Il consumo globale di cannabis aumenta del 40% nell’ultimo decennio grazie alla diffusione delle riforme, ma si sovrappone alla crescita del mercato illecito

31 Agosto 2026

Ben Stevens

https://businessofcannabis.com/global-cannabis-use-up-40-over-last-decade-as-reform-spreads-but-overlap-with-illicit-market-growing/

L’uso di cannabis a livello globale è cresciuto del 40% nell’ultimo decennio, con 256 milioni di persone che, secondo le stime del 2024, ne hanno fatto uso nell’ultimo anno.

Questa crescita, secondo il Rapporto Mondiale sulla Droga 2026 (WDR26) dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), segue un “processo di graduale normalizzazione” dell’uso di cannabis, che a sua volta ha contribuito a guidare un’ondata frammentata, ma in espansione, di liberalizzazione delle politiche.

Distribuito su tre volumi, l’ultimo rapporto ufficiale dell’UNODC offre nuove prospettive sulle dinamiche globali dei mercati della cannabis, sia legale che illegale, e, forse ancora più importante, su come questi si influenzino reciprocamente.

Un mosaico in continua evoluzione

Le tre sezioni del rapporto, che includono Punti salienti, Punti di particolare interesse e L’impatto del consumo di droghe sulla sicurezza, delineano un quadro frammentario e in rapida evoluzione in materia di regolamentazione della cannabis, piuttosto che un’ondata di legalizzazione.

A dicembre 2025, Canada, Uruguay e 28 giurisdizioni negli Stati Uniti avevano emanato disposizioni legislative che consentivano la piena coltivazione, produzione e vendita commerciale di cannabis per uso adulto non medico, coprendo l’estremità più completa dello spettro commerciale.

Altrove, la depenalizzazione ha assunto varie forme nell’ultimo decennio, con molti cambiamenti politici inizialmente considerati precursori di una legalizzazione più ampia.

Come si è visto in mercati come la Germania, tuttavia, pochi stanno attivamente percorrendo questa strada.

La riforma della Repubblica Ceca è entrata in vigore il 1° gennaio 2026, consentendo agli adulti di età pari o superiore a 21 anni di possedere 25 grammi in luoghi pubblici o 100 grammi a casa e di coltivare fino a tre piante.

La riforma tedesca CanG, in vigore dall’aprile 2024, consente la coltivazione domestica di tre piante e il possesso di 25 grammi, oltre alla possibilità di costituire associazioni di coltivazione non commerciali con un limite massimo di 500 membri.

Lussemburgo (da giugno 2023) e Malta (dal 2021) consentono la coltivazione domestica e il possesso limitato per gli adulti, con le associazioni maltesi per la riduzione del danno da cannabis che possono fornire ai propri membri fino a 7 grammi al giorno.

La legge sudafricana del 2024 consente la coltivazione, il possesso e il consumo in abitazioni private, sebbene il rapporto rilevi che non è ancora stata attuata. In Australia, il Territorio della Capitale Australiana rimane l’unica giurisdizione che consente la coltivazione domestica.

I Paesi Bassi e la Svizzera, nel frattempo, stanno conducendo esperimenti controllati per determinare la migliore strategia per un’ulteriore riforma della cannabis.

Dieci comuni olandesi stanno attualmente testando un modello in cui i coffeeshop possono vendere solo cannabis regolamentata proveniente da coltivatori autorizzati, con l’obiettivo di verificare se una filiera depenalizzata e regolamentata funzioni nella pratica.

I progetti pilota svizzeri, che si concluderanno a maggio 2024, hanno coinvolto 7.000 consumatori di cannabis in sette cantoni.

Emergono i primi segnali di divergenza tra i modelli a scopo di lucro e quelli senza scopo di lucro in materia di promozione del prodotto e tutela dei minori; questi risultati potrebbero essere determinanti per la scelta del modello che verrà adottato nella prossima ondata di riforme europee.

Potenza del THC

Il contenuto di THC nella cannabis del mercato illegale è aumentato costantemente su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Negli Stati Uniti, la cannabis del mercato illegale ha raggiunto un contenuto medio di THC del 16,1% entro il 2024, rispetto al solo 4% di un decennio prima.

Anche nell’Unione Europea (inclusi Norvegia e Regno Unito), la domanda di cannabis ad alto contenuto di THC è salita alle stelle, con una media del 12,5% nel 2024, anch’essa in aumento rispetto al 4% del 1995.

Il rapporto attribuisce l’aumento alla selezione genetica per cultivar ad alta potenza, al passaggio a semi femminizzati e alla coltivazione indoor, che consente ai coltivatori di controllare con precisione luce, temperatura, umidità e nutrienti.

Citando uno studio sui profili dei cannabinoidi negli Stati Uniti dal 2013 al 2022, il rapporto afferma che la cannabis venduta attraverso i dispensari autorizzati e quella sequestrata sul mercato illegale erano di origine genetica strettamente correlata, ma i prodotti venduti nei dispensari legali tendevano a contenere più THC e meno CBD rispetto alle loro controparti illegali.

Analogamente, nell’UE il rapporto segnala un fenomeno crescente di materiale vegetale a basso contenuto di THC venduto sul mercato illegale, sempre più spesso arricchito con cannabinoidi sintetici e semisintetici, alcuni dei quali molto potenti, rendendo di fatto inconsistente il confine tra “cannabis” e prodotti adulterati.

Laddove ora si sovrappongono l’offerta legale e quella illecita

Nel 2023 e nel 2024, i sequestri globali di cannabis in erba e resina hanno raggiunto livelli complessivi storicamente elevati, principalmente a causa dell’Africa, che ha rappresentato il 61% del totale dei sequestri di cannabis in erba e resina a livello mondiale nel 2024.

I sequestri di resina, al contrario, sono scesi al livello più basso dal 2011.

I sequestri in Nord America sono in costante calo dal 2010, nonostante la rapida crescita del mercato legale, una tendenza che il rapporto attribuisce al cambiamento delle priorità delle forze dell’ordine a seguito della legalizzazione, piuttosto che a una diminuzione dell’offerta.

Sebbene questo rappresenti certamente un vantaggio derivante dall’ampliamento dell’accesso legale, il rapporto descrive una tendenza emergente che in gran parte ne attenua gli effetti.

In Nord America, la cannabis entra sempre più spesso nelle catene di approvvigionamento commerciali per poi essere deviata verso il traffico illecito in altre aree.

Nel 2025, la dogana olandese ha sequestrato 65,5 tonnellate di cannabis, un quadruplo rispetto al 2024, provenienti principalmente da Canada, Thailandia e Stati Uniti e trasportate via mare, merci e passeggeri.

I porti di Anversa, Rotterdam e Amburgo, precedentemente associati ad altri flussi di droga, vengono sempre più utilizzati per il traffico di cannabis.

Tra il 2015 e il 2024, 57 paesi e territori al di fuori della regione hanno indicato il Nord America come fonte di spedizioni di cannabis, rispetto agli 11 del decennio precedente: un incremento di oltre cinque volte che il rapporto collega direttamente alla crescente capacità di coltivazione nella regione.

Si tratta di un problema di governance tanto quanto di applicazione della legge. La tracciabilità, la rendicontazione “dal seme alla vendita” e le licenze di esportazione diventeranno presto importanti ben oltre le giurisdizioni che oggi le richiedono.

Un quadro del rischio in continua evoluzione

Il segnale comportamentale più evidente emerso dal rapporto suggerisce che la percezione della nocività della cannabis tra gli studenti statunitensi dell’ultimo anno delle scuole superiori è in aumento dal 2021, invertendo una tendenza al ribasso di lungo periodo.

Secondo il rapporto, gli atteggiamenti si stanno irrigidendo, nonostante l’accesso legale si stia ampliando in tutto il paese.

Un modello simile sta emergendo tra gli adolescenti in alcune parti d’Europa.

I disturbi legati all’uso di cannabis rimangono la causa più comune di accesso ai trattamenti per la tossicodipendenza in Africa e nelle Americhe, e la seconda, dopo gli oppioidi, in Asia e in Europa.

Il rapporto si premura di contestualizzare questo dato, osservando che il carico complessivo di malattia legato alla cannabis è relativamente basso, poiché la sostanza “potrebbe indurre dipendenza con minore facilità rispetto ad altre droghe” rispetto alle altre sostanze prese in considerazione nello stesso set di dati.

Come sarà il prossimo capitolo

L’UNODC, nel suo modo di delineare gli sviluppi futuri, mantiene una posizione volutamente aperta. Per quanto riguarda il traffico, il rapporto osserva che la cannabis sta diventando “sempre più interregionale e i trafficanti stanno reagendo ai cambiamenti nelle norme legali e sociali”, una dinamica che continuerà a esercitare pressione sui sistemi di tracciabilità e sulle licenze di esportazione.

Sul fronte della domanda, il rapporto rileva che il cambiamento nella percezione dei danni causati dalla droga da parte di adolescenti e adulti in Nord America “influirà probabilmente anche sugli esiti in termini di salute pubblica”, un chiaro monito che la battaglia per la percezione pubblica è tutt’altro che conclusa.