Elezioni USA 2026: quali Stati voteranno su provvedimenti riguardanti la cannabis?

4 Novembre 2026

Camila Berriex

https://hightimes.com/news/legalization/2026-us-elections-which-states-are-voting-on-cannabis-measures/

L’Idaho e il Massachusetts si avvicinano alle elezioni di novembre con proposte che potrebbero ridisegnare le loro politiche in materia di cannabis. Mentre una misura mira a limitare la possibilità per gli elettori di legalizzare la cannabis tramite iniziative referendarie, l’altra smantellerebbe l’impianto normativo che disciplina il mercato statale regolamentato destinato agli adulti.

Le elezioni generali del 3 novembre 2026 porranno la politica sulla cannabis al centro dell’attenzione in due stati: Idaho e Massachusetts. Tuttavia, le misure sottoposte al voto hanno obiettivi molto diversi.

Secondo la guida elettorale ufficiale dell’Idaho e i resoconti di NBC Boston sui quesiti referendari in Massachusetts, entrambi gli stati presentano misure relative alla cannabis.

In Idaho, gli elettori dovranno decidere se attribuire alla legislatura statale l’autorità esclusiva di legalizzare la marijuana, gli stupefacenti e altre sostanze psicoattive. In Massachusetts, gli elettori si esprimeranno su una proposta volta ad abrogare le leggi che autorizzano e regolamentano la vendita commerciale di cannabis per uso adulto.

Nel loro insieme, queste proposte dimostrano che il dibattito sulla cannabis negli Stati Uniti non riguarda più soltanto la contrapposizione tra legalizzazione e proibizione. Esso investe anche la questione di chi debba avere il potere di prendere tali decisioni e di come debba funzionare un mercato regolamentato.

Idaho: un emendamento costituzionale per limitare le iniziative dei cittadini in materia di cannabis

Il 3 novembre, gli elettori dell’Idaho si esprimeranno sulla “House Joint Resolution 4” (HJR 4), una proposta di emendamento costituzionale che conferirebbe alla legislatura statale l’autorità esclusiva di legalizzare la marijuana, gli stupefacenti e altre sostanze psicoattive.

Nella sua guida al voto per il 2026, l’Idaho Capital Sun ha riferito che tale misura impedirebbe ai cittadini di ricorrere a iniziative referendarie per legalizzare tali sostanze a livello statale.

Se approvato, l’emendamento attribuirebbe alla legislatura dell’Idaho il potere esclusivo di autorizzare la coltivazione, la produzione, il trasporto, la vendita, la distribuzione, il possesso e l’uso delle sostanze contemplate dalla proposta. Di per sé, il provvedimento non legalizzerebbe né vieterebbe la cannabis; modificherebbe, piuttosto, il soggetto titolare dell’autorità di decidere in merito a un’eventuale legalizzazione.

I legislatori statali hanno approvato la misura nel 2025: alla Camera dei Rappresentanti ha ottenuto 58 voti favorevoli e 10 contrari, mentre al Senato statale ha registrato 29 voti a favore e 6 contrari.

Il dibattito è inoltre legato alle iniziative promosse dai cittadini per riformare le leggi sulla cannabis.

Secondo la pagina dedicata alle iniziative e agli emendamenti di “VoteIdaho”, due proposte riguardanti la cannabis — l’Idaho Medical Cannabis Act e la “Decriminalize Cannabis Now Initiative” — non hanno raggiunto il numero necessario di firme valide per essere inserite nella scheda elettorale di novembre.

La HJR 4 solleva dunque una questione più ampia riguardo al processo politico dello Stato: i residenti dell’Idaho dovrebbero mantenere la possibilità di promuovere la legalizzazione della cannabis tramite iniziative referendarie, o tale autorità dovrebbe spettare esclusivamente ai loro rappresentanti eletti?

Massachusetts: una proposta per abrogare il mercato regolamentato destinato agli adulti

A dieci anni dall’approvazione, da parte degli elettori del Massachusetts, della legalizzazione della cannabis per uso ricreativo, lo Stato si prepara a riesaminare la portata di tale decisione. Il “Quesito 8” (Question 8), che comparirà sulla scheda elettorale, propone l’abrogazione delle leggi che autorizzano, regolamentano e tassano la vendita al dettaglio di cannabis per uso ricreativo.

Secondo i documenti ufficiali destinati agli elettori, pubblicati dal Segretario del Commonwealth del Massachusetts, il provvedimento modificherebbe le norme che disciplinano il possesso di cannabis ed eliminerebbe l’impianto giuridico su cui poggia il mercato commerciale statale dedicato all’uso ricreativo. In caso di approvazione, la misura entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2028.

La proposta non eliminerebbe ogni forma di possesso legale di cannabis, né abrogherebbe il programma statale per l’uso di cannabis a fini terapeutici. Tuttavia, comporterebbe una restrizione dei diritti attualmente riconosciuti per l’uso ricreativo, andando oltre la sola vendita commerciale. Secondo l’attuale normativa del Massachusetts, le persone di età pari o superiore ai 21 anni possono detenere fino a due once (circa 56 grammi) di cannabis fuori casa, conservarne fino a 10 once (circa 283 grammi) tra le mura domestiche e coltivare fino a sei piante a testa, con un limite massimo di 12 piante per nucleo familiare.

Il Quesito 8 abrogherebbe le disposizioni che consentono la coltivazione domestica a scopo ricreativo e ridurrebbe a un’oncia (circa 28 grammi) – di cui non più di cinque grammi sotto forma di concentrato – la quantità di cannabis che è possibile detenere senza incorrere in sanzioni. Il possesso di una quantità superiore a un’oncia, fino a un massimo di due once, comporterebbe una sanzione civile di 100 dollari e la confisca del prodotto.

Il programma per la cannabis a fini terapeutici rimarrebbe invece in vigore. Le attività commerciali già autorizzate alla vendita di cannabis per uso ricreativo potrebbero, inoltre, richiedere una licenza come dispensari per uso terapeutico attraverso una procedura accelerata.

La posta in gioco sul piano economico è notevole. Nel corso dell’anno solare 2025, il Massachusetts ha registrato vendite di cannabis per uso ricreativo pari a circa 1,65 miliardi di dollari, distribuite su 46,3 milioni di transazioni.

Stando ai documenti elettorali ufficiali dello Stato, nell’anno fiscale 2025 le imposte sulla vendita al dettaglio di cannabis hanno generato circa 280 milioni di dollari di entrate statali e ulteriori 50 milioni di dollari di entrate a livello locale. L’abrogazione del mercato commerciale per uso ricreativo metterebbe a rischio tali entrate fiscali, oltre alle imprese e ai posti di lavoro sostenuti dalla vendita legale del prodotto. In un servizio del 9 ottobre, l’emittente radiofonica pubblica di Boston WBUR ha spiegato che la Proposta 8 mira ad annullare la legalizzazione della vendita di cannabis a scopo ricreativo approvata dagli elettori del Massachusetts nel 2016.

Esistono diverse argomentazioni contrastanti sulle conseguenze dell’abrogazione del sistema.

I sostenitori affermano che lo Stato deve rivalutare gli effetti sulla salute pubblica della commercializzazione della cannabis.

Gli oppositori avvertono che l’eliminazione dei rivenditori autorizzati di cannabis a scopo ricreativo potrebbe danneggiare le attività commerciali e i posti di lavoro esistenti, ridurre le entrate fiscali e spingere parte della domanda dei consumatori verso canali non regolamentati. Questa preoccupazione è particolarmente rilevante in uno Stato in cui i rivenditori legali sono già in competizione con i venditori non autorizzati.

Un sondaggio della Cannabis Control Commission, condotto tra il 2019 e il 2023, ha rilevato che gli intervistati hanno ottenuto in media il 74% della loro cannabis da fonti legali o autorizzate, suggerendo che un mercato non regolamentato persisteva anche dopo la legalizzazione.

Queste sono argomentazioni avanzate dalle rispettive parti, piuttosto che risultati consolidati sugli effetti futuri della misura.

In definitiva, il voto va oltre la questione se gli adulti possano possedere cannabis. Il questionario si interroga su quale tipo di quadro normativo il Massachusetts dovrebbe mantenere dieci anni dopo l’approvazione da parte degli elettori della legalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis.

Che fine hanno fatto le iniziative sulla cannabis in altri Stati?

Il fatto che l’Idaho e il Massachusetts abbiano previsto, a livello statale, delle misure riguardanti la cannabis da sottoporre al voto non significa che siano stati gli unici stati in cui, quest’anno, sono emersi tentativi di riforma in questo ambito. La differenza fondamentale risiede in quali proposte abbiano effettivamente completato l’iter necessario per essere ammesse al voto.

In Idaho, come già accennato, le iniziative volte a istituire un programma per la cannabis a fini terapeutici e a depenalizzare la marijuana non sono riuscite a raccogliere il numero richiesto di firme valide. Anche nello stato di Washington e nel Missouri sono state avanzate proposte che, tuttavia, non sono approdate al voto.

Questa distinzione è rilevante nel valutare il panorama elettorale a livello nazionale. Una proposta annunciata, una campagna di raccolta firme e una misura ufficialmente ammessa alla consultazione elettorale sono tre cose ben distinte. Ogni stato ha i propri requisiti e un’iniziativa può non essere ammessa anche dopo aver suscitato l’interesse dell’opinione pubblica.

Per le elezioni di novembre, le due misure statali qui prese in esame delineano scenari differenti. In Idaho, la questione centrale riguarda il rapporto tra l’assemblea legislativa statale e la partecipazione dei cittadini al processo di creazione delle leggi. In Massachusetts, il dibattito è incentrato sul mantenimento di un mercato regolamentato per l’uso da parte di adulti, capace di generare entrate fiscali e di sostenere un settore autorizzato.

I risultati del 3 novembre offriranno uno spaccato dell’evoluzione del dibattito sulle politiche in materia di cannabis in due stati che hanno adottato approcci diversi. Lungi dal delineare un’unica traiettoria nazionale, tali misure evidenziano come il futuro delle politiche sulla cannabis negli Stati Uniti continui a dipendere, in larga misura, dalle decisioni prese a livello dei singoli stati.