Neuroprotezione mediata dal cannabidiolo nel modello di Alzheimer: prove comportamentali e morfologiche

3 Febbraio 2026

Abbas NasidiUduak Emmanuel UmanaAdamu Abubakar SadeeqMusa Mustapha

https://doi.org/10.1002/alz70856_096378Digital Object Identifier (DOI)

Contesto

La malattia di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa progressiva e irreversibile caratterizzata da declino cognitivo e trasformazioni neuropatologiche, che rappresenta un onere significativo per gli individui e i sistemi sanitari a livello globale. Nonostante gli sforzi di ricerca in corso, trattamenti efficaci per arrestare la progressione della malattia di Alzheimer rimangono poco disponibili. Il cannabidiolo (CBD) è un composto naturale derivato dalla cannabis, noto per le sue proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e antiossidanti. Questo studio ha indagato il potenziale neuroprotettivo del CBD nel mediare i cambiamenti neurocomportamentali e morfologici nel modello transgenico Aβ42 di MA.

Metodo

150 mosche sono state raggruppate in cinque gruppi. Il gruppo I e II sono controlli negativi e positivi e sono stati esposti solo a 10 g di dieta, il gruppo III è un controllo sperimentale ed è stato esposto a 1 mM di Donepezil. Il gruppo IV e V sono stati trattati rispettivamente con 2 mg e 4 mg di CBD per 2 settimane. La funzione motoria, le capacità mnemoniche, le interazioni sociali e l’espressione di beta-amiloide (Aβ42) e proteina acida fibrillare gliale (GFAP) sono state valutate rispettivamente mediante arrampicata, soppressione della fototassi avversiva, test dello spazio sociale e immunocolorazione.

Risultato

I risultati hanno rivelato una significativa diminuzione della coordinazione motoria (0,31 ± 0,08, p = 0,007), della funzione mnemonica (7,00 ± 8,52, p = 0,008) e del comportamento sociale (3,09 ± 0,51, p = 0,0008) nel gruppo di controllo positivo rispetto al gruppo di controllo negativo, accompagnata da un’espressione elevata di Aβ42 e GFAP (58,50 ± 8,000, p = 0,03). Tuttavia, il trattamento con CBD ha attenuato efficacemente questi deficit. La funzione motoria è stata ripristinata nel gruppo trattato con 4 mg di CBD (0,69 ± 0,08, p = 0,028), le capacità mnemoniche sono migliorate nel gruppo trattato con 4 mg di CBD (63,00 ± 7,35, p = 0,007), e l’interazione sociale è aumentata nel gruppo trattato con 4 mg di CBD (1,19 ± 0,53, p = 0,0071). Inoltre, il trattamento con CBD ha ridotto l’immunoreattività di Aβ42 e GFAP (58,50 ± 8,000, p = 0,03).

Conclusione

Questo studio fornisce prove convincenti del potenziale terapeutico dell’olio di CBD nell’attenuare i deficit motori e cognitivi e i cambiamenti neuropatologici associati all’AD, sottolineando l’importanza di ulteriori ricerche sui meccanismi d’azione e sull’ottimizzazione dei regimi terapeutici per l’AD.

Download PDF Alzheimer s Dementia – 2025 – Nasidi – Cannabidiol‐Mediated Neuroprotection in A 42‐Induced Alzheimer s Model of