gli ospedali di tutto il Paese saranno in grado di soddisfare la domanda, sottolineando la disponibilità di personale medico già abilitato.


Secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero, al 28 dicembre 2025 la Thailandia contava 18.433 esercizi legati alla cannabis. Nel corso del 2025 sono scadute le licenze di 8.636 negozi, ma solo 1.339 hanno richiesto il rinnovo, pari a circa il 15,5%. Si stima che nel Paese rimangano operative 11.136 attività legate alla cannabis, dopo che 7.297 negozi hanno scelto di non rinnovare la licenza.

Il Ministero ha reso noto che è prevista la scadenza di ulteriori 4.587 licenze nel 2026, seguite da altre 5.210 nel 2027.

In base alla nuova normativa, le attività autorizzate saranno limitate a specifiche tipologie definite dalla legge: strutture sanitarie, farmacie, rivenditori di prodotti erboristici e studi di guaritori tradizionali. Tra i requisiti aggiuntivi figurano sistemi efficaci per eliminare odori e fumi, al fine di evitare disagi ai residenti.

Il regolamento impone che le attività autorizzate abbiano sede in immobili di proprietà del richiedente o il cui utilizzo sia legalmente consentito. Verranno inoltre inasprite le norme di stoccaggio, richiedendo spazi di magazzino adeguati, la separazione da altri prodotti, il controllo di temperatura e umidità, la protezione dalla luce solare e la conservazione dei prodotti sollevati da terra.

Saranno innalzati anche gli standard relativi al personale, prevedendo la presenza costante di almeno un addetto qualificato. Tale addetto dovrà aver completato un corso di formazione erogato dal Dipartimento di Medicina Tradizionale e Alternativa Thailandese per garantire il rispetto degli standard di sicurezza.

Durante il periodo di transizione, le licenze esistenti rimarranno valide fino alla scadenza. Tuttavia, una volta entrata in vigore la normativa, tutti i rinnovi e le domande in sospeso saranno valutati secondo i nuovi criteri, come riportato dal quotidiano *The Nation*.

In un altro episodio, due adolescenti giapponesi sono stati arrestati all’aeroporto di Fukuoka dopo essere arrivati ​​dalla Thailandia con 14 chilogrammi di estratto di cannabis nascosti all’interno di confezioni di curry istantaneo.