14 Gennaio 2026
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La capacità di fare freestyle è un’abilità molto ambita nella comunità hip-hop. Questa disciplina consiste in un atto di improvvisazione in cui i rapper recitano i loro testi senza preparazione o memorizzazione.
Se guardate una battaglia rap, stanno facendo freestyle.
Non sorprende quindi che i neuroscienziati si stiano rivolgendo al freestyle per comprendere meglio il processo creativo. Quale scienziato non sarebbe curioso di sapere se una persona è in grado di fare rime con tale abilità?
Dalla scrittura dei testi al beatmaking e alle capacità esecutive, i grandi rapper spingono costantemente i confini della creatività.
Tuttavia, ciò che ha affascinato di più i neuroscienziati Siyuan Liu e Allen Braun è stato lo sviluppo di intuizioni più approfondite sulla natura improvvisativa del loro processo creativo e su cosa accade quando raggiungono uno stato di flusso creativo.
Lo stato di flusso è definito come la completa immersione di una persona nell’attività creativa, caratterizzata da auto-motivazione focalizzata, valenza emotiva positiva e perdita di autocoscienza.
Colloquialmente, è noto come “essere nella zona” ed è solitamente caratterizzato da concentrazione energetica e alti livelli di produttività. I ricercatori hanno anche scoperto che gli stati di flusso non sono esclusivi degli artisti, ma possono essere raggiunti da chiunque abbia una mentalità creativa.
Dentro il cervello di un rapper
Per esaminare lo stato di flow dei rapper, Liu e Braun hanno sottoposto 12 rapper a una risonanza magnetica funzionale (fMRI).
Hanno poi chiesto agli artisti di eseguire una serie di testi memorizzati per stabilire una base di riferimento o un controllo. Successivamente, hanno chiesto loro di eseguire un freestyle, in cui componevano il testo al momento.
Liu e Braun hanno poi potuto confrontare le diverse scansioni cerebrali per determinare quali aree del cervello si attivassero durante l’improvvisazione creativa. Lo studio completo è pubblicato su Scientific Reports.
I risultati di Liu e Braun sembrano essere in linea con quelli di uno studio simile condotto da ricercatori della Johns Hopkins University. Questo studio ha esaminato le capacità di improvvisazione dei musicisti jazz. In quell’occasione, i ricercatori hanno chiesto a ciascun musicista di suonare un set provato e uno improvvisato. L’attività cerebrale è stata poi analizzata durante entrambi i set per determinare i risultati specifici.
Liu, Braun e il loro team di ricercatori hanno confrontato i risultati dello studio sul jazz con quelli dello studio sul rap per determinare che due cose principali accadono quando questi artisti usano la loro creatività per improvvisare.
In primo luogo, il lobo frontale si attiva, aumentando l’attività nell’area del cervello tipicamente associata alla generazione di idee. Inoltre, una parte del cervello nota come corteccia prefrontale dorsolaterale sembra disattivarsi. Questo permette il rilassamento delle funzioni esecutive.
In altre parole, affinché questi rapper possano entrare nel loro flusso creativo e nel loro freestyle, generare idee non è sufficiente; devono anche spegnere il loro giudizio critico su se stessi. Questa scoperta aiuta a spiegare perché i musicisti spesso descrivono la creazione della loro musica come qualcosa che avviene al di fuori della loro consapevolezza cosciente.
Il processo creativo, il cervello e la cannabis
Lo studio ha inoltre portato Liu e Braun a credere che il processo creativo possa avere due fasi distinte. La prima fase, secondo la loro teoria, è simile all’improvvisazione, poiché coinvolge una scintilla creativa spontanea nota come pensiero divergente.
La fase successiva consiste nell’affinare quella scintilla creativa, dove il processo creativo consente una revisione più approfondita nota come pensiero convergente. Pertanto, la conclusione è che il processo creativo si basa non solo sul pensiero divergente, ma anche sul pensiero convergente.
La scoperta di Liu e Braun secondo cui l’improvvisazione creativa nel freestyle è il risultato dell’attività di alcune parti dei lobi frontali è anche correlata all’effetto che la cannabis ha sul cervello e, quindi, sulla creatività.
È noto che la cannabis stimola il lobo frontale e favorisce la generazione di idee. Questo potrebbe aiutare le persone a raggiungere il tipo di mentalità che i musicisti usano per improvvisare.
Tra gli individui creativi, la cannabis è stata regolarmente elogiata per la sua capacità di aiutarli a entrare in uno stato di flusso. L’assunzione di cannabis aumenta il flusso sanguigno cerebrale verso il lobo frontale, rendendolo più attivo e stimolando la creatività.
La cannabis attiva anche l’area cerebrale vicina al nucleo accumbens, che è correlata a un aumento della creatività. La corteccia prefrontale regola l’attività del nucleo accumbens e il rilascio di dopamina.
La cannabis come scorciatoia creativa?
In generale, uno stato d’animo positivo favorisce la risoluzione dei problemi e il pensiero creativo. Per questo motivo, molti artisti usano la cannabis come espediente o scorciatoia per raggiungere uno stato di flusso creativo, e il freestyle rap non fa eccezione.
Alcuni dei rapper più popolari e culturalmente rilevanti hanno spesso un’immagine pubblica che coinvolge profondamente la cannabis. Lil Wayne, Snoop Dogg e J. Cole sono rapper che testimoniano le componenti creative che la cannabis offre. Il rapporto tra rapper, freestyle e cannabis è comprensibile, dato l’alto livello di improvvisazione che devono dimostrare.
Allen Braun ha affermato: “Crediamo che ciò a cui assistiamo sia un rilassamento delle ‘funzioni esecutive’ per consentire processi più naturali di attenzione non focalizzata e senza censure, che potrebbero essere il segno distintivo della creatività”.
Ancora una volta, la sua descrizione della creatività suona sorprendentemente simile al modo in cui la cannabis aiuta le persone a entrare nel loro stato di flusso creativo. Queste scoperte sull’attività cerebrale confermano le molte meraviglie che restano da scoprire sulla natura della mente creativa.
Un’altra professoressa che studia la correlazione tra cannabis e creatività è la Dott.ssa Alice Flaherty, docente di neurologia alla Harvard Medical School, specializzata nel rapporto tra cervello e creatività.
La sua ricerca ha dimostrato che la cannabis può indurre un pensiero più creativo grazie al suo effetto sul lobo frontale del cervello. Poiché la cannabis agisce sui lobi frontali, che fungono da centro di controllo del pensiero divergente, i ricercatori sono stati in grado di identificare in che modo la pianta può favorire la creatività.
Gli studi sui musicisti hanno contribuito a svelare come la creatività emerge e si manifesta nel nostro mondo. Sebbene la cannabis abbia molti benefici unici, i suoi effetti sulla creatività potrebbero essere tra i più influenti, soprattutto in ambito culturale.
Se ci pensate, senza cannabis, metà delle canzoni su Spotify o Apple Music non esisterebbero. Molte delle vostre canzoni hip-hop, jazz, rock, EDM, punk e persino country preferite sono state create in collaborazione con la cannabis.
Da The Bluntness, tradotto da El Planteo.

