16 Settembre 2026
https://cannintel.com/business/cannabis-companies-donate-11-5-million-trump-pac-june-2026
Nuovi documenti depositati presso la FEC rivelano che operatori attivi in più stati stanno riversando ingenti fondi su “America First Works” in vista delle elezioni di novembre.
Primo piano di mani che reggono adesivi relativi al voto elettorale, a simboleggiare la partecipazione al voto.
Nel giugno 2026, le aziende del settore cannabis hanno donato 11,5 milioni di dollari ad “America First Works” – un super PAC vicino a Trump – segnando il più ingente afflusso mensile di capitali del settore verso l’apparato politico dell’ex presidente da quando, all’inizio del 2025, egli si è espresso a favore della riclassificazione della sostanza a livello federale; è quanto emerge dai documenti pubblicati questa settimana dalla Federal Election Commission (FEC).
Punti chiave
— A giugno, le aziende del settore cannabis hanno donato 11,5 milioni di dollari a un super PAC legato a Trump, registrando il totale mensile più alto mai documentato.
— Curaleaf, Trulieve e Green Thumb sono state le principali donatrici, contribuendo ciascuna con una cifra compresa tra i 2 e i 3 milioni di dollari.
— I fondi sono destinati alle campagne elettorali per la Camera in Arizona, Pennsylvania e Nevada, dove i candidati repubblicani sostengono programmi incentrati sulla libertà economica.
— La tempistica è legata alla decisione della DEA del 3 giugno sulla riclassificazione della sostanza e scommette sull’approvazione del provvedimento “SAFER Banking” nel 2027 da parte di un Congresso a maggioranza repubblicana.
— Si prevede che i documenti relativi al mese di luglio, la cui pubblicazione è attesa per il 20 agosto, mostreranno ulteriori donazioni del settore per un importo compreso tra gli 8 e i 12 milioni di dollari.
La pista del denaro
Cinque operatori attivi in più stati rappresentano 9,2 milioni di dollari del totale; Curaleaf, Trulieve e Green Thumb Industries hanno contribuito ciascuna con una cifra compresa tra i 2 e i 3 milioni di dollari. I documenti depositati, relativi al periodo conclusosi il 30 giugno, evidenziano una netta accelerazione rispetto a maggio, mese in cui le donazioni legate alla cannabis a favore dello stesso PAC ammontavano complessivamente a 1,8 milioni di dollari. Verano Holdings e Cresco Labs completano la lista dei cinque maggiori donatori con contributi pari, rispettivamente, a 1,5 milioni e 1,3 milioni di dollari.
Operatori di minori dimensioni e aziende del settore indotto hanno contribuito con i restanti 2,3 milioni di dollari. Il tesoriere del PAC, Michael Biundo, non ha risposto alle richieste di commento al momento della pubblicazione.
Perché ora
La tempistica coincide con la norma definitiva della DEA sulla riclassificazione della cannabis, pubblicata sul Federal Register il 3 giugno, che l’ha spostata dalla Tabella I alla Tabella III. Tale modifica amministrativa sblocca le agevolazioni fiscali previste dalla Sezione 280E per le aziende che operano nel settore della cannabis a partire dall’anno fiscale 2026, ma lascia intatte le restrizioni sul commercio interstatale e sui servizi bancari. Per maggiori informazioni, consultare l’hub tematico di CannIntel sulle donazioni politiche dell’industria della cannabis.
Le MSO (Multi-Species Opportunities Organizations) scommettono che una Camera e un Senato a maggioranza repubblicana nel 2027 promuoveranno il SAFER Banking Act o un disegno di legge successivo che affronti le questioni relative ai servizi per i commercianti, al trasporto interstatale e all’accesso ai mercati dei capitali. Trump non ha appoggiato la legalizzazione federale completa, ma la sua dichiarazione del maggio 2025, in cui definiva la Tabella III “un buon primo passo”, ha segnalato una certa tolleranza per una riforma graduale.
Il calcolo è semplice: 11,5 milioni di dollari permettono di ottenere visibilità presso i PAC (Political Action Committee) dei leader politici in un ciclo elettorale di medio termine in cui la cannabis non è più un argomento tabù nei distretti in bilico.
Dinamiche competitive
Il contributo di 2,9 milioni di dollari di Curaleaf rappresenta la più ingente spesa politica singola mai effettuata dall’azienda, superando la somma degli investimenti sostenuti per le iniziative referendarie statali in Florida, Ohio e Missouri nel corso del ciclo 2022-2024. Il Presidente Esecutivo Boris Jordan ha dichiarato pubblicamente che una riforma a livello federale avvantaggerebbe gli operatori già affermati e presenti in più stati rispetto ai nuovi entranti; tale tesi spiegherebbe la scelta di anticipare l’erogazione dei fondi tramite PAC, anziché attendere l’avvicinarsi delle elezioni di novembre.
Trulieve ha investito 60 milioni di dollari nella proposta referendaria del 2024 in Florida per la legalizzazione dell’uso di cannabis a scopo ricreativo, iniziativa che non ha ottenuto l’approvazione. In seguito a tale insuccesso, l’azienda sta indirizzando le proprie risorse verso iniziative a livello federale. Green Thumb ha storicamente mantenuto un profilo politico più defilato, ma ha incrementato la spesa dopo che l’amministratore delegato Ben Kovler è entrato a far parte del consiglio di amministrazione della Cannabis Trade Federation nel marzo 2026.
La variabile SAFER Banking
America First Works non ha reso noto come impiegherà i fondi, ma i registri della FEC indicano spese indipendenti per 4,2 milioni di dollari a sostegno di candidati alla Camera in Arizona, Pennsylvania e Nevada: tre stati in cui gli sfidanti repubblicani si presentano con programmi incentrati sulla libertà economica, che includono la riforma delle norme bancarie per il settore della cannabis. Nessuno dei tre candidati ha espresso un sostegno esplicito al SAFER Banking Act, sebbene tutti e tre abbiano accettato di partecipare a eventi di raccolta fondi organizzati dal settore della cannabis.
La versione del SAFER proposta al Senato è ancora bloccata in Commissione Bancaria, dove Tim Scott – membro di maggior rilievo della minoranza repubblicana – impedisce da febbraio che il provvedimento venga sottoposto al voto dell’aula. Se a novembre i Repubblicani dovessero riconquistare il Senato, Scott ne assumerebbe probabilmente la presidenza, ottenendo così il controllo unilaterale sulle sorti del disegno di legge. La scommessa del settore? Che i 11,5 milioni di dollari provenienti dai PAC – ai quali si aggiungeranno le risorse in arrivo a luglio e agosto – possano indurre Scott (o il suo successore) a cambiare posizione.
Cosa succede dopo
Le dichiarazioni relative al mese di luglio vanno presentate entro il 20 agosto e le fonti a conoscenza dei flussi di raccolta fondi del PAC prevedono un ulteriore afflusso di 8-12 milioni di dollari da parte di operatori e investitori del settore della cannabis. Se questo ritmo dovesse mantenersi, entro il Labor Day il settore avrà convogliato tra i 30 e i 35 milioni di dollari verso i comitati vicini a Trump, una cifra che eclissa i 14 milioni spesi per il ciclo elettorale presidenziale del 2024.
Sarà interessante osservare se America First Works inizierà a trasmettere spot che colleghino esplicitamente il SAFER Banking alla creazione di posti di lavoro e all’accesso al credito per le piccole imprese. Finora, la comunicazione del PAC si è concentrata sulla sicurezza delle frontiere e sull’inflazione, senza alcun riferimento alla cannabis. La situazione potrebbe cambiare qualora i sondaggi interni indicassero che il tema è in grado di influenzare l’elettorato nei distretti chiave.
Domande frequenti
Perché le aziende del settore della cannabis hanno donato 11,5 milioni di dollari a un PAC legato a Trump?
Le donazioni mirano a garantire il sostegno repubblicano alla riforma bancaria per il settore della cannabis – in particolare al SAFER Banking Act – in un Congresso potenzialmente a maggioranza GOP dopo le elezioni di metà mandato del novembre 2026. La tempistica fa seguito alla riclassificazione della sostanza da parte della DEA e riflette la fiducia delle aziende multi-statali (MSO) nel fatto che una riforma federale graduale favorirà gli operatori già affermati.
Quali aziende di cannabis hanno donato di più?
Curaleaf è stata in testa con 2,9 milioni di dollari, seguita da Trulieve e Green Thumb Industries con una cifra compresa tra i 2 e i 3 milioni di dollari ciascuna. Verano Holdings e Cresco Labs hanno contribuito rispettivamente con 1,5 milioni e 1,3 milioni di dollari. Cinque MSO hanno rappresentato 9,2 milioni di dollari del totale di 11,5 milioni.
Per cosa sta spendendo il denaro America First Works?
I dati della FEC indicano spese indipendenti per 4,2 milioni di dollari a sostegno dei candidati repubblicani alla Camera in Arizona, Pennsylvania e Nevada. Il PAC non ha reso noti i piani dettagliati di impiego dei fondi, ma le competizioni elettorali interessate corrispondono a distretti in cui la questione dei servizi bancari per il settore della cannabis emerge nei sondaggi come tema di rilevanza economica.
Questo garantisce l’approvazione del SAFER Banking Act?
No. Il disegno di legge è ancora bloccato in Commissione Bancaria del Senato e il controllo repubblicano del Congresso non garantisce che si arrivi a una votazione in aula. Tuttavia, il settore scommette che i 30-35 milioni di dollari provenienti dai PAC entro il Labor Day riusciranno a modificare le priorità della leadership o a smuovere figure chiave che controllano l’iter legislativo, come Tim Scott.
Sei aziende del settore cannabis, tra cui Curaleaf e Trulieve, hanno donato complessivamente 11,5 milioni di dollari nel mese di giugno ad America First Agriculture Action Inc., una super PAC che condivide lo stesso tesoriere di MAGA Inc.; è quanto emerge da un’analisi dei dati della FEC condotta da Public Citizen. Reynolds American e Trulieve non hanno risposto alle richieste di commento. Curaleaf ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

