14 Febbraio 2026
Newsroom Infobae
La proposta incoraggia la distribuzione di preparati medici derivati dalla cannabis, attualmente riservati esclusivamente agli ospedali, nelle farmacie tradizionali, escludendo al contempo l’uso ricreativo e prevedendo una valutazione normativa entro la fine dell’anno.
La prossima valutazione della normativa sull’uso terapeutico della cannabis determinerà il percorso per una possibile estensione della sua distribuzione al di fuori degli ospedali in Spagna, come annunciato dal Segretario di Stato per la Salute, Javier Padilla, durante una conferenza della Società Spagnola del Dolore (SED). Secondo quanto riportato dai media, Padilla ha spiegato che la vendita di preparati standardizzati di cannabis, attualmente disponibili solo tramite le farmacie ospedaliere, potrebbe essere estesa anche alle farmacie comunitarie, se ritenuto opportuno a seguito di un’analisi che verrà condotta entro la fine dell’anno.
Secondo le informazioni diffuse dai media nazionali, Padilla ha spiegato che questo approccio graduale è conforme al Regio Decreto sulla cannabis medicinale, approvato lo scorso ottobre, il cui processo di attuazione è in fase di valutazione costante. Ha aggiunto che la normativa è in fase di elaborazione da parte dell’Agenzia Spagnola per i Medicinali e i Prodotti Sanitari (AEMPS), in conformità con un mandato della Commissione Salute e Consumatori della Camera dei Deputati.
Il rappresentante del Ministero della Salute ha sottolineato che la normativa mira a essere rigorosa nella sua applicazione iniziale, ma include meccanismi di adattamento per consentire modifiche man mano che si raccolgono nuove prove ed esperienze. Padilla ha dichiarato: “Si tratta di una normativa che si propone di essere rigorosa fin dall’inizio, ma è concepita per essere adattabile”. Ha inoltre spiegato che il fatto che le indicazioni per i preparati terapeutici a base di cannabis siano incluse nel Prontuario Nazionale dell’Agenzia Spagnola per i Medicinali e i Prodotti Sanitari (AEMPS) facilita future modifiche.
Il Segretario di Stato ha sottolineato che il processo includerà la revisione e, ove necessario, la modifica dei protocolli e dei punti di distribuzione per i preparati medici derivati dalla cannabis. Secondo l’organo di stampa, Padilla ha sostenuto che impareranno dall’esperienza sulle nuove indicazioni cliniche e sui modi e i canali migliori per la distribuzione della sostanza, adeguando la normativa in base alle evidenze scientifiche e alle pratiche sanitarie più efficaci.
Il processo di regolamentazione, come dettagliato da Padilla e riportato dai media nazionali, è stato condotto tenendo conto fin dall’inizio del fatto che non sarebbe stato possibile soddisfare pienamente le aspettative di tutte le parti interessate, compresi gli operatori sanitari e le associazioni di pazienti. Ha inoltre sottolineato che si sono verificati “elementi di tensione” nell’affrontare diverse situazioni derivanti dalla regolarizzazione, dato il contrasto di interessi tra professionisti, pazienti e altri settori.
Per quanto riguarda la possibilità di estendere il quadro giuridico spagnolo per i preparati di cannabis medicinale all’uso ricreativo, Padilla ha dichiarato che questa opzione è esclusa. Il Segretario di Stato ha ricordato che, dopo discussioni con le autorità di regolamentazione di altri Paesi, queste hanno osservato che in alcuni luoghi la regolamentazione della cannabis medicinale ha aperto la strada alla legalizzazione dell’uso ricreativo. Tuttavia, ha affermato che nel caso spagnolo “sapevamo che non era così”, come riportato dallo stesso organo di stampa.
Le normative approvate a ottobre includono un “periodo iniziale di dispensazione in ambito ospedaliero” prima di valutare la loro estensione alle farmacie convenzionali, a seconda dell’idoneità e della sicurezza del processo. Padilla ha aggiunto che una revisione dei progressi compiuti e dell’esperienza acquisita si terrà alla fine dell’anno, aprendo la strada sia al mantenimento che alla modifica delle procedure attuali basate sull’evidenza e sulla pratica medica.
Il Segretario di Stato ha sottolineato la natura dinamica del quadro normativo e la volontà delle autorità sanitarie di integrare cambiamenti progressivi giustificati dalle conoscenze scientifiche e dalla valutazione della loro applicazione all’interno del sistema sanitario. I media spagnoli hanno aggiunto che il coinvolgimento dell’Agenzia Spagnola per i Medicinali e i Prodotti Sanitari (AEMPS) nella normativa garantisce che eventuali adeguamenti saranno rapidi e basati sul rispetto delle migliori pratiche internazionali e sulle caratteristiche specifiche del contesto spagnolo.
L’iniziativa sulla cannabis medicinale fa parte di una serie di azioni volte a migliorare la risposta del sistema sanitario a condizioni in cui i trattamenti attuali sono insufficienti o presentano effetti collaterali, come la gestione del dolore cronico. Questi punti sono stati approfonditi durante la conferenza organizzata dalla Società Spagnola del Dolore, dove sono stati presentati i progressi della normativa rispetto ad altri Paesi e il loro potenziale impatto sul miglioramento dell’accesso dei pazienti a trattamenti più personalizzati e controllati.
Secondo quanto riportato dai media nazionali, le autorità sanitarie non considerano la regolamentazione della cannabis terapeutica un primo passo verso la legalizzazione dell’uso ricreativo e ribadiscono che il processo attuale rimane incentrato sul supporto sanitario, sulla valutazione clinica e sull’adattamento alle più recenti evidenze scientifiche.
Le future decisioni in merito alle modalità di accesso e distribuzione nelle farmacie comunali sono soggette ai risultati della revisione prevista per la fine dell’anno. Questa revisione determinerà se l’esperienza in ambito ospedaliero offra sufficienti garanzie per una modifica della distribuzione di questi preparati su tutto il territorio nazionale, sempre nell’ambito sanitario e garantendone l’uso esclusivamente terapeutico.

