5 Agosto 2026
https://link.springer.com/article/10.1186/s11658-026-00983-z
Stiamo fornendo una versione non modificata di questo manoscritto per consentire un accesso anticipato ai suoi risultati. Prima della pubblicazione finale, il manoscritto sarà sottoposto a ulteriori revisioni. Si prega di notare che potrebbero essere presenti errori che ne influenzano il contenuto e che si applicano tutte le clausole di esclusione di responsabilità legali.
Contesto
Il trauma cranico (TBI) è una condizione traumatica chirurgica comune che rappresenta una minaccia significativa per la salute e la capacità lavorativa dell’uomo. Tuttavia, i trattamenti efficaci per migliorarne la prognosi rimangono limitati. Il cannabidiolo (CBD), un composto naturale estratto dalla pianta di cannabis, presenta molteplici effetti farmacologici attraverso diversi bersagli molecolari. Ad oggi, il ruolo e i meccanismi molecolari sottostanti del CBD nel contesto del TBI non sono stati completamente chiariti. In questo studio, abbiamo indagato gli effetti specifici del CBD a seguito di un TBI e ne abbiamo esplorato i meccanismi sottostanti.
Metodi
È stato creato un modello di ferroptosi in vitro utilizzando cellule HT-22 e un modello di TBI in vivo nei topi. Tecniche come il Western blotting, la colorazione con immunofluorescenza e l’analisi comportamentale sono state impiegate per valutare gli effetti del CBD sulla ferroptosi, sulle alterazioni patologiche e sulla funzione neurologica dopo un trauma cranico, nonché per esplorare i meccanismi molecolari associati.
Risultati
Il CBD ha attenuato significativamente la ferroptosi, il danno neuronale e la disfunzione cognitiva a seguito di trauma cranico, sia in vitro che in vivo. Ulteriori indagini hanno rivelato che il CBD ha mitigato la disfunzione mitocondriale riducendo il sovraccarico di Ca2⁺ attraverso la via di segnalazione TRPV1/MCU. Inoltre, utilizzando metodologie come l’iniezione di virus adeno-associato ricombinante (rAAV) e l’analisi del trascrittoma, l’uniportatore mitocondriale del calcio (MCU) è stato identificato come un regolatore chiave della ferroptosi nei neuroni dopo trauma cranico. La riduzione dell’espressione di MCU nei neuroni ha attenuato la progressione della ferroptosi e migliorato gli esiti neurologici dopo trauma cranico. Infine, i risultati integrati hanno confermato che il CBD inibisce la ferroptosi dopo trauma cranico attraverso la via di segnalazione TRPV1/MCU/PI3K/Akt.
Conclusioni
Il CBD inibisce la ferroptosi, almeno in parte, attraverso la via di segnalazione TRPV1/MCU/PI3K/Akt, alleviando così il danno neuronale e i deficit cognitivi indotti dal trauma cranico. Inoltre, questi risultati indicano che il CBD esercita un potente effetto antiferroptotico e potrebbe rappresentare un promettente agente terapeutico per il trauma cranico.


