Consumi stabili, arresti in calo: il panorama della cannabis in Germania a due anni dall’entrata in vigore della legge

17 Aprile 2026

Ben Stevens

https://businessofcannabis.com/stable-consumption-falling-arrests-germanys-cannabis-landscape-2-years-on/

Il 1° aprile 2024 era il secondo anniversario dell’entrata in vigore della legge tedesca sulla cannabis (CanG).

Sono stati 24 mesi frenetici per l’industria tedesca della cannabis terapeutica, con importazioni record di cannabis medica quasi ogni trimestre.

Tuttavia, una nuova analisi di dati di polizia, sondaggi sulla popolazione e misurazioni delle acque reflue suggerisce che la quantità di cannabis consumata in Germania è rimasta stabile, smentendo ancora una volta le accuse del governo di “chiaro abuso”.

Il nuovo rapporto dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW Berlin), pubblicato il 25 marzo, non ha evidenziato cambiamenti strutturali o sistematici nel consumo di cannabis, nonostante l’aumento del consumo di altre droghe.

Cosa mostrano i dati?

Il DIW, forse non a caso, ha segnalato un netto calo dei reati legati alla cannabis registrati a seguito della parziale legalizzazione, passando da circa 174.000 nel 2023 a soli 62.000 nel 2024, o circa 79.000 se si includono le nuove violazioni delle leggi CanG e MedCanG.

Come conseguenza del calo dei reati legati alla cannabis, anche i reati complessivi in ​​materia di droga in Germania sono diminuiti significativamente, passando da 346.877 nel 2023 a 228.104 nel 2024.

Quando qualcosa diventa legale, il numero di reati registrati diminuisce per definizione, indipendentemente dal fatto che il comportamento sottostante sia cambiato. Il calo, osserva il DIW, è principalmente un artefatto statistico della legalizzazione piuttosto che la prova di una reale contrazione del mercato o di un cambiamento significativo nei modelli di consumo.

Tenendo conto di ciò, gli autori hanno esaminato diverse fonti di dati, tra cui la recente analisi delle acque reflue dell’Agenzia europea per le droghe (EUDA), di cui abbiamo parlato qui, per determinare l’impatto effettivo della legge sulla cannabis (CanG) sui livelli di consumo.

I dati dell’indagine epidemiologica (ESA), uno studio rappresentativo a livello nazionale condotto ogni tre anni dal 1980, mostrano che la prevalenza del consumo di cannabis negli adulti di età compresa tra 18 e 64 anni, calcolata su un periodo di 12 mesi, è aumentata gradualmente dal 4,5% nel 2012 al 9,8% nel 2024.

È fondamentale sottolineare, tuttavia, che non si è verificato alcun “cambiamento strutturale evidente nell’anno della riforma, il 2024”, e che la graduale tendenza al rialzo è ben precedente alla modifica della legge.

Tra gli intervistati che hanno dichiarato di aver consumato droghe nel 2024, il 63,6% ha fatto uso di cannabis, rendendola di gran lunga la droga più diffusa dopo alcol e tabacco.

L’opinione pubblica sulla legge è rimasta equamente divisa: un sondaggio della primavera del 2025 ha rilevato che il 38% degli intervistati desiderava abrogarla, mentre esattamente il 38% voleva mantenerla in vigore.

Un secondo flusso di dati proviene da misurazioni specifiche delle acque reflue commissionate nell’ambito della valutazione scientifica ufficiale di EKOCAN sulla legge CanG, con campioni prelevati nei mesi immediatamente precedenti e successivi all’entrata in vigore della legge.

A differenza dei dati dei sondaggi, che possono essere soggetti a distorsioni di rilevazione, l’analisi delle acque reflue rileva direttamente il consumo aggregato.

Il rapporto DIW ha combinato i set di dati sia dello studio ufficiale di EKOCAN, che ha valutato l’impatto immediato della legge CanG sul consumo di cannabis, sia del più ampio set di dati EUDA, dove la copertura a livello cittadino è più discontinua nel corso degli anni.

Queste misurazioni di EKOCAN non hanno rilevato cambiamenti sistematici nei livelli di residui di cannabis intorno alla data di entrata in vigore della riforma, nell’aprile 2024.

Nel frattempo, i dati dell’EUDA del 2025, basati su campioni raccolti da marzo a maggio, mostrano la Germania tra i paesi con i più alti livelli di consumo di cannabis in Europa, insieme a Paesi Bassi e Slovenia. È importante sottolineare che i livelli complessivi di metaboliti della cannabis in tutta Europa sono rimasti stabili su base annua, senza alcuna evidenza di una deviazione da questa tendenza in Germania.

Vale la pena notare che questi dati non mostrano le quantità esatte di consumo, il che suggerisce che, sebbene il numero di consumatori di cannabis possa essere rimasto stabile, la quantità consumata da questi ultimi potrebbe comunque essere cambiata.

Anche i prezzi al dettaglio sono rimasti stabili, con un prezzo medio di circa 10 euro al grammo, sostanzialmente equivalente al prezzo della cannabis terapeutica, senza variazioni significative in seguito alla riforma.

Come evidenziato nel nostro recente report “German Cannabis Intel: Insights & Market Data”, una nuova pubblicazione trimestrale sul mercato tedesco realizzata in collaborazione con Grünhorn, questo prezzo è superiore al prezzo medio della cannabis terapeutica.

Dati contro politica

Mentre l’industria tedesca della cannabis attende con ansia la conferma degli emendamenti che verranno infine implementati al disegno di legge MedCanG, questi dati forniscono spunti preziosi che vanno oltre l’accesa retorica politica.

Il rapporto riconosce esplicitamente la forte polarizzazione del dibattito politico che circonda la legge, rilevando che le dichiarazioni all’interno dei partiti di governo spaziano dal definirla “una legge di merda” al descriverla come “un passo giusto e atteso da tempo”.

In particolare, gli autori sostengono che l’intensa attenzione politica e pubblica sulla cannabis sia mal riposta, affermando esplicitamente che, se l’obiettivo politico è ridurre il consumo di cannabis, un nuovo divieto “non è necessariamente la leva più efficace” da azionare.

In primo luogo, pur chiarendo che i rischi medici della cannabis non devono essere banalizzati, suggeriscono che “l’educazione e la prevenzione” siano strumenti di gran lunga più efficaci della criminalizzazione.

Inoltre, e forse ancor più importante, richiamano l’attenzione su alcuni dei risultati più allarmanti del loro studio, ovvero l’aumento vertiginoso del consumo di cocaina, crack, metanfetamina e il previsto incremento degli oppioidi sintetici, suggerendo che le risorse dovrebbero essere destinate alla lotta contro queste sostanze più pericolose.

Ormai abituati alla pressione della stampa e della politica, gli operatori tedeschi rimangono in gran parte imperterriti. Niklas Kouparanis, co-fondatore e CEO di Bloomwell Group, ha dichiarato in un comunicato stampa: “L’anno scorso sono state importate in Germania oltre 200 tonnellate di cannabis terapeutica, a dimostrazione del fatto che il pubblico sta scegliendo sempre più questa forma di trattamento.

Considerato l’enorme potenziale del mercato e gli oltre un milione di pazienti in Germania, crediamo che ne servirà di più, non di meno. Questa trasformazione è guidata dalla telemedicina e dalle farmacie online. In qualità di pioniere della telemedicina a base di cannabis nel 2020, Bloomwell continuerà a guidare l’innovazione, indipendentemente dall’esito finale della modifica alla legge MedCanG.”

«Siamo qui per restare e ci impegniamo a mantenere i più elevati standard di qualità e sicurezza per i pazienti. La nostra promessa è chiara: nessun paziente che fa uso di cannabis in Germania sarà mai costretto a tornare al mercato illegale per ottenere il proprio farmaco.»

Queste conclusioni sono state, sorprendentemente, condivise anche dal più grande sindacato di polizia tedesco, il GdP, che si è espresso apertamente sulla riforma ancor prima della sua entrata in vigore.

In un recente documento programmatico sulle modifiche proposte alla legge MedCanG, che a loro avviso sono «fondamentalmente sensate», il sindacato osserva che restringere l’accesso alla cannabis terapeutica, mentre quello ricreativo rimane relativamente aperto e anonimo, potrebbe non raggiungere l’effetto desiderato.

Se le formalità per ottenere una prescrizione medica diventassero più onerose, sostiene il sindacato, alcuni pazienti, o coloro che utilizzano la cannabis terapeutica a scopo ricreativo, potrebbero semplicemente rinunciarvi. Il risultato potrebbe essere un cambiamento nei comportamenti che lascerebbe invariato il modello di domanda di base, riducendo al contempo la visibilità del consumo all’interno dei canali regolamentati.

Sebbene il calo dei dati sulla criminalità possa essere statisticamente significativo, dedicare meno tempo alla criminalizzazione dei consumatori di cannabis probabilmente gli varrà il favore delle forze dell’ordine.

Appena un giorno prima della pubblicazione del rapporto del DIW, il GdP aveva avvertito, in una dichiarazione separata, che le esigenze operative degli agenti rimangono elevate e, per molti aspetti, sono in aumento.

Il presidente federale del GdP, Jochen Kopelke, ha invitato tutti i governi statali ad affrontare quello che il sindacato definisce un grave deterioramento della situazione delle forze dell’ordine, citando scenari operativi più complessi, nuove forme di criminalità e requisiti di compito in continua espansione.

Nel frattempo, la carenza di reclute in diversi stati federali sta aggravando la pressione, sottoponendo il personale esistente a uno stress costante con scarse prospettive di rinforzi.