Cannabis più economica, più scelta, nessun aumento del consumo: il progetto pilota olandese dà i primi risultati

8 Ottobre 2026

Camila Berriex

https://hightimes.com/news/world/cheaper-flower-more-choice-no-surge-in-use-the-netherlands-cannabis-pilot-delivers-its-first-results/

Da decenni, i Paesi Bassi convivono con una contraddizione di lunga data nota come “problema della porta sul retro” (*backdoor problem*): i coffeeshop potevano vendere cannabis a determinate condizioni, nell’ambito della politica di tolleranza del Paese, mentre la coltivazione commerciale destinata a rifornire tali esercizi rimaneva al di fuori del quadro normativo regolamentato. Dall’aprile 2025, il Paese sta cercando di risolvere questa contraddizione attraverso una sperimentazione basata su una filiera chiusa, che consente ai coffeeshop di 10 comuni di vendere esclusivamente cannabis prodotta da coltivatori autorizzati.

Ora, la prima valutazione intermedia offre un quadro preliminare di ciò che accade quando tale filiera opera all’interno di un contesto regolamentato. I risultati evidenziano cambiamenti evidenti nella disponibilità dei prodotti e nei prezzi ma, almeno per il momento, scarse variazioni nei livelli di consumo, nello stato di salute percepito dai consumatori o nella sicurezza pubblica nelle aree circostanti i coffeeshop.

Lo studio, condotto da Breuer&Intraval, RAND Europe e dal Trimbos Institute su incarico del Centro di Ricerca e Documentazione (WODC), mette a confronto i 10 comuni partecipanti con altri 10 in cui rimane in vigore la tradizionale politica di tolleranza.

I ricercatori hanno condotto 85 interviste con autorità locali, coltivatori, proprietari di coffeeshop ed enti regolatori; hanno intervistato 865 avventori e 441 persone residenti o che lavorano nelle vicinanze dei coffeeshop; hanno conteggiato i visitatori di 143 esercizi e analizzato i menu di 134 locali. Lo studio ha inoltre integrato dati della polizia e indagini sugli acquisti effettuati tramite il mercato illecito.

Cannabis nei Paesi Bassi: più prodotti e infiorescenze a prezzi più bassi

Uno dei cambiamenti più evidenti è stato riscontrato sugli scaffali dei coffeeshop. Rispetto alla rilevazione iniziale, la gamma di prodotti a base di cannabis disponibili nei comuni partecipanti si è ampliata, includendo un maggior numero di varietà di infiorescenze, hashish e spinelli già pronti. Anche altri prodotti, come gli edibili, i prodotti per vaporizzazione e i concentrati, sono diventati più diffusi. L’aumento della varietà dei prodotti è stato più marcato rispetto ai comuni di confronto. Al momento di questa prima rilevazione di controllo, quasi tutti i coffeeshop dei comuni partecipanti offrivano edibili, mentre circa 6 su 10 vendevano prodotti per vaporizzazione.

I prezzi, tuttavia, non hanno seguito lo stesso andamento in tutte le categorie. I prezzi delle infiorescenze sono diminuiti più drasticamente nei comuni sperimentali, con un calo dei costi anche per le varietà coltivate a livello nazionale. I prezzi dell’hashish hanno seguito una tendenza opposta, aumentando nello stesso periodo, mentre gli spinelli già pronti hanno registrato lievi rincari in entrambi i gruppi.

L’offerta è risultata disomogenea fin dall’inizio. Nelle fasi iniziali, alcuni coffeeshop hanno faticato a mantenere il consueto assortimento di prodotti, in particolare per quanto riguarda l’hashish, sollevando il timore che i clienti potessero rivolgersi al mercato illegale. Le persone intervistate per lo studio hanno inoltre segnalato problemi legati alla qualità e alla varietà dell’hashish regolamentato durante la fase iniziale. Con l’incremento della produzione da parte dei coltivatori autorizzati, tali criticità hanno iniziato ad attenuarsi.

Acquistare più cannabis non significava consumarne di più

I risultati relativi al comportamento dei consumatori offrono un altro spunto interessante. Non si sono registrate variazioni significative nel numero di frequentatori dei coffeeshop né nella frequenza delle loro visite. Tuttavia, nei comuni soggetti a regolamentazione, è aumentata la quantità media di infiorescenze acquistata per singola transazione, mentre è migliorata la percezione del rapporto qualità-prezzo da parte dei clienti.

Ciò, tuttavia, non si è tradotto in un uso più frequente di cannabis.

I ricercatori non hanno inoltre rilevato cambiamenti degni di nota nello stato di salute dichiarato dai partecipanti né nella percentuale di consumatori classificati a rischio elevato di uso problematico di cannabis secondo il Cannabis Abuse Screening Test (CAST).

Lo studio evidenzia le preoccupazioni espresse da funzionari comunali ed esperti di prevenzione riguardo ai prodotti contenenti elevati livelli di THC, in particolare vaporizzatori, prodotti edibili e concentrati. Finora, tuttavia, non vi sono segnali evidenti di un aumento di problemi sanitari correlati. Diversi attori del settore chiedono regole nazionali più chiare che disciplinino la potenza dei prodotti e le informazioni destinate ai consumatori.

Il mercato illecito continua a competere

Tuttavia, la regolamentazione non ha eliminato dall’oggi al domani il mercato non regolamentato. Chi continua ad acquistare cannabis al di fuori dei coffeeshop cita principalmente i prezzi più bassi, il buon rapporto qualità-prezzo e la possibilità di acquistare quantità maggiori. Ordinare tramite servizi di consegna o contattare spacciatori per telefono o via app rimangono tra le modalità principali con cui i consumatori si procurano la cannabis.

Finora, lo studio non ha rilevato differenze evidenti in termini di salute pubblica, sicurezza o qualità della vita attribuibili alla sperimentazione. Le persone che vivono o lavorano vicino ai coffeeshop hanno continuato a dare un giudizio positivo sul proprio quartiere, mentre la percezione della sicurezza è rimasta simile a quella registrata nella rilevazione iniziale.

La filiera regolamentata ha introdotto una maggiore tracciabilità: produzione, trasporto e vendita devono essere registrati, rendendo più semplice risalire alla provenienza della cannabis. Il sistema ha incontrato problemi tecnici e amministrativi durante la fase di avvio, sebbene molti di essi sembrino essere state le tipiche difficoltà di implementazione legate a un nuovo quadro normativo.

Per il momento, la regolamentazione della cannabis nei Paesi Bassi sembra incidere più sul funzionamento del mercato che sul comportamento dei consumatori. I ricercatori sottolineano che si tratta solo della prima istantanea di monitoraggio della sperimentazione; saranno necessarie ulteriori fasi di ricerca per stabilire se tali cambiamenti perdureranno e quali effetti potranno avere a lungo termine.