Questa è la Champions League della Cannabis, con premi fino a 120.000 dollari

4 Febbraio 2026

Javier Hasse

https://elplanteo.com/asi-es-la-champions-league-del-cannabis-con-premios-de-hasta-us120-000/

Per anni, la cannabis competitiva è stata più un’esagerazione che una realtà. Tante belle immagini, tante genetiche alla moda e poca verità quando si trattava di mixare.

Proper Doinks è arrivato per rompere gli schemi. Non promettendo qualcosa di nuovo, ma facendo rivivere qualcosa di piuttosto vecchio e in gran parte dimenticato: fumare bene, confrontare seriamente e dire la verità ad alta voce.

Così è nata quella che molti già chiamano, senza troppa esagerazione, la Champions League dell’erba.

La Champions dell’erba

Il cuore del progetto è la Proper Smoke League.

Un torneo a eliminazione diretta, trasmesso in diretta, in cui coltivatori e brand si sfidano, fumando fianco a fianco, secondo regole chiare e rigorose.

Prima di giudicare l’infiorescenza, viene controllato il rituale:

• macinatura fine

• filtro in vetro

• rollaggio deciso

• tiri brevi

• non scuotere la cenere

Non si tratta di estetica. Si tratta di controllare le variabili. Perché in questo formato, accade qualcosa di scomodo ma onesto: un’infiorescenza ben coltivata può fumare male se rollata male, e un’infiorescenza mediocre non può essere salvata con il marketing. Qui, il fumo non mente.

Sì, ci sono soldi.

Non è solo un gioco per Instagram. Nelle edizioni più importanti del campionato, i premi raggiungono i 120.000 dollari. In pesos, parliamo di premi milionari.

E quando si tratta di soldi veri, tutto cambia. Nessuno perde “per ogni evenienza”. Nessuno vince “per fama”. Le sconfitte vengono registrate, diffuse e discusse. Anche le vittorie.

Come spiega Adam Pain, mettere in gioco soldi e reputazione è ciò che cattura davvero l’attenzione della gente. L’hype smette di essere solo chiacchiere e diventa vera performance.

Una sessione imbarazzante

La filosofia Proper Doinks non è nata in un ufficio o in un pitch deck. È nata in una sessione tra vicini.

Paul Christmon e Adam Pain vivevano a poche case di distanza l’uno dall’altro. Fumavano insieme ogni giorno. Confrontavano fiori, roll e fonti.

Pensavano di sapere cosa fosse la qualità.

Finché una sessione non cambiò tutto.

Pain racconta che, dopo aver fumato quella che considerava una buona canna e averla confrontata con una rollata correttamente secondo altri standard, capì qualcosa di sgradevole: si sbagliava da anni. Non era solo l’erba. Era il metodo.

Tutto il resto nacque da quell’epifania.

Dietro le quinte

Sebbene siano noti per i loro video, Proper Doinks è un sistema completo. I contenuti educano il palato. I prodotti rafforzano la tecnica. La competizione convalida tutto pubblicamente.

L’ecosistema include:

• filtri in vetro progettati per raffreddare il fumo e preservare l’aroma

• valutazioni private di raccolti e fenotipi

• tornei a pagamento con premi in denaro

• spettacoli in cui fiori costosi vengono testati senza alcuna indulgenza

Alcune gocce si esauriscono in pochi minuti. La comunità pagante sostiene l’indipendenza. Gli sponsor passano attraverso un semplice filtro: se non fumi bene, non entri.

Di’ la verità, anche quando fa male

Una delle regole non scritte di Proper Doinks è ignorare l’ego. Non importa se il fiore proviene da un amico, da una celebrità o da un grande marchio. Se non è buono, lo dicono.

Christmon lo ha spiegato senza mezzi termini: hanno solo la parola data, e non la negoziano. Persino amici intimi sono stati eliminati al primo turno, davanti alle telecamere e senza alcun preavviso.

In questo campionato, nessuno è al sicuro.

Come continuerà questa situazione?

Con la maturazione dei mercati legali, la cannabis si satura di proclami, numeri e marketing. Proper Doinks va nella direzione opposta. Insegna alle persone a fumare meglio in modo che possano pretendere di più.

Proprio come con il vino o il caffè, quando i consumatori imparano a distinguere la qualità, il mercato si sistema. Chi fa bene vince. Chi vende pubblicità perde.

Il progetto continua a crescere e ad aggiungere nuove partnership, tra cui collaborazioni con High Times e attivazioni speciali legate alle future edizioni della Cannabis Cup.

Più tornei. Più pressione. Più soldi in gioco.

La Champions League dell’erba è già iniziata. E qui, come in ogni campionato serio, non vince chi parla meglio, ma chi fuma meglio.