Carlo III e la cannabis: scoperta una mega-coltivazione in una dimora storica

30 Aprile 2026

Camila Berriex

https://elplanteo.com/carlos-iii-cannabis-mega-cultivo-mansion/

Da una voce di corridoio sulle proprietà medicinali a una possibile coltivazione illegale di cannabis in ambienti chiusi, una nuova storia collega Carlo III del Regno Unito alla cannabis. Questa volta non si tratta di voci sulle sue proprietà medicinali o dei suoi noti interessi botanici, bensì di una scoperta della polizia in una proprietà storica legata al suo passato regale.

La polizia del Galles del Nord ha scoperto una significativa coltivazione illegale di cannabis all’interno di Plas Glynllifon, una dimora ottocentesca che ospitò il ballo di investitura dell’allora Principe di Galles, ora Re Carlo III, nel 1969.

Secondo la polizia del Galles del Nord, dopo aver eseguito un mandato ai sensi del Misuse of Drugs Act, l’operazione ha rivelato una “significativa coltivazione” all’ultimo piano dell’edificio. Il sovrintendente Arwel Hughes ha dichiarato alla BBC: “Abbiamo scoperto una coltivazione all’ultimo piano dell’edificio. Stimiamo circa 12 stanze con piante, che erano piuttosto mature”.

Le autorità hanno inoltre confermato che la struttura operava manomettendo illegalmente gli impianti elettrici e deviando l’acqua all’interno dell’edificio, una pratica comune in questo tipo di strutture clandestine.

Finora non sono stati effettuati arresti, sebbene la polizia abbia indicato di proseguire con le indagini forensi e l’analisi delle prove digitali.

Un palazzo storico trasformato in un al coperto

La notizia ha rapidamente attirato l’attenzione in tutto il Regno Unito (e non solo), non solo per la portata dell’operazione, ma anche per la proprietà stessa. Stiamo parlando di Plas Glynllifon, un’importante dimora nobiliare con una storia affascinante, interni fatiscenti e moltissime leggende locali. Ma un fatto eclissa tutti gli altri: il ballo ufficiale successivo all’investitura di Re Carlo III, allora Principe di Galles, si tenne in questa tenuta nel 1969, collegando direttamente la proprietà, ora in rovina, alla storia moderna della Corona.

In stile neoclassico, costruita negli anni ’30 dell’Ottocento vicino a Caernarfon, nel Gwynedd, questa dimora era un edificio classificato di Grado I e, al suo apice, apparteneva a Lord Newborough. Per lungo tempo, è stata considerata una delle residenze private più grandiose del Galles del Nord.

Tuttavia, negli ultimi anni, la proprietà, rimasta praticamente disabitata, è caduta in rovina e le sue stanze in rovina sono diventate una calamita per gli appassionati di esplorazione urbana e per gli investigatori del paranormale.

Si dice che l’antica tenuta si sia guadagnata nel corso degli anni la fama di essere infestata, ed è lì che i visitatori affermano di aver assistito a fenomeni inquietanti nei corridoi sempre più fatiscenti. Una delle leggende più note della dimora ruota attorno a Maria Stella Chiappini, un’aristocratica di origini italiane legata alla proprietà, la cui vita drammatica avrebbe poi ispirato le storie di fantasmi che infestano la tenuta.

Oggi, tuttavia, sono proprio quelle sale storiche con le loro mura in pietra e gli interni progettati per la famiglia reale a essere oscurate da una scena ben meno cerimoniale: intere stanze trasformate in coltivazioni clandestine di cannabis.

Un’altra coincidenza che lega il re alla pianta

Sebbene l’attuale Re del Regno Unito non abbia alcun legame con l’attività o con la proprietà, la notizia rievoca inevitabilmente un’altra storia che circolò ampiamente nel 2025: le voci sul presunto uso – e persino sulla coltivazione – di cannabis terapeutica da parte del monarca per coadiuvare la sua terapia contro il cancro.

Queste indiscrezioni, mai ufficialmente confermate, sostenevano che Carlo avesse esplorato i cannabinoidi come complemento terapeutico, in linea con la sua consolidata affinità per la medicina integrativa, l’agricoltura biologica e le terapie a base vegetale.

Al di là della mancanza di un reale collegamento tra i due episodi, la scoperta aggiunge un nuovo capitolo a una curiosa serie di notizie che continuano a legare – in un modo o nell’altro – la Corona britannica alla cannabis.

Mette inoltre in luce un paradosso tipico della Gran Bretagna contemporanea: mentre la cannabis terapeutica è legale dal 2018 con prescrizione medica e l’accesso regolamentato continua ad espandersi lentamente, il mercato illecito continua a soddisfare un’enorme domanda parallela, con operazioni clandestine sempre più sofisticate che operano persino in dimore storiche ed edifici di interesse storico.

In questo caso, il contrasto non potrebbe essere più britannico: una dimora che un tempo ospitava sfarzo reale è finita, decenni dopo, in una gigantesca coltivazione clandestina di cannabis al coperto.

Re Carlo III usò la cannabis per curare il suo cancro? La storia inedita che pochi conoscono.

8 Aprile 2026

Smoke Buddies

https://elplanteo.com/rey-carlos-iii-cancer-cannabis/

– Re Carlo III avrebbe utilizzato la cannabis terapeutica per alleviare gli effetti collaterali delle cure contro il cancro.

– La sua decisione rafforza il suo sostegno alle terapie integrative come la fitoterapia e l’omeopatia.

– Il caso potrebbe cambiare la percezione pubblica della cannabis in ambito medico.

Secondo alcune indiscrezioni, Re Carlo III, monarca del Regno Unito, starebbe utilizzando prodotti a base di cannabis terapeutica per alleviare gli effetti collaterali della terapia convenzionale, durante il trattamento per il cancro diagnosticatogli all’inizio del 2024. L’informazione è stata pubblicata da Radar Online, che cita una fonte vicina a Buckingham Palace.

Secondo quanto riportato, Carlo, noto per il suo impegno a favore delle terapie integrative, avrebbe scelto di includere i cannabinoidi nel suo percorso terapeutico per gestire sintomi come nausea, dolore e perdita di appetito, comuni nei trattamenti oncologici. Il Palazzo non ha confermato ufficialmente l’uso, ma non ha nemmeno smentito la notizia.

La cannabis terapeutica è legale nel Regno Unito dal 2018, con obbligo di prescrizione medica. I pazienti oncologici possono accedere a farmaci a base di cannabis sia tramite il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) che presso cliniche private. Si stima che circa 55.000 britannici utilizzino regolarmente questi prodotti sotto controllo medico, secondo i dati del Registro Britannico della Cannabis Terapeutica.

Nel caso di Carlo III, le cure si stanno svolgendo nel contesto di una ristrutturazione dell’agenda reale. Da quando è stata annunciata la diagnosi, il re ha ridotto significativamente le sue apparizioni pubbliche, delegando alcuni doveri cerimoniali al figlio, il principe William. Le frequenti assenze di Carlo dagli impegni ufficiali hanno alimentato le speculazioni sulla gravità della sua malattia, il cui tipo e stadio non sono ancora stati resi noti ufficialmente.

La cannabis nella storia della monarchia britannica

Sebbene possa sorprendere alcuni, l’uso della cannabis da parte della famiglia reale non è una novità. La regina Vittoria, che regnò dal 1837 al 1901, è spesso citata dai medici dell’epoca per aver utilizzato tinture di cannabis per alleviare i forti dolori mestruali, una pratica comune nella medicina vittoriana.

Adottando un approccio terapeutico più ampio, Carlo III ha rafforzato la sua immagine di monarca attento ai cambiamenti sociali e ai progressi della scienza medica. Già durante il suo periodo come Principe di Galles aveva espresso il suo sostegno alle terapie complementari, come la fitoterapia e l’omeopatia.

Prove scientifiche e utilizzo oncologico della cannabis

Diversi studi hanno dimostrato che i cannabinoidi, come il THC e il CBD, possono offrire benefici ai pazienti oncologici. Pur non essendo trattamenti curativi, questi composti si sono dimostrati efficaci nella gestione dei sintomi correlati alla chemioterapia e alla radioterapia.

Una revisione pubblicata sul Journal of Pain and Symptom Management indica che l’uso di cannabis terapeutica può migliorare la qualità della vita, ridurre il dolore neuropatico e stimolare l’appetito nei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici. Tuttavia, gli esperti sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per confermarne la sicurezza e l’efficacia a lungo termine.

Un nuovo sguardo alle terapie integrative

Il presunto uso di cannabis da parte di un capo di Stato come Carlo III non solo umanizza la figura reale, ma getta anche luce sulla crescente accettazione della pianta in contesti terapeutici precedentemente considerati tabù. La sua scelta – seppur privata – potrebbe influenzare positivamente l’opinione pubblica sulla questione, soprattutto in un Paese la cui legislazione ne consente già l’uso, ma che si trova ancora ad affrontare resistenze sociali e burocratiche.

Se confermata, la scelta del monarca potrebbe rappresentare una svolta simbolica nel modo in cui governi e società considerano la cannabis terapeutica: non più come un’alternativa marginale, ma come una risorsa legittima all’interno di un arsenale terapeutico in continua espansione.