Brasile: la cannabis medicinale avanza con la produzione nazionale, quasi 1 milione di pazienti e nuove norme dell’Anvisa, ma l’accesso è ancora ostacolato

24 Marzo 2026

Redazione del Jornal Grande Bahia Brasile

https://jornalgrandebahia.com.br/2026/03/cannabis-medicinal-no-brasil-avanca-com-producao-nacional-quase-1-milhao-de-pacientes-e-novas-regras-da-anvisa-mas-acesso-ainda-enfrenta-barreiras/

La regolamentazione amplia l’offerta, riduce le importazioni e consolida il mercato, mentre le difficoltà di informazione e prescrizione persistono nel sistema sanitario.

L’accesso alla cannabis medicinale in Brasile è entrato nella fase di consolidamento della regolamentazione, con la produzione autorizzata a livello nazionale, l’ampliamento della dispensazione nelle farmacie e la crescita del numero di pazienti.

I dati dell’anno del Mercado Cannabis 2025/2026 di Kaya Mind indicano 873 milioni di pazienti attivi nel 2025, circa un paese di 1 milione di utenti in trattamento.

Il movimento segna la transizione da un modello basato su autorizzazioni eccezionali e importazioni demorate per un sistema con maggiore previsibilità sanitaria e logistica, protetto dalle norme federali.

La struttura attuale combina regolamentazione, importazione controllata e iniziative associative.

I recenti cambiamenti hanno preso impulso dalle decisioni dell’Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria, informati sugli entendimenti del Tribunale Superiore di Giustizia, che hanno stabilito regole per la produzione nazionale di farmaci a base di cannabis, riducendo la dipendenza dal mercato esterno.

Struttura regolamentare e modelli di accesso

Attualmente, l’accesso avviene da tre fonti principali.

La prima è la regolamentazione tramite RDC 327, che consente la dispensazione in farmacia mediante prescrizione e controllo sanitario. La seconda riguarda l’importazione diretta di prodotti personalizzati, a seconda delle formule specifiche. La terza corrisponde al modello associativo, nessuna entità organizzata offre supporto ai pazienti.

Secondo gli specialisti del settore, l’autorizzazione alla produzione interna tende a ridurre i costi logistici, i passaggi di consegna e le variazioni modificate, oltre ad ampliare la disponibilità’ di assunzioni e lotti.

L’aspettativa è che il trattamento smetta di essere un’eccezione giuridica e che possa integrarsi nella operazioni possibili per una clinica clinica.

In questo modo, la cannabis medicinale passa a essere trattata come una prescrizione farmaceutico regolare, con requisiti di prescrizione, controllo di qualità e certificazioni di laboratorio.

Crescita del mercato e dei protocolli clinici

Le aziende e i professionisti si aspettano che l’aumento della domanda si traduca nell’aumento di protocolli medici, nell’esigenza di certificati di analisi (COA) e nell’accompagnamento farmaceutico.

Il mercato osserva anche la maggiore presenza dell’argomento presso consulenti e servizi specializzati.

In accordo con Michele Farran, fondatore della Cannabis Company, la regolamentazione ha ridotto i passaggi burocratici e ha ampliato la sicurezza per il paziente e afferma che il modello attuale offre maggiore gestione e controllo di qualità.

Farran menziona anche che le decisioni giudiziarie hanno permesso, in situazioni specifiche, la fornitura di prodotti per il Sistema Unico della Salute, ampliando l’opportunità di trattamento per gruppi con meno disponibilità economica.

I problemi non consentono l’accesso alle informazioni

Anche se ci sono stati miglioramenti, il settore affronta problemi ed ostacoli importanti.

Gli specialisti segnalano che il principale ostacolo e’ di natura informativa, coinvolgendo domande sulla prescrizione, indicazioni terapeutiche e sicurezza clinica.

I professionisti della salute hanno bisogno di a e capacità tecnica profonda mentre i pazienti cercano orientamento per comprendere dosi, modalità d’uso e criteri legali. L’assenza di informazioni gestite dal servizio medico può ritardare l’inizio del trattamento.

Gli analisti hanno confermato che il consolidamento della normativa rappresenta un passo rilevante, ma sottolineano la necessita’ di una integrazione con la politica pubblica, l’educazione medica e una    la comunicazione chiare all’utente, in modo che l’accesso sia effettivamente effettivo e ampliato.