Lo stato indiano promuove la diffusione della canapa, spostando l’attenzione sul quadro strategico della catena del valore

22 Luglio 2026

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Lo stato indiano dell’Himachal Pradesh ha compiuto un ulteriore passo avanti verso la creazione di un’economia basata sulla canapa industriale, approvando emendamenti alla legge statale sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope che aprono la strada alla coltivazione commerciale regolamentata e a un quadro di mercato più ampio.

I funzionari dell’Himachal sembrano aver tratto insegnamento dall’esperienza del vicino Uttarakhand – il primo stato indiano a legalizzare la canapa industriale – adottando una strategia che privilegia la fornitura di sementi certificate, gli istituti di ricerca, l’agricoltura a contratto, le industrie di trasformazione e i collegamenti con il mercato.

L’iniziativa potrebbe generare tra i 500 e i 2.000 crore di rupie (circa 60-240 milioni di dollari USA) di entrate statali annuali, creando al contempo occupazione nelle zone rurali attraverso l’agricoltura sostenibile e lo sviluppo industriale, secondo quanto affermato dal governo statale.

Dal verde all’oro

Il Primo Ministro dell’Himachal Pradesh, Sukhvinder Singh Sukhu, ha descritto l’iniziativa come una campagna “Dal Verde all’Oro”, volta a rafforzare l’economia rurale attraverso l’agricoltura e la produzione manifatturiera.

La recente decisione del governo è il risultato di diversi anni di pianificazione. Un comitato istituito nel 2023 ha studiato le politiche sulla canapa in Uttarakhand e Madhya Pradesh prima di raccomandare modifiche legislative e un quadro commerciale regolamentato.

In base al nuovo piano, lo stato elaborerà procedure operative standard, istituirà un tribunale per supervisionare le approvazioni e creerà una banca dei semi che fornirà varietà di canapa certificate agli agricoltori. L’università agraria statale di Palampur fornirà supporto tecnico e di ricerca, mentre i funzionari valuteranno le varietà di canapa a basso contenuto di THC, con una concentrazione non superiore allo 0,3% di tetraidrocannabinolo (THC). Il comitato ha raccomandato di ottenere semi certificati a basso contenuto di THC dal consolidato programma di ricerca e produzione di semi di canapa dell’Uttarakhand a Selakui, piuttosto che affidarsi alle coltivazioni locali di cannabis.

Gli impianti di Selakui sono coinvolti nel programma di canapa industriale dell’Uttarakhand da quando lo stato ha legalizzato la canapa nel 2018. È uno dei pochi luoghi in India in cui è legalmente consentito produrre e coltivare semi di canapa certificati.

Catena del valore

L’approccio del governo dell’Himachal Pradesh riflette una più ampia consapevolezza del fatto che lo sviluppo della canapa dipende dalla creazione di catene di approvvigionamento complete, piuttosto che dalla semplice autorizzazione alla coltivazione: questo è il principale punto debole del nascente settore della canapa in India. Sebbene diversi stati abbiano legalizzato o incentivato la produzione di canapa industriale, la capacità di trasformazione rimane limitata, le sementi certificate sono scarse e i mercati commerciali stabili sono ancora in fase di sviluppo.

All’inizio di quest’anno, i funzionari dell’Himachal Pradesh hanno anche delineato piani per utilizzare la coltivazione regolamentata della canapa per sostituire parte della consolidata economia illegale della cannabis nello stato, attirando al contempo investimenti nei settori tessile, dei materiali da costruzione, dei biocompositi e delle applicazioni farmaceutiche.

Oltre la fibra

Le autorità stanno inoltre evidenziando opportunità che vanno oltre i materiali industriali.

L’esperto di Ayurveda Jaiveer Singh ha affermato che i prodotti a base di canapa sono oggetto di studio per il loro potenziale ruolo nella gestione degli effetti collaterali della chemioterapia e di altre patologie, sottolineando il crescente interesse per i prodotti per il benessere a base di canapa, in linea con la medicina tradizionale ayurvedica indiana.

Sebbene le modifiche normative rappresentino un traguardo importante, la coltivazione commerciale è ancora lontana dall’essere avviata.

Lo Stato deve finalizzare le norme operative, istituire il proprio sistema di supervisione, certificare le forniture di sementi e costruire infrastrutture per la lavorazione e la commercializzazione prima che gli agricoltori possano partecipare pienamente all’economia commerciale della canapa.