Il Primo Ministro scozzese sostiene la depenalizzazione delle droghe dopo l’impennata dei decessi

14 Ottobre 2026

Angus Cochrane – Senior political journalist, BBC Scotland

https://www.bbc.com/news/articles/cmpq087p5qxro

John Swinney ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie che hanno perso i loro cari.

Il Primo Ministro John Swinney ha ribadito il sostegno del suo governo alla depenalizzazione di tutte le droghe per uso personale, a seguito di un’impennata dei decessi legati agli stupefacenti.

La Scozia ha mantenuto il triste primato di capitale europea dei decessi per droga: l’anno scorso si sono registrati 1.133 decessi correlati a sostanze illecite, con un aumento di 116 unità (l’11%) rispetto all’anno precedente.

Swinney ha definito tale incremento “inaccettabile e intollerabile”, ma i leader dell’opposizione hanno duramente criticato il Primo Ministro, definendo indifendibile il suo operato in materia.

Affinché la depenalizzazione possa essere attuata in Scozia, è necessario il consenso del governo del Regno Unito, che detiene la competenza sulle politiche in materia di stupefacenti. Durante la sessione di interrogazioni parlamentari (“First Minister’s Questions”), Swinney ha espresso il suo “più profondo cordoglio” a chi ha perso una persona cara, indicando nella “povertà e nei traumi intergenerazionali” e nella “diffusione di sostanze sintetiche estremamente nocive” le cause dell’aumento dei decessi.

Successivamente, ha dichiarato a BBC Scotland News che il suo governo è favorevole alla depenalizzazione, il che comporterebbe l’assenza di sanzioni penali per il possesso di droghe a uso personale.

Ha affermato che tale iniziativa potrebbe rientrare in un pacchetto di misure volte a offrire “maggiore controllo e la possibilità di fornire un sostegno più efficace a chi è colpito dal consumo di droga”.

Il governo scozzese, sotto la guida di Humza Yousaf, aveva annunciato nel 2023 il proprio sostegno alla depenalizzazione dell’uso personale di stupefacenti; tuttavia, il governo del Regno Unito aveva respinto il piano, giudicandolo pericoloso.

L’SNP ha incluso questa proposta nel proprio programma elettorale del 2024, citando come possibile modello l’esempio del Portogallo, che ha allentato le leggi sugli stupefacenti nel 2001.

Swinney ha affermato che l’attuale approccio della sua amministrazione sta “mettendo alla prova i limiti di ciò che è possibile fare in Scozia”.

Tra le iniziative intraprese figura l’apertura a Glasgow della prima struttura del Regno Unito per il consumo sicuro di sostanze, dove i consumatori possono iniettarsi eroina o cocaina sotto supervisione medica.

I membri dell’esecutivo hanno inoltre annunciato l’imminente apertura, sempre in città, della prima struttura del Paese dedicata all’analisi delle sostanze stupefacenti.

Nell’ultimo decennio, in Scozia sono stati registrati oltre 11.000 decessi legati all’uso di droghe.

La crisi è stata aggravata dalla comparsa di spacciatori che mescolano potenti oppioidi sintetici con eroina, cocaina e altre sostanze pericolose.

Il National Records of Scotland (NRS) ha riferito che l’aumento registrato l’anno scorso è stato trainato da una crescita dei decessi tra gli uomini; nelle aree più svantaggiate, il tasso di mortalità legato alla droga è risultato 15 volte superiore rispetto a quello delle zone meno disagiate.

I dati comparabili più recenti, relativi al 2024, mostrano che la Scozia ha registrato un tasso di mortalità corretto per età pari a 216 decessi per milione di abitanti, contro i 91 dell’Inghilterra, i 140 del Galles e i 135 dell’Irlanda del Nord.

Il nuovo leader del Labour scozzese, Michael Marra, ha definito “indifendibile” l’operato del governo, dichiarando tuttavia che il suo partito collaborerà con i ministri per individuare delle soluzioni.

Rivolgendosi ai membri del Parlamento scozzese (MSP), ha affermato: “Se si fosse trattato di un’epidemia che colpiva la classe media, avremmo imposto lockdown, varato leggi, stanziato fondi, avviato campagne di informazione su larga scala e attuato riforme radicali”.

“Nulla di tutto ciò è accaduto”. Swinney ha concordato sulla necessità di una collaborazione tra i partiti, sottolineando il proprio impegno per sradicare la povertà infantile e affermando che “dobbiamo spezzare le dinamiche che alimentano continuamente questa crisi nella nostra società”.

Il leader dei Conservatori scozzesi, Russell Findlay, ha esortato il governo a chiudere la struttura per il consumo sicuro di droga, evidenziando come il numero di decessi a Glasgow sia aumentato dopo la sua apertura.

Ha dichiarato ai parlamentari che l’approccio del governo sta condannando migliaia di consumatori di droga “a una morte prematura, diffondendo la falsa idea che sia possibile assumere in sicurezza sostanze intrinsecamente pericolose”.

Swinney ha replicato sostenendo che Findlay si sbagliava “completamente”, aggiungendo che, senza la struttura di Glasgow, il bilancio delle vittime sarebbe stato ancora più pesante.

La missione nazionale «ha fallito»

Il leader dei Liberal Democratici scozzesi, Alex Cole-Hamilton, ha dichiarato di aver lanciato l’allarme su un “picco di droghe sintetiche” già tre anni fa.

“All’epoca, queste sostanze erano collegate a soli nove decessi in Scozia. L’anno scorso hanno causato la morte di 247 persone”.

Ha poi aggiunto: “Viene spontaneo chiedere al Primo Ministro: se questa è davvero la missione nazionale dell’SNP, perché ha fallito?”

Il leader di Reform UK Scotland, Malcolm Offord, ha affermato che la “missione nazionale del governo contro la droga è fallita”, aggiungendo che “la responsabilità ricade interamente sull’SNP”.

Successivamente, Reform ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro per le politiche su alcol e droghe, Maree Todd, sostenendo che “le famiglie delle vittime vogliono che qualcuno al governo si assuma finalmente le proprie responsabilità”.
È stato chiesto un commento al governo del Regno Unito.

Analisi: nette differenze nell’approccio alla crisi

Di Phil Sim, corrispondente politico per la Scozia

Da tempo l’SNP è favorevole alla depenalizzazione del possesso di droghe per uso personale: l’idea era stata avanzata sotto la leadership di Humza Yousaf nel 2023 e successivamente accolta da John Swinney nel programma elettorale del partito per le elezioni britanniche del 2024.

Tuttavia, tale proposta è rimasta completamente esclusa dalle misure presentate dal governo questa settimana.

I ministri hanno chiesto una riforma del *Control of Drugs Act* a Westminster, invocando una maggiore flessibilità decisionale per Holyrood. Ciononostante, è toccato ai Verdi scozzesi sollevare la questione della depenalizzazione e della regolamentazione delle droghe, finché l’argomento non è stato sottoposto direttamente a John Swinney da BBC Scotland News.

Si tratta forse di una questione accademica, data l’improbabilità che il governo britannico cambi improvvisamente rotta – e modifichi la legge – su questo tema.

I ministri, inoltre, si stanno giustamente concentrando su ciò che è possibile realizzare sfruttando i poteri attualmente in capo a Holyrood.

Tutto ciò, tuttavia, evidenzia profonde divergenze tra i partiti scozzesi riguardo all’approccio migliore per affrontare questa crisi.

Da un lato dell’aula, Reform e i Conservatori denunciano quello che definiscono “uso di droghe sponsorizzato dallo Stato”, chiedendo la chiusura del centro “Thistle” a favore di un maggior numero di posti letto per la riabilitazione.

Dall’altro, partiti come SNP, Verdi e Liberal Democratici spingono per misure di “riduzione del danno”, quali servizi di analisi delle sostanze e centri per l’assunzione assistita in sicurezza.

Tutti i partiti concordano sulla necessità di affrontare il problema, ma le loro posizioni sulle modalità di intervento sono estremamente distanti.