Le autorità di San Francisco propongono regole per i cannabis café, dove si potrebbe consumare cannabis ascoltando musica dal vivo e ordinando cibo

7 Ottobre 2026

Tom Angell

https://www.marijuanamoment.net/san-francisco-officials-propose-rules-for-cannabis-cafes-where-people-could-consume-while-listening-to-live-music-and-ordering-food/

Le autorità di San Francisco stanno raccogliendo il parere del pubblico su una bozza di regolamento, appena pubblicata, per i “cannabis café”; l’iniziativa si colloca nel solco di una legge statale della California, approvata l’anno scorso, che autorizza le amministrazioni locali a consentire ai rivenditori di marijuana di ampliare la propria offerta di servizi.

A luglio, il Consiglio dei Supervisori e il sindaco della città hanno approvato un’ordinanza che consente ai punti vendita di marijuana di servire cibi e bevande all’interno delle aree dedicate al consumo in loco. Venerdì, l’Office of Cannabis (l’ufficio comunale preposto alla regolamentazione del settore) ha pubblicato la proposta di regolamento relativa alle modalità operative di tali cannabis café.

La bozza di regolamento affronta aspetti quali i piani operativi, la formazione del personale, la sicurezza, le consegne, il controllo delle scorte e l’accesso per i pazienti che utilizzano cannabis a scopo terapeutico.

Alla fine del 2024, il governatore Gavin Newsom (Democratico) ha firmato la legge AB 1775, consentendo alle attività commerciali legate alla marijuana di offrire cibi e bevande analcoliche (non contenenti cannabis) e di ospitare eventi dal vivo, come concerti, nelle aree destinate al consumo in loco, previa autorizzazione dell’amministrazione locale.

La nuova legge è entrata ufficialmente in vigore lo scorso gennaio, ma sono stati necessari mesi affinché le autorità locali di San Francisco e di altre città iniziassero a varare le ordinanze necessarie a definire le regole operative per i cannabis café.

Secondo la proposta di San Francisco, un’attività commerciale dovrebbe ottenere sia un nuovo permesso specifico per “Cannabis Café” sia un permesso per il consumo di cannabis in loco.

Le attività dovranno adottare procedure scritte “volte a scoraggiare i clienti dal portare via, dall’area designata al consumo o dall’intero locale, prodotti a base di cannabis destinati al consumo in loco”.

Sono previste alcune restrizioni sulla denominazione dei cannabis café: saranno vietati i nomi che potrebbero “indurre il pubblico a credere che i prodotti a base di cannabis possano essere legalmente venduti a persone di età inferiore ai 21 anni” o che potrebbero invogliare i minori a frequentare tali esercizi.

I punti vendita dovranno garantire misure specifiche per i pazienti che utilizzano cannabis a scopo terapeutico; ciò potrebbe includere la predisposizione di un’area riservata per comunicare in modo confidenziale con il personale e il mantenimento di un assortimento adeguato di prodotti a base di marijuana terapeutica.

È possibile inviare osservazioni scritte sulla proposta di regolamento per i cannabis café via e-mail all’indirizzo officeofcannabis@sfgov.org, oppure per posta o di persona presso l’Office of Cannabis (indirizzo: 49 South Van Ness, Suite 660). San Francisco, CA 94103.

Le autorità cittadine hanno pubblicato separatamente una proposta di modifica dei regolamenti per includere i “cannabis café” nella vigente “Good Neighbor Policy” (politica di buon vicinato) destinata alle attività commerciali legate alla marijuana.

Hanno inoltre reso disponibili nuove risorse affinché le imprese possano verificare i requisiti per aprire un cannabis café, oltre a un avviso informativo e una sezione di domande frequenti (FAQ) sull’argomento.

Prima di promulgare l’attuale legge sui cannabis café, Newsom aveva posto il veto su una versione precedente del provvedimento; pur apprezzando l’intento di “offrire ai rivenditori di cannabis maggiori opportunità commerciali e una via per attrarre nuovi clienti”, aveva espresso preoccupazione per il fatto che il disegno di legge potesse “compromettere le tutele di lunga data della California contro il fumo nei luoghi di lavoro”.

A tal fine, la legge approvata prevede modifiche volte a separare gli spazi destinati al consumo pubblico dai locali interni in cui vengono preparati o conservati alimenti, così da tutelare meglio la salute dei lavoratori, in linea con le preoccupazioni espresse dal governatore.

La legge chiarisce esplicitamente che cibi o bevande a base di canapa non sono considerati prodotti “non a base di cannabis” vendibili nei café. Stabilisce inoltre che gli articoli non contenenti cannabis “devono essere conservati ed esposti in modo separato e distinto da tutta la cannabis e dai prodotti a base di cannabis presenti nei locali”.

La normativa consente inoltre spettacoli musicali dal vivo o altre esibizioni all’interno dei punti vendita di cannabis, nelle aree in cui è permesso il consumo in loco.

Prima della firma del provvedimento da parte del governatore, l’attore Woody Harrelson — proprietario di un locale dedicato alla marijuana a West Hollywood, “The Woods”, insieme ai co-fondatori Bill Maher (comico) e John McEnroe (campione di tennis) — ne aveva sollecitato l’approvazione. Anche Whoopi Goldberg si è unita all’iniziativa, pubblicando un video in cui esortava il governatore a firmare la legge.

All’inizio del mese, Newsom ha annunciato che la vendita legale di marijuana ha generato quasi 8,4 miliardi di dollari in entrate fiscali per le comunità californiane da quando, nel 2016, gli elettori hanno approvato la legalizzazione dell’uso ricreativo.
Di recente ha inoltre firmato una legge per definire con maggiore chiarezza quali tipi di imballaggio ed etichettatura della marijuana siano vietati perché potenzialmente attraenti per i bambini.

Il governatore ha recentemente rivendicato il proprio ruolo nel promuovere la legalizzazione della marijuana nello Stato e ha parlato della sua limitata esperienza personale con l’uso di cannabis. Lo scorso ottobre, tuttavia, ha posto il veto a un disegno di legge che avrebbe consentito ad alcune microimprese del settore marijuana di spedire prodotti a base di cannabis terapeutica direttamente ai pazienti tramite corrieri come FedEx e UPS, affermando che la proposta “sarebbe risultata onerosa ed eccessivamente complessa da gestire”.

All’inizio dello stesso mese, Newsom aveva invece firmato un provvedimento volto a semplificare la ricerca su marijuana e sostanze psichedeliche.