Il “problema” della cannabis terapeutica in Germania è che ha funzionato. I prezzi sono crollati. Le prescrizioni sono esplose.

29 Gennaio 2026

Javier Hasse

https://hightimes.com/news/world/germanys-medical-cannabis-problem-is-that-it-worked-prices-fell-prescriptions-exploded/

Entro dicembre 2025, le prescrizioni di cannabis terapeutica in Germania erano aumentate di oltre il 3.300% rispetto a marzo 2024, l’ultimo mese prima che la cannabis venisse rimossa dalla legge sugli stupefacenti e riclassificata come farmaco non stupefacente. Questo cambiamento ha semplificato la prescrizione, ha aperto le porte all’assistenza telemedica e ha contribuito a normalizzare la cannabis come trattamento regolamentato.

• Le prescrizioni sono aumentate, e non si è trattato di un picco mensile
• I prezzi sono diminuiti mentre la scelta del prodotto si è ampliata
• La narrazione dell’”abuso” non regge alle definizioni cliniche
• Una trappola politica: limitare l’accesso, espandere il mercato grigio
• Cosa dice realmente il rapporto

Quello stesso cambiamento ha anche innescato una reazione familiare. Hanno iniziato a circolare denunce pubbliche di “abuso”. Le bozze di idee politiche hanno iniziato a indicare restrizioni alla telemedicina e alla distribuzione. Un nuovo rapporto annuale del Bloomwell Group intitolato “Cannabis Barometer: 2025 Annual Review” sostiene che tali timori non corrispondono ai dati e che un accesso più restrittivo potrebbe spingere i pazienti a rivolgersi nuovamente a opzioni più rischiose e non autorizzate.

L’analisi si basa su una revisione anonima delle prescrizioni mediche riscattate da pazienti paganti tramite una piattaforma digitale presso farmacie partner in tutta la Germania tra gennaio 2024 e dicembre 2025. Il rapporto sottolinea che i dati di dicembre 2025 sono estrapolati e potrebbero differire leggermente in seguito.

Le prescrizioni sono aumentate, e non si è trattato di un picco durato un mese

Il rapporto afferma che il volume delle prescrizioni ha raggiunto il massimo storico a dicembre 2025. Rispetto a marzo 2024, le prescrizioni sono aumentate di oltre il 3.300%.

Sottolinea inoltre che la domanda è apparsa sostenuta, non effimera. Anche nel primo trimestre del 2025, secondo l’analisi, il volume mensile delle prescrizioni era già quasi del 1.000% superiore a marzo 2024.

La spiegazione del rapporto è semplice. La crescita riflette l’accesso semplificato alle cure legittime a seguito della riclassificazione, oltre ai percorsi di telemedicina che hanno reso più facile per i pazienti ottenere una prescrizione legale e compilarla tramite i canali farmaceutici.

I prezzi sono scesi mentre la scelta dei prodotti è aumentata

Anche se la storia si fermasse alla crescita delle prescrizioni, sarebbe comunque notevole. I dati su prezzi e offerta rendono il dato più difficile da ignorare.

Il rapporto mostra che il prezzo medio al grammo di fiori di cannabis terapeutica è sceso da 8,33 euro a gennaio 2025 a 5,23 euro a dicembre 2025, con un calo di oltre 3 euro nell’arco dell’anno.

Nello stesso periodo, la disponibilità del prodotto è aumentata. Il numero di prodotti a base di fiori di cannabis disponibili è passato da 468 a 724, secondo il rapporto.

Descrive anche uno spostamento del mercato verso opzioni più economiche. Entro la fine del 2025, i fiori con un prezzo inferiore a 6 euro al grammo rappresentavano quasi l’80% dei fiori forniti. Il rapporto aggiunge che l’accesso digitale è diventato sufficientemente efficiente da far sì che i costi mensili totali del trattamento per molti pazienti si aggirino generalmente tra i 30 e i 50 euro.

La narrazione dell’“abuso” non regge secondo le definizioni cliniche

Il rapporto respinge direttamente l’idea che un aumento delle prescrizioni significhi automaticamente abuso. Valuta le denunce di abuso rispetto agli standard medici riconosciuti a livello internazionale, inclusi i criteri ICD-10 e DSM-5, che si concentrano su danni misurabili, effetti negativi sulla salute, riduzione della qualità della vita e dipendenza da sostanze.

In quest’ottica, conclude che le accuse di abuso diffuso sono infondate. L’aumento del numero di prescrizioni e dei volumi di importazione, da soli, sostiene il rapporto, non soddisfano le definizioni cliniche accettate di abuso.

Il rapporto afferma inoltre che non vi sono prove di un aumento dell’uso problematico o quasi quotidiano, di ricoveri ospedalieri correlati alla cannabis o di disturbi di salute mentale a seguito dell’eliminazione della cannabis dalla legge sugli stupefacenti.

Una trappola politica: limitare l’accesso, espandere il mercato grigio

L’avvertimento del rapporto è tanto pratico quanto politico. Sostiene che limitare la telemedicina o restringere l’accesso digitale creerebbe barriere per i pazienti, soprattutto considerando che solo un numero limitato di farmacie è specializzato in cannabis e offre un’ampia selezione di varietà.

In tali condizioni, suggerisce il rapporto, limitare i percorsi di telemedicina potrebbe spingere centinaia di migliaia di pazienti a rivolgersi a fonti non autorizzate e rendere più difficile l’accesso ai trattamenti con supervisione medica a livello nazionale.

Il Dott. Julian Wichmann, co-fondatore e CEO di Bloomwell GmbH, sostiene che la telemedicina per la cannabis non ha aumentato significativamente il numero totale di consumatori di cannabis. Al contrario, afferma che molti pazienti si automedicavano già senza supervisione medica nonostante legittime condizioni mediche, e che la semplificazione del processo di prescrizione ha contribuito a far accedere questi utenti a un accesso legale e regolamentato.

Niklas Kouparanis, co-fondatore e CEO di Bloomwell Group, definisce la terapia digitalizzata a base di cannabis come un modello per un’assistenza sanitaria conveniente. Critica i tentativi di smantellare i processi digitali che descrive come ampiamente accettati e funzionanti nella pratica, sostenendo che ciò comprometterebbe l’accesso dei pazienti e contraddirebbe gli obiettivi più ampi della digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Cosa dice realmente il rapporto

Il numero più alto qui è il 3.300%. Il punto più silenzioso è quello su cui il rapporto continua a tornare.

Il sistema tedesco per la cannabis terapeutica è diventato più semplice, veloce e più normale. Il mercato ha risposto con maggiori volumi di prescrizioni, prezzi più bassi e una maggiore scelta di prodotti. E il rapporto sostiene che la preoccupante trama dell’abuso non si è manifestata nei risultati esaminati utilizzando criteri medici accettati.

Dal suo punto di vista, il rischio ora è un effetto collaterale negativo delle politiche. Se l’accesso viene limitato in nome di un ipotetico abuso, i pazienti non scompaiono. Vengono reindirizzati. Il messaggio del rapporto è che ridurre l’accesso regolamentato potrebbe spingere i pazienti verso il mercato non autorizzato e creare danni evitabili.