Se «di nicchia» è il nuovo «cool», allora l’hashish pressato è il massimo della tendenza: un report sull’hashish in California

15 Ottobre 2026

David Downs

https://hightimes.com/culture/california-traditional-hash-report-2026/

È un ottimo momento per gli amanti dell’hashish di una volta. Il pluripremiato giornalista David Downs, collaboratore del libro “Beyond Buds” e organizzatore della terza edizione annuale della SF Hash Week, passa in rassegna i migliori prodotti di hashish tradizionale del 2026 nel più grande mercato legale al mondo: la California.

Il 9 luglio, in occasione della terza giornata della terza edizione annuale della “SF Hash Week”, il piccolo punto vendita Solful in Irving Street era gremito e in fermento, animato da veri appassionati di hashish. All’interno, un consumatore locale di lunga data mi ha preso in giro.

«Per la prima volta, la SF Hash Week propone del vero hashish», ha gridato sovrastando la folla.

Niente penne per vaporizzazione, niente “dabs”, “rosin” o “live rosin”, BHO, “shatter”, “batter”, “budder”, “sauce” o “jam”: si tratta di hashish vecchia scuola, dalla consistenza simile all’argilla, dal profumo esotico e capace di mandare in orbita la mente. “Temple balls” (sfere di hashish), piccoli mattoncini compatti, vasetti che contengono una sorta di sabbia resinosa. Roba che uno sceicco arabo del 900 d.C. riconoscerebbe all’istante.

Solful ha presentato, in formato “dry-sift” pressato, la varietà “Bolinas” (Orange 76 x Chimera Junky), coltivata da Alpenglow Farms e selezionata da Purple City Genetics. Questo piccolo panetto scuro, simile a un dolcetto “Tootsie Roll”, emanava aromi di marmellata di fragole, impasto per dolci e acqua di fiori d’arancio.

Lavorato da Harry Rose, una leggenda della contea di Humboldt, Solful ha lanciato anche l’hashish pressato “Skunk Gas” (Green Lantern x Double OG x Long Valley Royal Kush Skunk) – prodotto da Greenshock Farms – e una miscela chiamata “Tropical Trifecta”.

«È la cosa che mi entusiasma di più», ha dichiarato il titolare Eli Melrod. «Non si vede quasi mai dell’hashish “dry-sift” pressato».

Questo progetto, nato da una grande passione, ha fatto parte del più importante lancio di concentrati mai realizzato dal negozio, programmato in coincidenza con il 7/10, il cosiddetto “Oil Day”, rivelandosi un vero successo. Quel giorno, i concentrati sono stati la categoria di prodotti più venduta: un evento piuttosto raro per questo segmento di mercato.

«Il pubblico sta rispondendo bene», ha commentato Melrod.

Le voci sulla presunta scomparsa dell’hashish tradizionale in California si sono rivelate decisamente esagerate. Harry Rose, che produce questo tipo di prodotto da decenni, conferma che questo è un momento fantastico per gli amanti dell’hashish.

Nel mondo degli estratti per intenditori, dove l’interesse è altissimo, è possibile restare costantemente “su di giri” esplorando una varietà infinita di aromi offerti dai migliori marchi dello Stato. Oggi, tutto questo è più accessibile e più puro che mai. E, sul fronte tradizionale, l’hashish californiano sta ora rifluendo verso il suo mercato d’origine storico: l’Europa e il Marocco.

Cosa intendiamo quando diciamo “hash”

Parlo di resina vegetale pressata e stagionata. Si coltiva la pianta, la si essicca, la si setaccia e si raccolgono le ghiandole esterne che contengono le sostanze psicoattive. Il risultato ha l’aspetto di una polvere o di un polline verdastro ed è noto come “kief”.

Questa sostanza viene poi pressata a caldo finché non si compatta, diventando un prodotto che si conserva a lungo. Si può fumare in una piccola pipa, aggiungerla sopra le infiorescenze, inserirla all’interno di una canna (spesso sotto forma di un sottile “serpente” di resina avvolto nell’erba), oppure mescolarla al tabacco, come è consuetudine fare in Europa.

Se conservato correttamente, l’hashish può durare per anni. Già nell’antichità veniva trasportato attraverso il deserto del Sahara e venduto come rimedio per svariati disturbi, o semplicemente per scopi ricreativi. Marco Polo ne parlò, narrando storie piuttosto stravaganti.

Rispetto alle infiorescenze, l’hashish ha un aroma più terroso, speziato, simile all’incenso e più maturo. I suoi effetti tendono a manifestarsi più lentamente, ma risultano più profondi e percepibili a livello corporeo.

Tra le varianti esistenti si possono annoverare l’hashish non pressato, quello ottenuto da infiorescenze fresche congelate, oppure quello ricavato tramite estrazione in acqua ghiacciata (noto anche come “bubble hash”).

Nasha sullo scaffale più alto

Il marchio di riferimento che mantiene vivo l’hashish di vecchia scuola in California è Nasha, con base ad Arcata; si tratta del principale produttore dello Stato di hashish pressato di tipo quasi tradizionale. I prodotti Nasha sono venduti in 600 punti vendita e, nel corso della storia dell’azienda, ne sono stati realizzati complessivamente oltre 3 milioni di grammi.

Secondo Baron Lutz di Nasha, la domanda legale all’interno dello Stato è di nicchia: stabile, ma ferma. Tale domanda è legata alla situazione di stallo che caratterizza il panorama dei dispensari: a otto anni dall’avvio delle vendite legali, solo circa il 44% delle città e delle contee della California ne consente l’apertura. Secondo le stime di Billy Aziz, sempre di Nasha, questo limita la domanda legale complessiva di hashish tradizionale a una cifra nell’ordine dei milioni di dollari.

«Il mercato non si contrae né cresce», afferma Lutz. «Tuttavia, la fascia alta sta registrando una leggera crescita».

Per Nasha, questa fascia alta è rappresentata dalla linea “Onyx”, che include la varietà Strawnana (Bubblegum x Banana Kush) — una sfera da 1,2 grammi di “live hash” (hashish ottenuto da materiale vegetale fresco) pressato a mano. Nasha utilizza piante coltivate al sole, raccolte a mano e immediatamente surgelate. Le infiorescenze vengono poi lavorate in acqua ghiacciata, setacciate e pressate per ottenere quello che l’azienda definisce “live hash”.

Quest’anno, la linea Onyx di Nasha comprende un particolare “live hash” sottoposto a una stagionatura a freddo (cold-curing) durata tre anni e mezzo. «Si presenta con una splendida consistenza bionda, simile allo zucchero, che risulta umida al tatto [grazie ai terpeni]», spiega Lutz.

La varietà è stata coltivata da Alpenglow Farms, partendo dalle linee genetiche Black Dog e GMOB del breeder Biovortex. Nasha ha in programma di immetterne sul mercato solo 350 grammi, a un prezzo finale di circa 50 dollari al grammo.

Lutz osserva che i consumatori di hashish di vecchia data, in realtà, non amano i prodotti estremamente puri e che tendono a sciogliersi eccessivamente: finirebbero per colare attraverso i loro piccoli bracieri, creando disordine. Le varianti meno pure, invece, sono più pratiche: possono essere facilmente sbriciolate sopra un braciere — come “guarnizione” — oppure aggiunte all’interno di una canna.

Per i puristi della vecchia scuola, suggerisce le varietà della fascia rossa – Ice Cream Cake, Blueberry Muffin o Moroccan Peaches – a 28 dollari al grammo. Ci sono poi le opzioni della fascia verde, come Illemonati, Lemon Cherry Sherbert e Governmint Oasis – hashish non pressato – a soli 16 dollari al grammo. Niente male.

L’hashish californiano torna a fluire verso l’Europa

Lutz ha affermato di aver notato che i produttori illegali californiani si stanno rivolgendo all’esportazione di hashish per ottenere liquidità dalla “domanda insaziabile proveniente dall’Europa”.

Di solito l’Europa si rifornisce di hashish dal Marocco, ma Lutz ha detto di aver sentito che la famigerata isola dell’hashish potrebbe aver avuto delle stagioni sfavorevoli dal punto di vista meteorologico e nuovi problemi con le forze dell’ordine.

Inoltre, gli americani sono presenti in massa in Europa, cavalcando l’onda della legalizzazione in paesi come Germania e Repubblica Ceca. Potente, compatto e pregiato, l’hashish si vende facilmente.

Lutz ha affermato che il mercato globalizzato ha portato alla comparsa in Europa di panetti di hashish contraffatti di Nasha che copiano il sistema di classificazione, i loghi e persino l’etichetta di avvertenza californiana di Nasha. L’imitazione è una forma di adulazione, ma “è un problema enorme”, ha concluso.

Altri tre nomi di hashish «vecchia scuola» da conoscere

Nasha e Solful sono solo due dei tasselli che comporranno il mosaico del 2026. Eccone altri tre di grande rilievo.

Sitka

Il tratto distintivo di Sitka consiste nell’utilizzare esclusivamente infiorescenze essiccate e conciate, sottoposte a setacciatura a secco e pressatura, una scelta pensata per i puristi. L’azienda ha consolidato la propria presenza sul mercato californiano, dove può contare su uno zoccolo duro di estimatori che sostengono con assoluta fedeltà questo metodo di lavorazione classico.

L’offerta di Sitka si articola principalmente in due tipologie, denominate “Lebanese Red” (indica) e “Gold” (sativa), ottenute da miscele di varietà sativa o indica lasciate maturare leggermente grazie a una tecnica proprietaria. Nata nello stato di Washington, Sitka si è poi espansa in California e presto approderà anche a New York.

Fire King

Fire King, con sede a San Francisco, produce live rosin surgelato e bubble hash non pressato. La sua offerta attuale include la varietà Canna Country #9 Sour Royal.

Fire King commercializza inoltre il marchio ‘DB’, che propone bubble hash non pressato a prezzi accessibili. La varietà sativa Electric Avenue, appartenente alla fascia “red-tier”, costa appena 10 dollari al grammo, mentre le varietà Zushi o Blue Nerds, della fascia “gold-tier”, sono proposte a 15 dollari al grammo. Si tratta di prodotti di ottima qualità a un prezzo conveniente, nonostante l’elevata tassazione in vigore in California.

Heritage Hash Co

Heritage Hash Co. si vanta di essere l’unica “hashery” pubblica e legale al mondo: un laboratorio di estrazione dell’hashish pienamente operativo, visitabile dal pubblico presso la sede di Ukiah.

L’offerta di Heritage spazia dal *live rosin* di nuova generazione alle tradizionali “temple ball”.

Le *temple ball* sono costituite da *bubble hash* ottenuto tramite congelamento immediato del materiale vegetale (*fresh-frozen*), successivamente pressato, fatto stagionare e modellato a forma di sfera; si tratta di una rivisitazione moderna delle *temple ball* nepalesi, realizzate un tempo lavorando la resina a mano.

Passione per l’«hashin’»: progetti unici

Altri due gruppi hanno dei progetti che nascono dalla passione e di cui gli amanti dell’hashish dovrebbero venire a conoscenza quest’anno.

First Cut Farms — Vietnamese

Preparatevi a ritrovarvi a strofinare il pavimento con uno spazzolino da denti, tanta è la potenza di questo hashish psichedelico e travolgente. Jerry Munn, pluripremiato coltivatore outdoor di First Cut Farms, ha selezionato un fenotipo partendo dai semi di una varietà vietnamita.

Quando ne ha ricavato dell’hashish, la gente del posto ne è rimasta entusiasta. Ora il prodotto è disponibile sul mercato ricreativo, insieme ai fiori della stessa varietà vietnamita, in alcuni negozi selezionati tra Ukiah, Santa Rosa e Paso Robles.

Budularo — Pearls

In California esiste forse una sola azienda agricola autorizzata abbastanza folle da concentrarsi esclusivamente su varietà sativa a fioritura lunga. Si chiama “Budularo” e propone un hashish di tipo artigianale assolutamente da non perdere.

L’hashish “Budularo Pearls” deriva da una pianta sativa tropicale e viene lavorato nel classico formato da hashish dalla Heritage Hash Co. Le “Pearls” richiedono tempi di crescita lunghissimi e offrono una resa molto scarsa: si tratta, dunque, dell’esatto opposto di una scelta dettata dal puro profitto. Per nostra fortuna, “Budularo Dave” porta avanti questo progetto per puro amore verso il mestiere.