Il Comune di Barcellona vuole chiudere tutti i Cannabis Social Club

24 Agosto 2026

Redone

https://cannabisindustrie.nl/cannabis-social-clubs-barcelona-sluiten/

Il vicesindaco Albert Batlle definisce questi club un problema che non ha posto in città, mentre l’associazione di categoria CatFAC parla di criminalizzazione. 

Il 4 agosto 2026, il Comune di Barcellona ha presentato il Piano Druida, un’offensiva contro i Cannabis Social Club in città.

Il vicesindaco per la Sicurezza e la Prevenzione Albert Batlle e il Commissario Capo della Polizia Municipale (Guardia Urbana) Pedro Velázquez hanno illustrato l’approccio durante una conferenza stampa.

Il piano, in vigore da metà giugno 2026, intensifica l’azione amministrativa e penale contro il traffico e il consumo di droga negli spazi pubblici.

Il vicesindaco critica le garanzie legali relative ai club. A Barcellona si contano circa duecento cannabis social club, un numero pari a circa un terzo dei coffeeshop presenti nei Paesi Bassi. Durante la conferenza stampa, Batlle ha confermato che il Comune ha aperto fascicoli sulla stragrande maggioranza dei club, senza tuttavia fornire cifre precise.

Nella prima metà del 2026, la Guardia Urbana ha effettuato 90 arresti e smantellato 74 punti vendita nell’ambito della più ampia politica antidroga, cifre che non si riferiscono esclusivamente ai cannabis social club.

A partire da settembre, verranno aggiunti altri 50 agenti.

Batlle ha dichiarato alla stampa che il Comune “continuerà a esercitare pressione” fino alla completa chiusura dei club.

In precedenza, aveva citato un “eccesso di garanzie legali” come ostacolo alla chiusura, riferendosi alle sentenze dei tribunali che in passato avevano rallentato le azioni comunali contro i club. Velázquez ha sottolineato che la strategia mira alla normalizzazione del consumo di droga.

Precedenti tentativi di chiusura dei club

Nel 2024, l’amministrazione comunale aveva già manifestato l’intenzione di chiudere tutti i club e di avviare una campagna di ispezioni.

Alcuni anni prima, nell’agosto del 2021, la Corte Suprema aveva annullato il regolamento del 2016 del Comune di Barcellona che consentiva l’attività di questi cannabis club.

Con l’annullamento, è svanito l’ultimo fondamento legale rimasto ai club, ma fortunatamente è stata trovata una soluzione.

CatFAC: “criminalizzazione senza anima” della comunità della cannabis

La Federazione delle Associazioni della Cannabis della Catalogna (CatFAC) ha risposto al piano con un comunicato stampa l’8 agosto 2026.

L’organizzazione afferma che il Piano Druida criminalizza indiscriminatamente la comunità della cannabis e, di fatto, aggrava i problemi che pretende di risolvere.

Secondo CatFAC, le garanzie legali non sono un ostacolo alla sicurezza, ma un fondamento di ogni società democratica.

CatFAC ricorda una lettera urgente del gennaio 2024 indirizzata a Batlle, firmata da 179 rappresentanti di organizzazioni e università di 53 paesi, che chiedeva una regolamentazione basata su prove scientifiche.

Nel 2024, l’organizzazione ha anche presentato un reclamo al Difensore civico di Barcellona per la mancata consultazione con il Comune, registrato con il numero di protocollo 24Q000862.

CatFAC dichiara di essere favorevole ad agire contro il traffico illegale di droga e l’abuso della struttura associativa, ma vuole distinguere questo da un approccio generico contro tutti i club.

Diversi club di Barcellona hanno legami con i Paesi Bassi.

Derrick Bergman, presidente della Fondazione per l’abolizione del divieto di cannabis, ha richiamato l’attenzione sul piano all’inizio di questa settimana nella sua rubrica settimanale su CNNBS.

Lo stesso Bergman ha firmato la lettera urgente del 2024 a nome della VOC e paragona la minaccia ricorrente contro i club a un rituale che si ripete. Egli sottolinea che i diritti fondamentali sono una questione storicamente delicata in Spagna, con la dittatura di Franco (1939-1975) come punto di riferimento.

Inoltre, a Barcellona esistono diversi club che hanno legami con i coffeeshop olandesi, come avevamo già scritto in un articolo del 2021.

Secondo CatFAC, il Piano Druida segna una rottura con l’orientamento del Parlamento catalano, che nel 2023 ha adottato una risoluzione in cui riconosceva i Cannabis Social Club come una strategia positiva per la prevenzione e la riduzione del rischio.