Brasile: la canapa potrebbe generare profitti 11 volte superiori a quelli della soia

28 Aprile 2026

Smoke BuddiesKatterina Zandonai

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E se il Brasile avesse una coltura in grado di generare fino a 11 volte più profitto per ettaro rispetto alla soia, ma non potesse coltivarla? Questa è la realtà della canapa industriale, una varietà di marijuana (Cannabis sativa) con meno dello 0,3% di THC (senza effetti psicoattivi), che è ormai simbolo di innovazione e sostenibilità in agricoltura in diversi Paesi, ma non in Brasile.

Secondo Kaya Mind, società di analisi dati specializzata nel mercato della cannabis in Brasile e America Latina, la regolamentazione della canapa potrebbe generare 4,9 miliardi di real brasiliani in ricavi e 330 milioni di real brasiliani di tasse già nel quarto anno di legalizzazione. Lo studio stima inoltre che la coltivazione della pianta potrebbe apportare benefici a oltre 1.000 settori dell’economia, come la moda, l’edilizia, la cosmetica, l’alimentare e le biotecnologie.

Inoltre, il rapporto “Percorsi normativi per la canapa in Brasile”, pubblicato a settembre di quest’anno da Embrapa e dal Ficus Institute, conferma il grande potenziale del settore: entro il 2030 potrebbe generare 5,76 miliardi di real brasiliani di reddito netto, 14.000 posti di lavoro e 1,23 miliardi di real brasiliani di investimenti. La produttività prevista è di 15.959 real brasiliani per ettaro, rispetto ai 1.239 real brasiliani della soia: una differenza di undici volte in termini di redditività agricola.

Efficienza sul campo e benefici ambientali

Oltre alle sue elevate rese, la canapa si distingue come coltura a basso impatto ambientale.

Il rapporto Embrapa indica che consuma il 75% in meno di acqua rispetto al cotone, non richiede pesticidi, rigenera i terreni degradati e può aumentare la produttività delle colture successive, come mais e soia, fino al 20%.

La pianta cresce rapidamente, con la possibilità di ottenere da due a tre raccolti all’anno, e ha un’impronta di carbonio negativa, il che significa che cattura più CO₂ di quanta ne emetta. Un esempio concreto arriva dal Paraguay, che, dopo averne legalizzato la coltivazione nel 2018, ha adottato la canapa come strumento per raggiungere la neutralità carbonica.

Dal seme al mercato

La canapa ha molteplici usi. Le sue fibre producono tessuti, carta, bioplastiche e materiali da costruzione; i suoi semi forniscono cibo, cosmetici e biocarburanti; e i suoi fiori contengono composti medicinali come il CBD. Questa versatilità rende la pianta un elemento strategico per la bioeconomia e la transizione verde in Brasile, un paese con un clima e un suolo ideali per la sua coltivazione.

La regolamentazione è oggetto di dibattito

Il termine fissato dalla Corte Superiore di Giustizia (TSJ) per la regolamentazione della canapa da parte del governo federale è scaduto il 30 settembre 2025. La decisione, derivante dall’Incidente di Assunzione Giurisdizionale (IAC 16), imponeva al Ministero dell’Agricoltura (MAPA) e all’Agenzia Nazionale di Sorveglianza Sanitaria (ANVISA) di stabilire regolamenti per la coltivazione e l’uso della pianta a fini industriali, scientifici e medicinali.

Il Ministero dell’Agricoltura, dell’Allevamento e dell’Approvvigionamento (MAPA) ha già autorizzato l’importazione di semi di canapa con un contenuto di THC fino allo 0,3%, ma l’Agenzia Nazionale di Sorveglianza Sanitaria (ANVISA) sta ancora finalizzando la bozza di risoluzione che aggiorna l’Ordinanza 344/1998, che definisce le distinzioni tra marijuana psicoattiva e canapa industriale.

Il governo federale ha richiesto alla Corte Superiore di Giustizia (TSJ) una proroga di 180 giorni, sostenendo che la questione richiede adeguamenti tecnici e legali tra i due enti. La richiesta propone una nuova tempistica di sei mesi che include la partecipazione del pubblico al processo di redazione del regolamento, con audizioni della società civile, analisi dei contributi, stesura della risoluzione e, infine, pubblicazione della norma regolamentare.

Sfide e prossimi passi

Sia Embrapa che Kaya Mind sottolineano che lo sviluppo del settore dipende da:

• una chiara definizione legale che differenzi la canapa dalla marijuana psicoattiva;

• la creazione di cultivar tropicali adatte al Brasile;

• la formazione tecnica e la promozione della ricerca;

• il superamento dello stigma che ancora circonda la pianta.

Il rapporto di Embrapa suggerisce addirittura la creazione di un Programma Nazionale per la Canapa Industriale, con tracciabilità digitale, supporto da parte di Sebrae e Senar e partecipazione delle università, affinché il Paese possa competere a livello globale nell’innovazione verde.

Canapa: un’opportunità ecologica per il Brasile

Mentre Francia, Canada, Stati Uniti e Paraguay raccolgono i frutti delle loro politiche di incentivazione, il Brasile osserva da lontano lo sviluppo di un mercato in rapida espansione.

Per i ricercatori di Embrapa, la canapa è un motore strategico per la bioeconomia nazionale, capace di coniugare redditività, sostenibilità e inclusione sociale.

Kaya Mind riassume la situazione in una frase: la canapa è la pianta che può rivoluzionare l’agroindustria brasiliana, se il Paese decidesse finalmente di coltivarla.