Lo studio svizzero SCRIPT rileva che la vendita regolamentata di cannabis modifica le modalità di consumo, non le quantità

14 Ottobre 2026

Ben Stevens

https://businessofcannabis.com/switzerlands-script-trial-finds-regulated-cannabis-sales-change-how-people-consume-not-how-much/

Studi scientifici promossi dai governi nei mercati della cannabis più all’avanguardia d’Europa stanno consolidando un corpus di evidenze secondo cui un maggiore accesso alla sostanza non comporta rischi aggiuntivi per la salute pubblica.

Sulla scia dei rapporti Ekocan commissionati dal governo tedesco, le autorità olandesi hanno recentemente pubblicato i risultati preliminari della sperimentazione sulla cannabis a uso ricreativo attualmente in corso nel Paese. Parallelamente a queste iniziative su scala nazionale, gli otto progetti pilota regionali attivi in ​​Svizzera continuano a fornire risultati unici e altamente specifici.

All’inizio di settembre di quest’anno, ricercatori delle università di Berna e Lucerna, in collaborazione con le città di Berna, Bienne e Lucerna, hanno presentato i risultati intermedi del progetto pilota SCRIPT (*Safer Cannabis: Research In Pharmacies randomised controlled Trial*).

Cos’è SCRIPT e quali sono i suoi primi risultati?

SCRIPT è stato uno dei primi cinque progetti pilota approvati dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel maggio 2023 e ha preso il via concretamente nel maggio 2024.

Concepito inizialmente come uno studio controllato randomizzato della durata di tre anni, SCRIPT è stato progettato per esaminare gli “effetti sanitari e sociali della vendita regolamentata di cannabis in farmacia” nelle tre città partecipanti.
Nel dicembre 2025, l’UFSP ha concesso una proroga di due anni; di conseguenza, la vendita in farmacia proseguirà fino al 31 ottobre 2028, mentre la conclusione ufficiale dello studio è prevista per la fine del 2029.

È previsto un ampliamento del catalogo con ulteriori varietà di infiorescenze, un olio di cannabis e, in una fase successiva, prodotti edibili realizzati secondo le specifiche della bozza CanPG.

Sono stati reclutati complessivamente 1.177 consumatori abituali di cannabis nelle città di Berna (777 partecipanti, cinque farmacie), Lucerna (261, tre farmacie) e Bienne (139, una farmacia); i partecipanti sono stati suddivisi casualmente in un gruppo con accesso immediato (588 persone) e un gruppo di controllo in lista d’attesa (589 persone), che ha ottenuto l’accesso alle farmacie dopo sei mesi.

I risultati intermedi sono stati presentati lunedì 7 settembre 2026 a Berna, nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Direzione cittadina dell’istruzione, degli affari sociali e dello sport, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle città di Bienne e Lucerna.

Già in occasione dell’analisi a sei mesi, SCRIPT ha fornito dati significativi su alcuni dei suoi obiettivi di ricerca principali, primo fra tutti l’impatto dell’accesso legale in farmacia sul mercato illecito.

Nei sette giorni precedenti la visita di controllo dei sei mesi, il 75% dei partecipanti del gruppo con accesso legale aveva fumato cannabis. Più della metà (51%) si era rifornita presso una farmacia aderente allo studio, mentre il 40% aveva acquistato il prodotto sul mercato illecito. Molti partecipanti hanno dichiarato di utilizzare entrambe le fonti, spesso nell’arco della stessa settimana.

Nel gruppo di controllo, che aveva accesso esclusivamente al mercato illecito, il tasso di consumo nello stesso periodo è risultato leggermente superiore, attestandosi all’83%. I ricercatori hanno strutturato lo studio per misurare questo fenomeno, fissando i prezzi in farmacia deliberatamente più alti rispetto a quelli del mercato illecito, al fine di valutare l’impatto sui consumi.

È emerso in particolare che i soggetti con accesso ai prodotti regolamentati venduti in farmacia hanno privilegiato le alternative a base di infiorescenze. Nella stessa settimana, il 27% del gruppo con accesso ai prodotti legali ha utilizzato dispositivi per vaporizzazione: di questi, il 24% si è rifornito in farmacia, contro appena il 5% che ha fatto ricorso al mercato nero.

Tale tendenza, seppur meno marcata, è risultata comunque significativa per la categoria dei prodotti a uso orale, che ha registrato una ripartizione del 6% per l’acquisto in farmacia contro il 2% per il mercato illecito. Le infiorescenze grezze hanno rappresentato l’unica tipologia di prodotto per la quale il mercato illecito è stato la fonte preferita, a causa del prezzo più contenuto e della maggiore potenza.

Il Dott. Reto Auer, responsabile dello studio e capo dell’Unità per l’uso di sostanze presso l’Istituto di medicina di base di Berna, ha dichiarato: “Lo studio ha fornito indicazioni sul fatto che una distribuzione regolamentata tramite le farmacie può favorire il passaggio a modalità di consumo potenzialmente a minor rischio”.

Aliquote fiscali simulate

SCRIPT applica l’imposta simulata più elevata tra tutti i progetti pilota svizzeri, pari a 3-4 CHF al grammo per infiorescenze e resina; ciò corrisponde a circa il 30% del prezzo al dettaglio per le infiorescenze con l’8% di THC e a quasi il 50% per la resina con il 20% di THC.

I ricercatori osservano che tale livello supera l’aliquota effettiva combinata del Québec (circa il 25%) e la fascia del 20-40% prevista per la futura regolamentazione svizzera. L’obiettivo dichiarato è consentire alle autorità di osservare, in condizioni reali, un livello di tassazione che altrimenti sarebbe misurabile solo dopo l’approvazione della legge.

La struttura dei prezzi di SCRIPT è volutamente non lineare: i costi non aumentano in proporzione al contenuto di THC. Le infiorescenze con l’8% di THC sono vendute a 10 CHF al grammo, quelle con il 18% a 13 CHF. Di conseguenza, il prodotto meno potente risulta più economico al grammo, mentre quello più potente è più conveniente se si considera il costo per milligrammo di THC.

Il Dott. Auer ha osservato: “Tali risultati confermano l’esperienza internazionale, secondo cui le misure fiscali rappresentano uno strumento efficace per la tutela dei giovani”.
Né gli e-liquid né le tinture sono soggetti a tassazione: i primi per ragioni legate alla riduzione del danno, le seconde a causa dei costi di produzione e della scarsa biodisponibilità orale.

Il progetto pilota include inoltre un servizio di consulenza a pagamento per tutti i partecipanti, finanziato proprio attraverso le imposte riscosse. Il personale fornisce una consulenza al momento del primo ritiro del prodotto e può fatturare ulteriori sedute per la cessazione del consumo di cannabis nel corso dello studio, al costo di 30 CHF ciascuna.

L’imposta simulata finanzia tali consulenze, le visite di controllo semestrali e i voucher per i partecipanti, rendendo SCRIPT l’unico progetto pilota svizzero a prevedere un compenso per chi vi prende parte.

In cifre

In due anni di vendite sono state commercializzate 19.515 unità di infiorescenze, 3.433 di resina, 6.363 di e-liquid e 814 di tinture, vendute rispettivamente in formati da 5 g, 5 g, 2 ml e 10 ml. La varietà Blue Mint Cookies (18% di THC) ha registrato il volume di vendita più elevato, pari a 49,2 kg, superando la Grapefruit Haze (15%).

Nello stesso periodo, le farmacie hanno venduto tre vaporizzatori Mighty a 399 CHF, cinque Arizer Air Max a 259 CHF e 29 Wolkenkraft Vita a 99 CHF, oltre a 1.014 e-joint Honey Stick al prezzo di 19 CHF.

Pertanto, i risultati ottenuti finora da SCRIPT indicano che i prodotti monouso a basso costo si sono rivelati molto più efficaci rispetto ai dispositivi riutilizzabili, più costosi.

Come si rapportava questo dato alle vendite illecite?

I partecipanti hanno consegnato 127 campioni di sostanze illecite per l’analisi di laboratorio presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Berna: 104 infiorescenze, 21 campioni di resina e due liquidi. Nove campioni contenevano cannabinoidi sintetici; sette di questi erano resine.

Il contenuto medio di THC era del 15% per le infiorescenze e del 22% per le resine, con punte fino al 46% per queste ultime. Un liquido per sigaretta elettronica analizzato presentava una concentrazione di THC del 79%.

Dei 69 campioni per i quali il partecipante aveva formulato una stima preventiva della potenza, solo una valutazione si è rivelata corretta. Ventisette stime erano inferiori al valore reale e 41 superiori, con scarti che in entrambi i casi raggiungevano i 24 punti percentuali.

Le modalità di approvvigionamento erano prevalentemente di natura sociale: i consumatori si rivolgevano in primo luogo ad amici e conoscenti, seguiti da venditori di fiducia (conosciuti personalmente) e, infine, dall’autoproduzione domestica.

“Non sai mai quali sostanze da taglio o altri principi attivi siano presenti. Non dover convivere con questa preoccupazione ha un valore enorme”, ha dichiarato un partecipante ai ricercatori.

Ha migliorato la sicurezza?

Quarantacinque partecipanti (il 4% della coorte) hanno segnalato 51 eventi avversi gravi nei primi sei mesi: 26 eventi riguardanti 24 persone nel gruppo di accesso e 25 riguardanti 21 persone nel gruppo di controllo.

Per quanto riguarda gli eventi di natura psichiatrica, se ne sono registrati 6 (coinvolgenti 6 persone) nel gruppo di accesso, contro gli 8 (coinvolgenti 5 persone) del gruppo di controllo.

Considerate le dimensioni ridotte del campione e la scarsa variabilità tra i gruppi, non è ancora possibile trarre conclusioni attendibili.

Un partecipante è stato sanzionato per aver rivenduto il prodotto oggetto dello studio; non sono stati registrati altri incidenti di rilevanza penale presso le nove farmacie coinvolte, distribuite in tre città.

Diversi membri del personale delle farmacie partecipanti hanno riferito ai ricercatori che i loro pregiudizi sui consumatori di cannabis erano svaniti grazie al contatto diretto; uno di loro ha persino affermato che i consumatori di cannabis sono ormai «tra i nostri clienti preferiti».

I ricercatori riconoscono che i risultati non sono stati sottoposti a revisione paritaria (*peer review*), ma spiegano di averli comunque pubblicati poiché lo studio SCRIPT si colloca «all’intersezione tra scienza e politica, laddove i fatti sono incerti, i valori oggetto di dibattito e le decisioni urgenti».